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Orticaria cronica spontanea (CSU): ok Europa per Omalizumab

Pigatto omalizumab

Prof. Paolo Pigatto, Presidente SIDAPA

La Commissione Europea (CE) ha approvato l’utilizzo di omalizumab come terapia aggiuntiva per il trattamento dell’orticaria cronica spontanea (CSU) nei pazienti adulti e adolescenti (età pari o superiore a 12 anni) con risposta inadeguata al trattamento con antistaminici H1. La dose approvata è di 300 mg per iniezione sottocutanea ogni quattro settimane.
 

 “L’approvazione di omalizumab per la CSU da parte della Commissione Europea è una notizia entusiasmante per i pazienti affetti da questa malattia cutanea cronica e debilitante”, ha dichiarato Tim Wright, Global Head of Development, Novartis Pharmaceuticals. “Con questa nuova opzione terapeutica che nasce dal nostro portfolio di specialità dermatologiche, il nostro obiettivo è quello di contribuire a fare in modo che, all’interno della UE, tutti quei pazienti che soffrono di CSU e che non rispondono alle dosi approvate di antistaminici (fino al 50% di tutti i pazienti con CSU) abbiano accesso a omalizumab il più rapidamente possibile”.

“L’approvazione europea di omalizumab anche in questa indicazione - ha dichiarato il Prof. Paolo Pigatto, Presidente SIDAPA - Societa' Italiana Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale -  è una buona notizia per noi medici. Il trattamento con questo anticorpo monoclonale – ha sottolineato il Prof. Paolo Pigatto - è efficace per il controllo dei sintomi in quei pazienti che non rispondono alla terapia tradizionale con antistaminici. E questo è sicuramente un grande passo avanti per le persone affette da questa patologia.”  

Si stima che la prevalenza dell’orticaria cronica (CU) nella popolazione mondiale raggiunga l’1%, e fino a due terzi di questi pazienti soffrono di CSU5,6.  La CSU - che negli Stati Uniti è anche nota come orticaria cronica idiopatica (CIU), indicazione per la quale omalizumab è stato recentemente approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense - è una patologia cutanea grave e logorante, caratterizzata dalla presenza sulla pelle di lesioni o pomfi rossi, gonfi, pruriginosi e talvolta dolorosi, che insorgono e ricorrono spontaneamente per oltre sei settimane2-4. Fino al 40% dei pazienti con CSU sperimenta anche angioedema, un gonfiore che interessa gli strati profondi della pelle1.
 
L’approvazione di omalizumab da parte della UE fa seguito al parere positivo emesso dal Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP), che è stato formulato sulla base dei risultati positivi e sistematici di tre studi registrativi di fase III (ASTERIA I, ASTERIA II e GLACIAL), che hanno coinvolto quasi 1000 pazienti con CSU che non rispondevano agli antistaminici7-9. Omalizumab 300 mg ha raggiunto tutti gli obiettivi primari e secondari pre-specificati nel corso di questi studi, dimostrando di migliorare in modo significativo il prurito e l’orticaria, con un rapido sollievo dal prurito, e in molti casi la completa risoluzione dei sintomi7-9. Nel corso del programma di studi di fase III, anche la qualità della vita dei pazienti trattati con omalizumab 300 mg è migliorata significativamente1-3. Gli effetti negativi della CSU sulla qualità della vita possono includere la deprivazione del sonno e la presenza di comorbilità psicologiche, come depressione e ansia5,10.
 
Gli esiti dei tre studi registrativi su omalizumab nella CSU sono stati annunciati nel 2013. I risultati principali di questi studi, già segnalati in precedenza, includono i seguenti dati:
In tutti e tre gli studi di fase III, il trattamento con omalizumab è stato associato ad una risoluzione completa del prurito e dei pomfi (intervallo 34-44%, da p <0,001 a p <0,0001 al dosaggio di 300 mg) o ad una marcata riduzione della sintomatologia ai minimi livelli (52-66%, p <0,0001 al dosaggio di 300 mg)7-9 in una percentuale significativa di pazienti.
Nello studio ASTERIA II il 44% dei pazienti trattati con omalizumab 300 mg è risultato libero da prurito e da pomfi dopo 12 settimane di trattamento (p<0,0001)9.
Nello studio ASTERIA I, i pazienti trattati con omalizumab hanno sperimentato una rapida riduzione del prurito e dei pomfi già dalla settimana 1, mantenendo il beneficio terapeutico nel corso delle 24 settimane di trattamento attivo (p<0,0001)7.
Nello studio GLACIAL oltre la metà dei pazienti aveva già sperimentato il fallimento di diverse terapie, inclusi gli antistaminici H1 (fino a quattro volte la dose approvata) e H2 e/o gli antagonisti del recettore dei leucotrieni (LTRA )8. La risposta dei pazienti nello studio GLACIAL è stata simile a quella osservata in ASTERIA I e II, con l’eliminazione o la soppressione dei sintomi a livelli minimi che si è manifestata entro 2 settimane dall’inizio del trattamento e si è mantenuta durante l’intero periodo di trattamento di 24 settimane7-9.
 
