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Più protezione dei dati nell’ambito della vigilanza sull’assicurazione malattie

La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati ha deciso di dare seguito a un’iniziativa parlamentare secondo cui gli assicuratori malattie non potranno trasmettere all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) i dati concernenti singoli assicurati, neppure se anonimizzati. La Commissione ha inoltre iniziato l’esame della legge sui fondi di compensazione.

?Con 8 voti contro 1 e 3 astensioni la Commissione ha dato seguito all’Iv. Pa. Eder. Per la protezione della personalità anche nella vigilanza sull’assicurazione malattie (16.411). L’iniziativa prevede che gli assicuratori possano trasmettere all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) soltanto i dati concernenti gruppi di assicurati, affinché non sia possibile risalire all’identità di singole persone. Spetta ora alla Commissione omologa del Consiglio nazionale pronunciarsi sull’iniziativa.

La Commissione ha deciso all’unanimità di presentare una mozione dal titolo Trasparenza del finanziamento ospedaliero cantonale, con la quale intende incaricare il Consiglio federale di accertare, nell’ambito della valutazione del nuovo finanziamento ospedaliero, quali Cantoni abbiano sovvenzionato i propri ospedali con modalità distorsive della concorrenza e in che misura. La mozione in questione recepisce le istanze dell’Iv. Ct. BE. Valutazione delle distorsioni della concorrenza contrarie alla LAMal (15.312), a cui la Commissione ha dunque deciso di non dare seguito.

La Commissione ha deciso all’unanimità di entrare in materia sul disegno di legge federale sui fondi di compensazione (15.087 s). Il disegno prevede la costituzione di un istituto di diritto pubblico denominato Compenswiss, incaricato di amministrare i fondi di compensazione dell’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, dell’assicurazione per l’invalidità e delle indennità per perdita di guadagno (AVS, AI e IPG). La nuova forma giuridica permetterà a Compenswiss di operare quale soggetto chiaramente identificabile, agevolandone così l’attività di investimento sui mercati finanziari internazionali.

Prima di dare inizio alla deliberazione di dettaglio, prevista dopo la sessione autunnale, la Commissione ha ritenuto necessario chiedere informazioni supplementari all’Amministrazione, in particolare riguardo agli eventuali punti di contatto tra la legge sui fondi di compensazione e la prevista revisione della vigilanza sul primo pilastro, nonché riguardo all’opportunità di un’eventuale integrazione dell’Ufficio centrale di compensazione in Compenswiss. Allo scopo di acquisire un quadro di insieme della tematica in questione, la Commissione ha inoltre svolto un’audizione cui hanno preso parte esponenti di Compenswiss, Unione sindacale svizzera, Unione svizzera degli imprenditori, Unione svizzera delle arti e dei mestieri, Cantoni e Controllo federale delle finanze.

La Spitex privata non va favorita

Con 12 voti contro 1 la Commissione ha deciso di non dare seguito all’Iv. Pa. (Joder) Herzog. Parificazione giuridica tra Spitex pubblica e privata (14.468), sconfessando in tal modo la decisione della Commissione omologa del Consiglio nazionale. La Commissione ritiene non sia opportuno esentare dall’imposta sul valore aggiunto le prestazioni di economia domestica fornite dalle organizzazioni di Spitex aventi scopo di lucro, in quanto ne deriverebbero nuovi problemi in sede di applicazione dell’imposta ai vari soggetti. Non è inoltre chiaro se le organizzazioni di Spitex private sarebbero disposte ad assumere gli stessi obblighi delle organizzazioni pubbliche, prestando ad esempio assistenza a pazienti residenti in località fuori mano.

Il controllo sulle convenzioni tariffali resti di competenza dei Cantoni

La Commissione ha infine esaminato tre iniziative parlamentari dall’identico tenore miranti a «Ripristinare la pace fra i partner tariffali», decidendo all’unanimità di non aderire alla decisione della Commissione omologa del Consiglio nazionale, che vi aveva dato seguito. Le iniziative in questione, presentate dal gruppo liberale radicale (15.402 n), dal consigliere nazionale Lorenz Hess (15.404 n) e dalla consigliera nazionale Verena Herzog (15.406 n) chiedono di modificare la LAMal in modo tale che le convenzioni e strutture tariffali nonché i prezzi non siano più fissati o approvati dai governi cantonali oppure dal Consiglio federale. La Commissione ritiene tuttavia che i Cantoni debbano poter controllare l’adeguatezza delle tariffe, giacché con il denaro dei contribuenti finanziano le cure ospedaliere e le riduzioni dei premi. Se si dovesse ridefinire il ruolo multiplo svolto dai Cantoni nel settore della sanità, spesso criticato, sarebbe più opportuno intervenire sul loro ruolo di proprietari di ospedali anziché sulla loro funzione di arbitro democraticamente legittimato. La Commissione ha inoltre interpellato la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità.

La Commissione ha preso atto con soddisfazione dell’avvenuto rimaneggiamento del pacchetto di ordinanze concernente le derrate alimentari nonché del fatto che sia stato raggiunto un compromesso che tiene conto in ampia misura degli interessi dell’economia e delle organizzazioni di tutela dei consumatori.

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