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QUALITA' DI VITA E RISPARMIO CON IL 'PROGETTO PEG' DI RETE EMATOLOGICA LOMBARDA

Riduzione del tempo trascorso in ospedale dal paziente e del tempo necessario per ricevere la cura, con maggior rispetto della qualità di vita; miglioramento dei tempi di somministrazione della terapia, di gestione del paziente in reparto e riduzione del tempo per l’allestimento del farmaco da parte del personale sanitario; risparmio per il Servizio sanitario regionale.

Sono questi i principali risultati che emergono dal Progetto PEG (Payer Evidence Generation) promosso e realizzato, nei principali centri di ematologia della Regione Lombardia dalla Rete ematologica lombarda.

“La Rete, nata nel 2008 come progetto finalizzato a migliorare l’accessibilità e la qualità delle cure per i pazienti ematologici, ha voluto, con il Progetto PEG, valutare, attraverso la rilevazione sul campo, quali potessero essere i benefici di natura economica ed organizzativa ottenibili dal paziente, dai centri ospedalieri e dal Servizio sanitario regionale derivanti dall’utilizzo del rituximab, “standard of care” nel trattamento dei linfomi non Hodgkin (NHL), impiegato in formulazione endovenosa piuttosto che sottocutanea. I risultati sono molto interessanti, tanto per il sistema, quanto per il paziente e il cittadino”, spiega Enrica Morra, coordinatrice della Rete ematologica lombarda.

L’analisi ha calcolato che, grazie all’impiego della formulazione sottocutanea, il risparmio in termini di tempo impegnato dal paziente e da suoi accompagnatori - dall’arrivo in ospedale, all’accettazione, alla terapia, sino all’uscita - è mediamente di 2 ore e 49 minuti per ogni singola somministrazione. Inoltre, ogni seduta di somministrazione dura in media 1 ora, anziché 4. Valori, peraltro, che vanno moltiplicati per 8 sedute di somministrazione per ciclo di terapia.

“Tutto questo privilegia la qualità di vita del paziente, anche grazie a una formulazione meno invasiva, oltre a salvaguardare il suo tempo, quello dei suoi accompagnatori e, nel complesso, la produttività per il sistema economico”, commenta Morra. Infatti, è stato possibile calcolare in circa 1.000 euro (esattamente € 955,20) il guadagno di produttività per ogni ciclo di terapia.

“Dal punto di vista del sistema sanitario, si può conseguire un’ottimizzazione organizzativa, oltre che un risparmio di costo”, aggiunge Morra. Il tempo medio impegnato dal personale per la preparazione e l’allestimento del farmaco, per ogni singola somministrazione, scende da 5 minuti con la formulazione endovenosa a 1 minuto con la sottocutanea; mentre il tempo che il personale infermieristico deve dedicare alla gestione del paziente, tra preparazione, somministrazione, seduta di terapia e osservazione, diminuisce in media di 3 ore e 7 minuti per ogni somministrazione. Infine, dal campione rilevato è emerso come si possa ottenere, passando dalla formulazione endovena alla sottocutanea, un  risparmio diretto per ogni ciclo terapeutico di circa 300 euro.

Di seguito link al sito della Rete Ematologica Lombarda dove trovare la sintesi dei risultati del progetto:
http://www.rel-lombardia.net/caso_rituximab_in_ematologianuova-news/

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