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RICERCA, “PROTOCOLLI TROPPO DIFFERENTI SUL TERRITORIO”. CONVEGNO DEL GOIRC

“Le decisioni prese a livello del singolo comitato etico devono essere trasferibili e omogenee su tutto il territorio nazionale: solo così potremo applicare velocemente in più centri i protocolli di ricerca sul cancro.

 

Lanciamo un appello ai legislatori per snellire queste procedure, preservando ovviamente gli aspetti morali, altrimenti non reggeremo più la concorrenza degli altri Paesi, perdendo anche ingenti finanziamenti comunitari”. È questa una delle richieste avanzate dal Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica (GOIRC), in un convegno che si svolge oggi a Firenze.

“Malgrado la pesante situazione economica e legislativa della Penisola, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha registrato nel 2012 quasi 700 studi condotti in Italia – commenta il prof. Francesco Di Costanzo, Direttore dell’Oncologia Medica del “Careggi” di Firenze e Membro del Direttivo Nazionale GOIRC, durante un incontro con i giornalisti –. Uno su tre riguardava il campo oncologico. Purtroppo, nel nostro Paese l’importanza di gruppi come il GOIRC non è ancora pienamente compresa, mentre all’estero sì. Per un semplice motivo: collaborare in rete permette di coagulare i ricercatori, diminuendo anche il carico di lavoro e lo spreco di risorse. Da noi, i team di ricerca oncologica sono stati lasciati in uno stato di abbandono quasi totale: senza mezzi e praticamente scollegati dalle strutture sanitarie, verso cui andrebbero trasferite le innovazioni prodotte. Serve un deciso cambio di passo”.

Il GOIRC è stato fondato formalmente nel 1982 e conta 32 centri affiliati in tutto il territorio. “Siamo stati la prima esperienza di gruppo cooperativo in ambito oncologico, ma se continueremo su questa strada rischiamo di rimanere anche l’unico – aggiunge il prof. Rodolfo Passalacqua, Presidente GOIRC –. Dobbiamo far capire all’opinione pubblica e alle Istituzioni che la ricerca indipendente garantisce risparmi e sostenibilità a tutto il sistema. Ma reperire fondi diventa sempre più difficile e la colpa non è da attribuire soltanto alla scarsità di risorse. Ad esempio, a livello europeo possiamo contare ancora numerosi bandi di finanziamento, che raramente vengono però assegnanti all’Italia. E non dobbiamo stupirci: al giorno d’oggi solo chi sviluppa progetti di ampio respiro riesce a essere competitivo, accede alle sovvenzioni e raggiunge risultati concreti”. Il titolo del meeting annuale 2014 del GOIRC è “La ricerca oncologica per il paziente con il paziente”, a conferma del ruolo centrale che i malati rivestono negli studi clinici. “Si tratta di persone che vanno informate e capite: sono risorse necessarie ma spesso si tende ancora a escluderle dal processo decisionale ed esplicativo – conclude il prof. Di Costanzo –. Purtroppo, fino ad ora quasi nessuno si è interessato fino in fondo di loro. Eppure i pazienti sono centrali nel nostro lavoro e lo saranno sempre più, visti i continui successi nella battaglia contro il cancro. Ci occupiamo anche di tossicità dei farmaci e qualità della vita, aspetti che riguardano oggi oltre due milioni di italiani: le persone che hanno ricevuto una diagnosi di tumore”.

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