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Regione Lazio, dieci novita' del nuovo modello di sanita'

Un nuovo modello per la sanità del Lazio fondato sulla razionalizzazione della spesa e su una nuova offerta di servizi sul territorio. In particolare, l’azione della Regione si basa su tre scelte strategiche: 


La riqualificazione della rete ospedaliera, per ridurre gli squilibri e l’inappropriatezza riaffermando il diritto alla salute dei cittadini.

 Una nuova rete di cure sul territorio, per affermare un nuovo modello di integrazione sociosanitaria, riducendo i costi e innovando l’offerta di servizi. 

Regole certe sulla trasparenza. Con processi efficaci e riconosciuti di valutazione e controlli. In questo modo la Regione potrà governare la spesa con razionalità, tagliando gli sprechi e costruendo un sistema sanitario regionale più forte, coeso e integrato.

Ecco dieci grandi novità del nuovo modello di sanità su cui la Regione sta lavorando per i cittadini. 

Un bilancio virtuoso. Nel 2013 conti della sanità migliorano nonostante la riduzione del fondo sanitario: il deficit chiude a 610 milioni di euro, nonostante il taglio di 109 milioni di euro. A fine anno il saldo è in positivo di 112 milioni di nuovi risparmi e, senza il taglio del Fondo sanitario nazionale, sarebbe possibile chiudere il 2013 a circa 500 milioni.

Sblocco del turnover e aumento delle deroghe.L’obiettivo è superare del tutto il blocco delle nuove assunzioni. Sarà possibile con una gestione più efficiente del personale e con la riorganizzazione della rete. Nel frattempo, la Regione ha deciso di aumentare le deroghe al blocco delle assunzioni dei fuoriusciti nell’anno precedente: passano dal 10% al 15%.

Pareggio di bilancio dei conti della sanità a fine 2015. La Regione conta di raggiungere questo importante risultato in particolare grazie a tre interventi che comporteranno notevoli risparmi: il taglio agli sprechi nell’acquisto di beni e servizi, grazie alla Centrale Unica, pari a 278 milioni di euro, il ricalcolo della popolazione censita dall’Istat, che porterà almeno 300 milioni di euro, e la razionalizzazione della spesa farmaceutica, per 61 milioni di euro. 

Nuovi investimenti per l’integrazione sociosanitaria, con il potenziamento della sanità territoriale e dell’integrazione sociosanitaria. Sarà promosso un investimento di 31 milioni di euro. Tra le altre cose è stato anche aperto il tavolo delle regole sulle RSA (Residenze Sanitarie per Anziani) con imprenditori e organizzazioni sindacali.

Razionalizzazione della spesa senza tagliare l’assistenza. La spesa ospedaliera oggi rappresenta più della metà della spesa totale della sanità del Lazio, il 53% contro il 44% della media nazionale. Per questo la Regione è al lavoro sulla riqualificazione della rete ospedaliera a partire dai criteri di appropriatezza e riforma organizzativa, senza tagliare l’assistenza ma razionalizzando i costi di gestione. Un esempio? La riduzione dei tempi medi delle degenze e l’adozione del modello di week-hospital, con ricoveri, quando possibile, dal lunedì al venerdì. Per quanto riguarda invece la razionalizzazione dell’offerta ospedaliera per acuti, per riallineare l’offerta di posti letto agli standard nazionali si terrà conto dell’effettivo utilizzo dei posti letto, senza tagli lineari. E poi verrà potenziata la rete della medicina d’urgenza e della terapia intensiva.

Abolizione delle macroaree,
con il potenziamento della sanità delle province Nord e Sud del Lazio, Viterbo e Latina. Il Santa Maria Goretti di Latina diverrà DEA, (Dipartimento d’emergenza e accettazione) di II Livello.  L’Ospedale di Belcolle di Viterbo, attuale Dea di I livello, sarà invece ulteriormente potenziato. Entro il 2016 sarà attivato anche il nuovo Ospedale dei Castelli.


Case della salute e presa in carico dei pazienti cronici.  Completando il circuito delle Case della salute la Regione porterà avanti la riorganizzazione della rete sociosanitaria territoriale, a cominciare dalle strutture che hanno già avviato processi di trasformazione. E poi sarà avviato il progetto di presa in carico dei pazienti cronici.

Semplificazione della governance e taglio delle poltrone. In questo modo la Regione riduce i costi delle strutture apicali. Ecco i provvedimenti maggiori:

La fusione tra ASL Rm A e ASL Rm E, con la creazione di una nuova ASL, in modo da ridurre i costi.

L’accorpamento tra Irccs “Spallanzani” e Irccs IRE – ISG, con un’unica Direzione generale mantenendo però le tre diverse direzioni scientifiche.

La chiusura dell’Agenzia trapianti, valorizzando le funzioni e le attività del Centro regionale trapianti. Questo comporterà un risparmio di 5 milioni di euro.

Un nuovo sistema di regole

 sulle norme di gestione, i criteri di remunerazione, i controlli e la trasparenza. La Regione punta a definire un nuovo patto di diritti e doveri tra tutti gli attori del sistema sanitario regionale. Tra i principali interventi sono stabiliti dei budget biennali,  la riduzione a 90 giorni dei pagamenti entro il 2014, il potenziamento del sistema dei controlli e rafforzamento della trasparenza, anche con un nuovo portale Open Data.

Una efficiente ‘holding sanitaria’. Con la riorganizzazione della governance della sanità regionale, si intende il ruolo di monitoraggio e verifica della Regione sulle azioni delle aziende sanitarie. 

“Questo è il cambio di passo per procedere a una rivoluzione – è il commento del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: in questi mesi siamo riusciti a costruire una bella squadra, unita e molto affiatata. Siamo arrivati in una regione assediata da mille casi irrisolti nel settore sanitario, ma oggi siamo sicuri che porteremo il Lazio fuori dal commissariamento e che la nostra regione sarà in grado di camminare sulle sue gambe".

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