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Ricerca CNR, difetti cognitivi: recettore del glutammato e' "target terapeutico"

I disordini dello sviluppo intellettivo si manifestano durante i primi anni di vita, provocando deficit cognitivi nellambito della socializzazione e delle capacità pratiche. Le cause più frequenti legate allinsorgenza di queste patologie sono i disturbi genetici, tra cui, le mutazioni di geni localizzati sul cromosoma X, come quelle che riguardano il gene TM4SF2. Questo gene reca linformazione necessaria per la produzione della proteina TSPAN7, in assenza della quale vengono alterati numerosi processi cellulari, provocando squilibri intellettivi nella popolazione degli affetti.


Per esaminare la funzione di questa proteina, Luca Murru e Maria Passafaro dellIstituto di neuroscienze del Cnr di Milano (In-Cnr), hanno condotto uno studio, pubblicato su Cerebral Cortex, utilizzando il topo come modello sperimentale. Sono stati generati animali mutanti per il gene TM4SF2 e successivamente indagate le loro reazioni. La mutazione del gene comporta un malfunzionamento nelle comunicazioni nervose e lalterata attività del recettore per il glutammato. Una serie di test comportamentali condotti sugli animali, hanno poi mostrato difetti in diverse funzioni cognitive, come il riconoscimento di oggetti e lorientamento spaziale. “Tale proteina è essenziale per regolare lattività di un recettore per il glutammato, indispensabile per il corretto funzionamento dei neuroni”, afferma Maria Passafaro.

“Negli animali in studio sono stati riscontrati difetti funzionali nellippocampo, un’area del cervello strettamente implicata nei processi di apprendimento e memoria”. Ad oggi non esiste alcuna terapia per la cura dei disturbi di tipo intellettivo, tuttavia, “gli esiti delle ricerche, suggeriscono che il trattamento con la molecola CX516, è in grado di potenziare lattività del recettore per il glutammato e correggere i difetti neurologici evidenziati negli animali geneticamente modificati. Il recettore per il glutammato può quindi rappresentare un valido ‘target’ terapeutico nel trattamento dei difetti cognitivi, in pazienti affetti da mutazioni del gene TM4SF2”, conclude la ricercatrice Cnr.

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