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OBESITA': NUMERI IN CRESCITA IN ITALIA E AUMENTANO ANCHE I BEVITORI DI ALCOLICI

Per quanto sia preferibile analizzare intervalli temporali più ampi per osservare il trend della silhouette italiana, si rileva che nel 2016, rispetto al 2015, vi è stato un aumento di un punto percentuale di persone obese e una diminuzione di 1,4 punti percentuali delle persone in sovrappeso.

Nel 2016 più di un terzo della popolazione adulta (35,5%) è in sovrappeso, mentre poco più di una persona su dieci è obesa (10,4%); complessivamente, il 45,9% dei soggetti di età ≥18 anni è in eccesso ponderale.

Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla XV edizione del Rapporto Osservasalute (2017), un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata a Roma. Pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, che ha sede a Roma presso l'Università Cattolica, e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Direttore dell’Osservatorio e Ordinario di Igiene all’Università Cattolica, e dal dottor Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell’Osservatorio, il Rapporto (603 pagine) è frutto del lavoro di 197 ricercatori distribuiti su tutto il territorio italiano che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere e Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanità Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute).

 

In Italia, nel periodo 2001-2016, è aumentata la percentuale delle persone in sovrappeso (33,9% vs 36,2%), soprattutto è aumentata la quota degli obesi (8,5% vs 10,4%). Il sovrappeso si riferisce a un Indice di Massa Corporea – IMC – tra 25 e 30, ’obesità a valori di IMC superiori a 30.

Le differenze rilevate sul territorio sono considerevoli e si conferma il gradiente Nord-Sud e Isole: come per il 2015, le regioni meridionali presentano la prevalenza più alta di persone di età 18 anni e oltre obese (Abruzzo 14,2%, Puglia 13,1% e Molise 12,4%,) e in sovrappeso (Basilicata 40,6%, