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Responsabilità professionale: Confronto in casa Roche con TETRIS: mosaici di salute

Il provvedimento atteso da oltre 15 anni sulla responsabilità professionale del personale sanitario di imminente approvazione è il primo tema con cui prende avvio il ciclo di incontri dal titolo “TETRIS: mosaici di salute”, promosso da Roche su tematiche chiave della sanità.
 
“Crediamo che essere l’azienda leader nella salute, grazie all’innovazione dei nostri farmaci, significhi anche portare all’attenzione temi cruciali per il settore, promuovendo un dibattito costruttivo tra tutti gli attori del Sistema, un Sistema che tra l’altro ci vede protagonisti da 120 anni, anniversario che avremo il piacere e l’orgoglio di celebrare quest’anno - dichiara Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche Italia – Roche vuole quindi creare occasioni di confronto e sinergia a fianco del mondo istituzionale, della comunità scientifica e della cittadinanza, auspicando si possano trovare insieme soluzioni percorribili per la sostenibilità del nostro Paese”.
 
"Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie". Questo il titolo del testo unificato del progetto di legge che vorrebbe colmare una lacuna del nostro sistema sanitario, dando il giusto riconoscimento sia al cittadino sia ai professionisti della sanità. “Lo scenario attuale potrebbe essere sintetizzato con queste poche parole: troppa responsabilità, troppi risarcimenti, poca assicurazione, poco risk management”, afferma il Prof. Pietro Sirena, Professore Ordinario di Istituzioni di Diritto Privato, Università Bocconi di Milano. “Se si vogliono evitare esiti indesiderabili di medicina c.d. difensiva, non resta pertanto che abbassare la soglia di “punitività” della responsabilità civile in questa materia, e puntare anche a un contenimento quantitativo dei risarcimenti, o quanto meno a una loro maggiore prevedibilità e calcolabilità” conclude il Professore.
 
Una tematica al centro dell’agenda politica al punto che diversi sono stati i proponenti di progetti di legge al riguardo fino ad arrivare oggi all’esame in terza battuta presso la Camera dei Deputati. Secondo infatti l’On. Federico Gelli, relatore per la maggioranza del progetto di legge: "si tratta infatti di un provvedimento atteso ormai da troppi anni da parte degli operatori della sanità. L’assenza di un chiaro inquadramento legislativo su questa materia toglie serenità a medici e professionisti e soprattutto ha come ricaduta l’enorme costo della medicina difensiva che pesa sul nostro sistema salute. L’obiettivo di questo progetto di legge è quello di aumentare le tutele dei professionisti prevedendo, al contempo, nuovi meccanismi a garanzia del diritto al risarcimento da parte dei cittadini danneggiati da un errore sanitario”. 
 
Entrando nel merito, continua l’Onorevole: “all'interno del testo abbiamo regolamentato l’attività di gestione del rischio sanitario, prevedendo che tutte le strutture attivino un’adeguata funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio (risk management). Abbiamo inoltre modificato la responsabilità penale e civile per gli esercenti la professione sanitaria. E ancora, nel testo si fa riferimento all'obbligo per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private di essere provviste di una copertura assicurativa, e si ribadisce l’obbligatorietà dell’assicurazione per tutti i liberi professionisti. Dal lato dei pazienti, poi, sono state previste nuove misure, come quella riguardante per la trasparenza dei dati: le strutture sanitarie saranno tenute a fornire ai pazienti la documentazione clinica da loro richiesta entro 7 giorni. Verrà infine istituito un Fondo di garanzia per il rimborso dei danni derivati da responsabilità sanitaria".
 
Inoltre il testo unificato del progetto di legge assegna un ruolo chiave alle linee guida, definendo requisiti precisi: dovranno essere elaborate dalle società scientifiche e dagli istituti di ricerca individuati con decreto del Ministro della salute e iscritti in un apposito elenco. Inoltre, ai fini della legge, le linee guida dovranno essere inserite nel Sistema nazionale per le linee guida (SNLG). All’Istituto Superiore di Sanità il testo unificato riconosce inoltre il ruolo di “certificatore” delle linee guida.
 
“Le responsabilità che il progetto di legge affida all'Istituto Superiore di Sanità è perfettamente in linea con il percorso fatto in questi anni che mira a rilanciarne e a promuoverne il ruolo a livello nazionale, europeo e internazionale” dichiara il Prof. Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. “La responsabilità sulle Linee Guida conferita dalla legge all'Istituto ne riconosce la competenza scientifica, ma anche il ruolo di ponte tra scienza medica e cittadino. L'Istituto dovrà verificare la conformità della metodologia adottata a standard definiti, la rilevanza delle evidenze scientifiche e infine la pubblicazione delle Linee Guida stesse nel proprio sito internet”. https://ssl.gstatic.com/ui/v1/icons/mail/images/cleardot.gif
Proprio in merito al diffuso fenomeno della medicina difensiva, l’impatto sul SSN è di assoluto rilievo: 10 miliardi di euro è la cifra ad oggi stimata di costo della medicina difensiva cosiddetta “positiva”, cioè quel surplus di spesa sanitaria non legata a finalità terapeutiche ma alla riduzione del rischio di contenzioso. Per dare un’idea, equivale allo 0,75% del Prodotto Interno Lordo e a livello di spesa la cifra incide sul 10,5% totale della spesa sanitaria. Si tratta di farmaci, visite, esami e ricoveri che i medici prescrivono per non incorrere in denunce da parte dell’assistito o della sua famiglia. Questi i numeri di un fenomeno in costante crescita raccolti in un documento elaborato dalla Commissione consultiva per le problematiche in materia di medicina difensiva e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie creata qualche anno fa dal Ministero della Salute.

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