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Oncologia: Merit Award a Roberto Ferrara #ASCO19

Il meeting mondiale dell’American Society of Clinical Oncology- ASCOe si è aperto con un prestigioso riconoscimento a Roberto Ferrara, giovane ricercatore dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT), che si sta occupando sia di ricerca clinica in oncologia toracica, nell’Unità di Oncologia Toracica guidata dalla dott.ssa Marina Chiara Garassino - Dipartimento di Oncologia Medica del Prof. Filippo De Braud, sia di Immunologia nell’Unità di Immunologia Molecolare del dott. Mario Paolo Colombo.

Il Merit Award della Conquer Cancer Foundation dell'ASCOè stato attribuito a RobertoFerraraper il suo studio che mira a identificare i meccanismi alla base della iper-progressione del tumore del polmone non a piccole cellule metastatico in un piccolo sottogruppo di pazienti (tra il 10 e il 20%) trattati con l'immunoterapia. Si tratta quasi di un ‘paradosso’ poiché l'immunoterapia si è dimostrata un'arma estremamente valida in questo tipo di tumore ed è quindi importante capire, attraverso lo studio di Ferrara, come poter prevenire o invertire questo effetto.

 

L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è inoltre ben rappresentato al Congresso grazie alla presenza di altri 17 Oncologi e Ricercatoriche parteciperanno con presentazioni orali, abstract e poster.

Nell’ambito del carcinoma del colon-retto, il ricercatore INT Filippo Pietrantoniopresenta il suo lavoro alla Poster Discussion Session: non si tratta quindi di un semplice poster, ma di un lavoro con maggiore rilevanza, sia scientifica sia mediatica. Lo studio è stato finanziato grazie ai fondi di ricerca dell'Oncologia Medica 1 diretta dal Prof. Filippo de Braud, che ‘firma’ questo lavoro insieme al Dot. Pietrantonio.

In particolare, si tratta di uno studio randomizzato no-profit sponsorizzato dall'INT che ha confrontato, in pazienti con carcinoma colorettale avanzato con mutazione del gene RAS e metilazione del gene MGMT, un trattamento chemioterapico standard con un trattamento sperimentale a base di temozolomide, dimostrando una sostanziale uguaglianza tra i due trattamenti in termini di efficacia, a fronte tuttavia di una miglior tollerabilità del regime a base di temozolomide. Temozolomide, attualmente non approvata per il tumore colorettale, ma tradizionalmente studiata da INT in questa patologia, appare quindi essere un farmaco promettente, ben tollerato e a basso costo, in un sottogruppo specifico di pazienti che presentano il ‘biomarcatore’ di selezione, ovvero la metilazione di MGMT. Il farmaco è ormai classificato come un generico, per cui solo la ricerca spontanea accademica può consentire il suo ulteriore sviluppo e implementazione nell'algoritmo terapeutico di alcuni pazienti con carcinoma colorettale.

 

Altrettanto rilevante è la partecipazione di Marina Garassino, Responsabile dell’Oncologia Toraco-Polmonare della Divisione di Oncologia Medica 1 dell’INT diretta dal Prof. Filippo De Braud, e presente al Congresso in qualità di membro del Scientific Committee Lung Truck, unica esponente non americana. La Dott.ssa Garassino è inoltre ‘discussant’ di tre abstract nell’ambito delle neoplasie polmonari, oltre ad essere presente quale autore di diversi poster e comunicazioni orali.

 

Restando nell’ambito delle neoplasie polmonari, Giuseppe Lo Russodella Struttura Complessa Oncologia Medica 1 diretta dal prof. De Braud esporrà i risultati di un lavoro relativo all’impatto del colesterolo e dell’indice di massa corporea sul trattamento immunoterapico del cancro non a piccole cellule metastatico.  E sul carcinoma polmonare metastatico non a piccole cellule è dedicato il lavoro di Diego Signorelli, afferente alla medesima Struttura Complessa Oncologia Medica 1.

