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Salute Lombardia: farmaci salvavita, nessun costo per pazienti trapiantati

"Grazie alle sollecitazioni di Regione Lombardia e al positivo confronto sostenuto anche in queste ore con Aifa, tutti i pazienti trapiantati già in terapia avranno ancora la possibilità di usufruire dei farmaci salvavita senza dover farsi carico dei relativi costi. Si è così tutelata una fascia di popolazione di pazienti già gravata da evidenti fragilità".

Lo dichiara Mario Mantovani, vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia, commentando il provvedimento, nel cui ambito Aifa ha chiarito di mantenere tutti i medicinali a base di Ciclosporina nella lista di trasparenza, ossia nell'elenco dei farmaci equivalenti, con i relativi prezzi di riferimento rimborsati al cittadino dal Servizio sanitario nazionale, senza porre a carico del cittadino la differenza di prezzo.

 

La disposizione di Aifa si è resa necessaria a seguito della decisione del 15 aprile scorso, della stessa Aifa, di inserire nell'elenco dei farmaci generici la Ciclosporina, farmaco per la terapia antirigetto nei soggetti che hanno avuto trapianto di rene, con una differenza di prezzo tra il farmaco generico e quello di marca di circa 60-70 euro a confezione. La normativa nazionale dispone che tale differenza di prezzo sia a carico del cittadino, qualora il medico gli prescriva il farmaco di marca. Aifa però aveva comunicato la necessità che il medico garantisse la continuità prescrittiva all'assistito in cura con farmaco di marca, auspicando che le Regioni si facessero carico della quota a carico del cittadino, con il rischio di scaricare o sui cittadini o sulle Regioni la responsabilità di un provvedimento disposto dalla stessa Agenzia.

"La disposizione odierna - conclude Mantovani - chiarisce che il costo rimborsato dal Ssn dei farmaci distribuiti in convenzione presso le farmacie territoriali coincida con il prezzo al pubblico del medicinale. Si afferma dunque che tutti i farmaci contenenti Ciclosporina abbiano pari valore terapeutico e si raggiunge l'obiettivo di evitare di far ricadere sui pazienti l'aggravio economico dovuto alla differenza di prezzo tra farmaco 'di marca' e il suo equivalente".

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