IT   EN

Ultimi tweet

Progetto “Capitani coraggiosi”: Ministro Lorenzin al reparto di oncologia pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma

Policlinico_umberto_i

Domani alle ore 11.30 il ministro della salute Beatrice Lorenzin si recherà al Policlinico Umberto I dove visiterà, insieme al direttore generale Domenico Alessio il reparto di oncologia pediatrica.

E’ l’avvio di un progetto del Ministero della salute denominato “Capitani coraggiosi”, che prevede una serie di incontri tra i bambini dei  reparti pediatrici oncologici e diversi testimonial conosciuti ed apprezzati dai più piccoli. In particolare, per i piccoli pazienti maschi saranno coinvolti i principali Capitani, o calciatori, delle squadre di calcio di serie A che si renderanno disponibili. Per le bambine si individueranno invece delle conosciute testimonial legate al mondo dello sport e dello spettacolo. Domani sarà presente quale testimonial il calciatore della Roma Federico Balzaretti, insieme al Direttore generale della Società, Mauro Baldissoni. 

 

“Capitani coraggiosi” è un’iniziativa rivolta a diffondere un messaggio di fiducia  favorendo la percezione di uno ‘spirito di squadra’ tra i piccoli malati e chi gli sta intorno. Consapevoli delle grandi difficoltà fisiche e psicologiche che questi bambini devono affrontare, gli incontri promuoveranno, quindi,  l’idea che in questo difficile percorso i bambini non sono soli, ma hanno al loro fianco medici e amici, che gli vogliono bene e che formano una vera e propria squadra di persone che quotidianamente scende in campo al loro fianco.

Un bambino malato oncologico – ha detto il ministro della salute Beatrice Lorenzin - è un bambino che si trova, suo malgrado, ad affrontare un percorso di vita, prima che di cura, che lo allontanerà dal suo mondo di sogni, di fantasie e di spensieratezza e lo avvicinerà ad una realtà difficile, nella quale se è ricoverato si dovrà confrontare anche  con la limitazione della libertà. E’ fondamentale, quindi, che intorno a lui si producano situazioni ottimali, oltre che mediche, di attenzione, di empatia e sostegno psicologico che diano fiducia e forza e che possano contribuire emotivamente al percorso di cura. Con questo progetto da un lato daremo un contributo in tal senso e dall’altro ci servirà per raccogliere feedback dai pazienti ed avere informazioni per noi importanti per altre iniziative a loro rivolte”.

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.