Nel corso del Congresso, sono inoltre numerosi i contributi riguardanti i sarcomi. È presente in qualità di relatore Alessandro Gronchi, Responsabile della Struttura Semplice di Chirurgia dei Sarcomi dell’INT che mostra un avanzamento dello studio sui sarcomi presentato, nei suoi risultati preliminari, nel corso di ESMO.  Gronchi partecipa inoltre in qualità di Past President al Board Meeting della Connective Tissue Oncology Society (Società Multidisciplinare Mondiale sui Sarcomi) che si terrà a Chicago nel corso del Congresso.

Sempre nell’ambito dei sarcomi, Silvia Stacchiottidella Struttura Complessa Oncologia Medica 2 dell’Istituto Nazionale dei Tumori, presenta i risultati relativi allo studio internazionale cui ha partecipato anche INT che ha mostrato l’attività di un nuovo farmaco, tazemetostat, nei pazienti con diagnosi di sarcoma epitelioide INI1 negativo metastatico. In questa malattia molto rara e aggressiva e in cui la chemioterapia ha un’attività molto limitata, questo farmaco molecolare capace di inibire una proteina coinvolta nella crescita tumorale di nome EZH2, ha fermato la crescita tumorale per un periodo prolungato in un sottogruppo di pazienti. Sulla base dei risultati che verranno presentati, tazemetostat è ora in valutazione da parte degli enti regolatori (FDA e EMA) per averne l’approvazione in questo tipo di sarcoma. 

 

Per quanto riguarda i tumori pediatrici, Michela Casanovadella Struttura Complessa pediatria Oncologica INT, partecipa con diversi poster. Tra questi, i risultati dello studio europeo EpSSG, che ha definito un nuovo standard di trattamento del rabdomiosarcoma alla ricaduta, e i dati sui primi 500 pazienti che sono stati arruolati in un programma europeo (MAPPYACTS) di profiling molecolare per pazienti con tumori solidi alla ricaduta.

 

Spetta aLisa Licitra, Responsabile della Struttura complessa Oncologia medica 3 – Tumori Testa – Collo dell’INT, la presentazione dello studio di fase III condotto su oltre 700 pazienti con tumore ricorrente o metastatico testa e collo: si conferma il ruolo dell’immunoterapia in seconda linea anche se non statisticamente significativo. 

È compito di Giuseppe Procopio, Responsabile dell’Oncologia Medica genitourinaria dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, la presentazione dello studio italiano relativo all’umanizzazione delle cure. Roberta Sanfilippo,invece, ricercatore della Struttura Complessa Oncologia Medica 2 INT, partecipa con un poster che ha come oggetto l'attività della terapia ormonale negli STUMP (tumori muscolari lisci a malignità incerta) di origine uterina.

Da sottolineare, inoltre, lo studio di Alessandra Raimondidella Struttura Complessa Oncologia Medica 1 diretta dal prof. De Braud, primo report di un lavoro italiano multicentrico traslazionale effettuato su materiale istologico di pazienti affetti da carcinoma gastrico metastatico che avevano avuto una risposta significativa a ramucirumab in monoterapia o in combinazione con paclitaxel, secondo stringenti criteri clinici. Questo lavoro fornisce la prima iniziale evidenza di un possibile valore predittivo di risposta a ramucirumab per amplificazione di VEGF-A, da approfondire e valutare in successivi studi ad-hoc.

Infine, ultimi ma non meno importanti, i lavori di Andrea Necchi, dirigente medico del Dipartimento di Oncologia Medica, dedicati al carcinoma uroteliale; di Maria Di Bartolomeo(Struttura Semplice Oncologia Medica Gastroenterologia) che affronta insieme a Federica Morano, appartenente alla Struttura Complessa Oncologia Medica 1, lo studio di fase III ARMANI che valuta la combinazione di ramicirumab e paclitaxel come terapia di mantenimento in sostituzione alla chemioterapia di prima linea, nei pazienti  con carcinoma della giunzione gastroesofagea o con carcinoma gastrico avanzato HER2-; di Michele Del Vecchiodella Struttura Semplice Oncologia Medica Melanomi, che analizza l’impatto della terapia con nivolumab nel caso del melanoma di stadio avanzato, e di Giulia Valeria Bianchi(Struttura Complessa Oncologia Medica 1 diretta dal Prof. De Braud) che presenta i risultati preliminari dello studio BYLieve relativo dell’attività antitumorale di alpelisib, inibitore PIK3CA-specifico, nel carcinoma mammario avanzato.

 

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