IT   EN

Ultimi tweet

OSSA FRAGILI: CHE FARE?

In Piemonte oltre 7000 persone si fratturano il femore ogni anno e sono più di 110.000 le giornate di ricovero necessarie per curarle nei soli reparti di ortopedia. A queste si aggiungono le degenze in altri reparti ospedalieri, in caso di complicanze e i ricoveri per riabilitazione e lungodegenza.

Paradossalmente, solo il 18.8% dei piemontesi over 65 ha ricevuto una diagnosi di fragilità ossea utile per indirizzare le misure di prevenzione rispetto a una media nazionale del 25,1%, secondo dati Istat. Da qui l’appello della Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS): sensibilizzare medici e pazienti, proprio partendo dal Piemonte, sul tema della fragilità delle ossa.

Il tema della prevenzione sarà al centro dell’incontro a Torino, sabato 18 novembre, dal titolo “Questa persona ha le ossa fragili: che fare?” organizzato dalla Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS). Si discuterà di diagnostica, terapia con farmaci, uso appropriato della vitamina D, chirurgia e vertebroplastica. Non mancherà lo spazio per valutare i risultati molto promettenti di nuovi farmaci che sono al vaglio degli enti regolatori per ricevere l’autorizzazione all’immissione in commercio. “Tra questi nuovi farmaci - spiega Marco Di Monaco, Segretario Generale della SIOMMMS e coordinatore regionale per Piemonte e Valle d’Aosta - ci sono due molecole anaboliche, capaci cioè di aumentare la produzione di tessuto osseo nuovo perfino nella persona anziana e con osteoporosi grave. I dati di efficacia sono molto buoni. È però necessario verificarne la completa sicurezza prima di poterli impiegare nella pratica di tutti i giorni”.

Al convegno si discuterà soprattutto della persona con ossa fragili e della necessità che sia presa in carico complessivamente per prevenire le fratture e curarle adeguatamente. A discuterne si riuniranno i massimi esperti del settore, inseriti nei centri sul territorio. In Piemonte ci sono 13 centri di riferimento per la cura dell’osteoporosi: sul sito SIOMMMS, (www.siommms.it) l’elenco dei Centri specializzati attivi sul territorio. Tra i criteri di selezione dei Centri da parte della società scientifica c’è la conoscenza e il rispetto delle indicazioni più aggiornate di diagnosi e terapia per le persone con ossa fragili, previsti dalle Linee Guida stilate in collaborazione con altre 7 Società Scientifiche italiane.

“Poter accedere a un elenco di centri specialistici affiliati alla nostra società scientifica - commenta Di Monaco - è utile sia al paziente, sia al medico non specialista del settore, perché consente di individuare facilmente centri qualificati sul territorio regionale. È da un più efficace coordinamento tra centri specializzati e medici di medicina generale che ci aspettiamo di poter migliorare la prevenzione e la cura delle persone con ossa fragili: ridurre il numero di fratture, innanzitutto di femore, e nel caso le fratture si verifichino comunque, ottimizzare il recupero” . In Italia, l’osteoporosi (disordine scheletrico che predispone a un aumentato rischio di frattura) colpisce circa 5.000.000 di persone, di cui l’80% è rappresentato da donne in post-menopausa. Nel nostro Paese ogni anno si registrano circa 90.000 fratture di femore: il 75% nella popolazione femminile e, di questa percentuale, il 94% avviene nelle donne over 65.

Commenta questo articolo:

*
Il tuo indirizzo email non sarà visibile agli altri utenti.
Il commento sarà pubblicato solo previa approvazione del webmaster.