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Politiche sanitarie UE: AVIS esprime preoccupazione

«Siamo seriamente preoccupati per la decisione recentemente assunta dalla Commissione europea di trasferire la responsabilità delle decisioni in materia di farmaci, inclusa l'Agenzia europea pertinente (l'Ema), dal Direttorato generale per la salute e i consumatori a quello per l'Impresa e l'industria».

Questo il commento di Vincenzo Saturni, Presidente nazionale di AVIS – Associazione Volontari Italiani del Sangue, che ricorda come da quasi 90 anni sia impegnata nella promozione della donazione di sangue gratuita, anonima, volontaria, periodica, responsabile ed associata. «Per questo motivo è nostro compito difendere la donazione, e con essa anche i farmaci plasmaderivati frutto di questo gesto, come bene pubblico insostituibile che non può essere considerato alla stregua di qualsiasi altro prodotto commerciale.

La decisione assunta dalla Commissione europea – prosegue Saturni - dimostra la necessità di adottare al più presto delle misure univoche su tutto il territorio dell’Unione europea in tema di gratuità del dono. Infatti, in alcuni Paesi è consentita la retribuzione dei donatori di plasma, mentre più volte l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la FIODS – Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Donatori di Sangue hanno ribadito l’importanza di tutelare la donazione come gesto assolutamente gratuito.

Questo – ricorda Saturni – sarà uno dei temi al centro di un seminario internazionale promosso dalla FIODS che si terrà questo sabato a Matera alla presenza di esperti di medicina trasfusionale e massimi rappresentanti del volontariato del dono del sangue provenienti da tutto il mondo.

L’evento di Matera – conclude il Presidente di AVIS – sarà l’occasione per ribadire la nostra posizione e per chiedere pubblicamente al Governo italiano di mettere in atto, in questo semestre di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea affidato al nostro Paese, tutte le strategie possibili affinché la responsabilità in tema di farmaci rimanga tra le competenze del Direttorato generale per la salute. Curare i cittadini e salvare le vite di malati è un dovere delle istituzioni che non può essere considerato alla stregua di qualsiasi altra attività commerciale e industriale».

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