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Pediatria, Regione Lombardia impegnata su prevenzione patologie invalidanti da disturbo alimentare

"Una corretta nutrizione e come prevenire o curare i disturbi alimentari sono temi su cui è giusto interrogarsi e lavorare per evitare che serie patologie invalidanti e pericolose come obesità, diabete o altri scompensi, colpiscano bambini e adolescenti. Regione Lombardia lo fa da tempo con numerose iniziative che hanno nella Rete interaziendale metropolitana materno infantile (Rimmi) della Città metropolitana di Milano e nella Casa pediatrica del Fatebenefratelli-Sacco di Milano i principali protagonisti".

Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso del suo intervento alla conferenza 'Dalla nascita all'adolescenza: consigli pratici per pediatri, medici e famiglie su salute e alimentazione', organizzata, a Palazzo Pirelli, dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps).

RETE RIMMI - "La Rete Rimmi - ha spiegato l'assessore - è un modello organizzativo, che in linea con gli obiettivi della nostra riforma sanitaria regionale mette in relazione, in modo coordinato, professionisti e strutture erogatrici, con prestazioni sanitarie e socio-sanitarie di tipologia e livelli diversi, allo scopo di migliorare efficacia, efficienza ed equità delle prestazioni rese ai malati".

CASA PEDIATRICA DEL FATEBENEFRATELLI-SACCO MILANO - "Sempre nella logica di un lavoro in rete tra diversi professionisti - ha aggiunto - voglio sottolineare l'eccellente svolto dalla Casa pediatrica del Fatebenefratelli-Sacco di Milano. Una realtà, diretta dal professor Luca Bernando, che grazie alla sua squadra altamente qualificata e all'area dedicata al disagio adolescenziale, oggi è punto di riferimento internazionale.

EDUCAZIONE ALIMENTARE - "L'educazione alimentare - ha concluso Gallera - è di importanza fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei bambini e degli adolescenti e capire come diffonderla è più che mai necessario in una società come quella in cui viviamo dove il numero di bambini e adolescenti che rischiano l'obesità è preoccupante. Il lavoro in rete tra specialisti di diversi ambiti è senza dubbio il modo migliore per raggiungere tale obiettivo".

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