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Ricerca: associazione parziale della Svizzera a «Orizzonte 2020»

Il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann ha firmato oggi a Bruxelles insieme al commissario europeo Carlos Moedas e alla rappresentante della presidenza italiana dell’UE Stefania Giannini, l’accordo di partecipazione della Svizzera al programma «Orizzonte 2020».

L’accordo definisce l’associazione parziale della Svizzera al programma quadro europeo di ricerca fino alla fine del 2016. In virtù di questa associazione, i ricercatori svizzeri possono partecipare a pieno titolo ad alcuni progetti di ricerca o azioni. Per il periodo 2017-2020 l’accordo prevede invece una piena associazione della Svizzera all’intero pacchetto di «Orizzonte 2020», ma tutto dipenderà da come si risolverà la questione relativa al proseguimento della libera circolazione delle persone. Il consigliere federale Schneider-Ammann ha poi avuto un colloquio bilaterale con il commissario UE Carlos Moedas sulla ricerca e l'innovazione. Essi hanno pure discusso dello sviluppo attuale dei rapporti tra Svizzera e UE.

Il consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann, capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), ha definito la firma dell'accordo un passo importante per la Svizzera per garantire la cooperazione internazionale in materia di ricerca. Il nostro Paese non deve infatti perdere il posto di spicco che occupa a livello europeo. L'obiettivo del consigliere federale Schneider-Ammann è la piena associazione della Svizzera a «Orizzonte 2020» a partire dal 2017.

La firma è stata apposta congiuntamente al commissario europeo per la ricerca, la scienza e l'innovazione, Carlos Moedas, e al ministro italiano dell'istruzione, dell'università e della ricerca nonché rappresentante della presidenza italiana dell'UE, Stefania Giannini. L'accordo è stato approvato il 22 ottobre 2014 dal Consiglio federale ma l'associazione parziale è in vigore a titolo provvisorio già dal 15 settembre 2014.  Fino alla fine del 2016 i ricercatori e gli istituti di ricerca svizzeri possono infatti partecipare a pieno titolo a:

«Excellent Science», il primo pilastro di «Orizzonte 2020», comprendente tutti i bandi di concorso, importanti per la Svizzera, del Consiglio europeo della ricerca, e le azioni Marie-Sklodowska-Curie per la promozione della carriera e della mobilità dei ricercatori. In qualità di partner associati essi potranno anche prendere parte al progetto «Human Brain Project» coordinato dal PF di Losanna.

Inoltre i ricercatori provenienti dalla Svizzera possono partecipare come partner associati e con pari diritti al programma «Spreading Excellence and Widening Participation».

Infine rimarrà loro aperto anche il programma di ricerca Euratom e il progetto di ricerca sulla fusione ITER.

In qualità di partner associati, i ricercatori svizzeri possono nuovamente beneficiare dei finanziamenti dell'UE. Per i restanti progetti di «Orizzonte 2020» la Svizzera avrà però lo statuto di Paese terzo: i ricercatori provenienti dalla Svizzera potranno sí essere associati a progetti, ma non riceveranno finanziamenti dall'UE. Il finanziamento delle parti di progetto in mano a ricercatori svizzeri sarà garantito dalla Confederazione, conformemente alle misure transitorie varate dal Consiglio federale nel giugno 2014. Maggiori informazioni in proposito sono consultabili su http://www.h2020.ch/.

Se entro il 9 febbraio 2017 sarà risolta la questione relativa al proseguimento della libertà di circolazione delle persone e alla sua estensione alla Croazia, dal 1° gennaio 2017 l'accordo si estenderà automaticamente a tutte le parti del programma «Orizzonte 2020». In caso contrario, l'accordo verrà a cadere e, a partire dal 2017, la Svizzera potrà partecipare al programma solamente come Paese terzo.

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