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Risultati sfavorevoli per il gel pericoitale anti-Hiv: le donne lo usano male #CROI2015

Il gel pericoitale all’1% di tenofovir, sviluppato per prevenire la trasmissione dell’HIV tra uomo e donna, non si è dimostrato efficace nel prevenire l’infezione. Questi i risultati di un trial di fase III presentato a Seattle, WA, alla Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections. La causa probabilmente va ricercata in un uso non corretto del farmaco da parte delle donne che hanno partecipato allo studio.

 

Trial precedenti di fase II avevano invece dato esiti promettenti. La nuova ricerca, di fase III, multicentrica, in doppio cieco, randomizzata, controllata con placebo, ha fatto emergere la necessità di un utilizzo corretto del prodotto per garantirne un effetto microbicida valido. Sono state valutate l’efficacia e la sicurezza del farmaco, impiegato in regime BAT-24 (prima e dopo il sesso, in non più di 2 dosi in 24 h). Sulle circa 2000 donne HIV-negative arruolate, tra i 18 e i 30 anni, da 9 siti del Sud Africa, è stata svolta un’attività di counselling per un periodo fino a 27 mesi. L’età media era di 23 anni, le giovani per lo più vivevano con i genitori e non erano sposate. Il farmaco non è riuscito a dare i risultati sperati perché non veniva applicato in modo corretto.

 

Le infezioni sono state 123 in totale, circa metà nel gruppo trattato e metà in quello sotto placebo. L’efficacia era maggiore nelle donne che dichiaravano di utilizzare il prodotto nel 72% degli atti sessuali, ma queste erano solo il 20% delle partecipanti.

 

Paola Gregori

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