Negli studi di fase III l’incidenza e la gravità degli eventi avversi (AE) è stata simile tra i pazienti che hanno ricevuto omalizumab e quelli che hanno ricevuto un placebo7-9.
 
Oltre che nella UE e negli Stati Uniti, omalizumab è stato approvato per il trattamento della CSU in cinque Paesi: Egitto, Turchia, Guatemala, El Salvador e Bangladesh. Valutazioni da parte delle Autorità Regolatorie sono attualmente in corso in oltre 20 Paesi, tra i quali Stati Uniti, Canada, Australia e Svizzera.
 
Omalizumab è stato sviluppato congiuntamente da Novartis e Genentech, Inc.
 
Omalizumab
Omalizumab è una terapia mirata che agisce attraverso il legame con l’immunoglobulina E (IgE). Omalizumab sopprime le reazioni cutanee indotte da istamina, probabilmente attraverso la riduzione dell’IgE e grazie ai suoi effetti a valle sui meccanismi di attivazione cellulare11. Sono in corso ricerche volte a chiarire il preciso meccanismo d’azione di omalizumab nella CSU, che potrebbero condurre a una più profonda comprensione dello sviluppo della patologia1.
 
Oltre alla UE e gli Stati Uniti, omalizumab è attualmente approvato per il trattamento della CSU in quattro Paesi. È approvato per il trattamento dell’asma allergica persistente da moderata a grave in oltre 90 Paesi, inclusi gli Stati Uniti dal 2003 e l’Unione Europea dal 2005, e ha un’esposizione pari a oltre 400.000 pazienti in trattamento/ anno. Nella UE è approvato anche per il trattamento dell’asma allergica persistente grave nei bambini (a partire dai sei anni), negli adolescenti e negli adulti. Inoltre nell’Unione Europea è stata approvata, e lanciata nella maggior parte dei Paesi membri, una formulazione liquida di omalizumab in siringhe preriempite. Negli Stati Uniti omalizumab per uso sottocutaneo nei pazienti con asma allergica è co-promosso da Novartis Pharmaceuticals Corporation e da Genentech, Inc.

Riferimenti
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Asthma and Allergy Foundation of America (AAFA) website. “Chronic Urticaria (Hives).” http://www.aafa.org/display.cfm?id=9&sub=23&cont=328. Consultato il 14 novembre 2012.
American Academy of Allergy Asthma & Immunology (AAAAI) website. “Skin Allergy Overview.” http://www.aaaai.org/conditions-and-treatments/allergies/skin-allergy.aspx. Consultato il 14 novembre 2012.
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Maurer M. Phase III randomized, double-blind, placebo-controlled study evaluating efficacy and safety of Omalizumab in H1-antihistamine-refractory chronic idiopathic/spontaneous urticaria. Convegno annuale 2013 della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV). Presentazione orale. 5 ottobre 2013, 11:30.
Kaplan A, Ledford D, Ashby M, et al. Omalizumab in patients with symptomatic chronic idiopathic/spontaneous urticaria despite standard combination therapy. J Allergy Clin Immunol. 2013 Jul;132(1):101-9.
Maurer M, Rosén K, Hsieh HJ, et al. Omalizumab for the treatment of chronic idiopathic or spontaneous urticaria. NEJM. 2013; 368(10):924-35.
O’Donnell BF et al. The impact of chronic urticaria on the quality of life. Br J Dermatol. 1997; 136(2): 197–201.
European Medicines Agency. Omalizumab (OMALIZUMAB). Opinione del CHMP (EPAR rif. EMA/CHMP/20684/2014). Disponibile all’indirizzo: www.ema.europa.eu. Consultato nel febbraio 2014.


 

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