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Oltre 20 ospedali innovativi con i soldi risparmiati dalle mancate Olimpiadi a Roma

Destinare i fondi non spesi per le Olimpiadi di “Roma 2024” alla costruzione di ospedali innovativi. Un modo per migliorare la salute dei cittadini e, sul lungo periodo, liberare risorse da investire in ricerca E’ questa -in estrema sintesi- la proposta del CNETO, il Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera.

«Con i 4 miliardi non utilizzati per l’organizzazione e la costruzione delle strutture olimpiche si potrebbero realizzare dai 20 ai 25 ospedali di eccellenza» spiega il dottor Maurizio Mauri, presidente CNETO. Una necessità, quella di nuove strutture, sempre più pressante: qualità e quantità di cure non sono solamente legate alla qualità degli addetti ai lavori. Le strutture nelle quali si lavora sono altrettanto importanti.

Oggi nel nostro Paese buona parte degli ospedali è costruito secondo standard ampiamente superati. Strutture vecchie, obsolete, fatiscenti –dalla manutenzione continua- e non rispondenti alle normative antisismiche che incidono in maniera importante sia sulla qualità dei servizi erogati sia sulle casse del Sistema Sanitario Nazionale. «Attraverso la creazione di nuovi ospedali strutturati per ottenere massima efficienza –pensiamo alla difficoltà di muovere un malato da un reparto all’altro- sarà invece possibile migliorare le cure e risparmiare denaro da reinvestire in ricerca. Secondo le nostre stime, frutto dell’esperienza maturata nella progettazione di nuove strutture, i nuovi ospedali consentirebbero di ridurre le spese di oltre il 30%» conclude Mauri.

La propulsione e il volano all’economia dati dagli investimenti in edilizia, di cui si teme la perdita dalle mancate costruzioni per le Olimpiadi, si realizzeranno in modo più forte e meglio controllabile con questi interventi ad alto valore per la salute, sociale ed economico. Una proposta, quella del CNETO, che trova il plauso del professor Umberto Veronesi. «Se Roma non potrà ospitare le Olimpiadi –spiega il professore- è fondamentale che le risorse che si volevano destinare trovino giusta collocazione. L’iniziativa di CNETO trova tutto il mio appoggio. Oggi più che mai abbiamo bisogno di strutture all’avanguardia per garantire cure ottimali».

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