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Pari opportunita', statistiche confermano divario di genere

Ci sono ancora differenze di genere nelle università e nelle altre istituzioni scientifiche italiane. Le rilevazioni statistiche confermano che l’universo femminile non ha raggiunto la parità per valori come retribuzione, utilizzo del tempo, presenza nelle posizioni di vertice. 

La necessità e l’opportunità di lavorare per raggiungere pari opportunità di generi nella realtà universitaria italiana, più in generale nella società, sono stati uno dei temi affrontati durante la giornata di studio “Costruire l’Uni-verso delle diversità. Le regole, gli strumenti, le buone prassi”, ospitata oggi al Sant’Anna di Pisa e promossa dalla Conferenza Nazionale degli Organismi di Parità delle Università Italiane e dal Comitato Unico di Garanzia della stessa Scuola Superiore Sant’Anna, presieduto da Erica Palmerini, docente di diritto privato.

Il seminario ha costituito anche giornata di formazione per Consigliere e per Consiglieri di parità e componenti del Comitati unici di garanzia, riunendo competenze di politica economica, di sociologia delle organizzazioni, di diritto e medicina del lavoro, per riflettere sulla gestione delle differenze nella realtà universitaria.

Il tema delle pari opportunità fra i generi è soltanto uno degli ambiti di lavoro dei Comitati unici di garanzia (che in tutte le pubbliche amministrazioni stanno progressivamente accorpando, estendendole, le funzioni attribuite ai “vecchi” Comitati pari opportunità). Le “culture organizzative” oggi sono chiamate a includere e a valorizzare le differenze, di genere, di età, di orientamento sessuale, le abilità e le dis-abilità, le culture di provenienza, i ruoli di maternità e di paternità. Il seminario di Pisa ha confermato come il tema delle pari opportunità “uomo / donna”, seppure non ancora risolto, si apre verso ambiti più complessi, in linea con le evoluzioni della società, le quali interessano anche le persone che fanno parte delle organizzazioni, siano esse pubbliche o private. Alla luce di questa evoluzione, la giornata di studio alla Scuola Superiore Sant’Anna ha confermato la necessità di attivare o di estendere sistemi di regole in materia di diritto antidiscriminatorio e di tutele del lavoro e sul lavoro.

I profili della sicurezza sul lavoro e della misurazione del rischio di stress correlato al lavoro entrano a pieno titolo nelle “pari opportunità” che sfociano nel benessere organizzativo; infine, sono necessarie politiche e strategie  per prevenire e per combattere le discriminazioni, raggiungendo così obiettivi di giustizia e di efficienza complessiva del sistema, a beneficio suo e, soprattutto, delle persone.

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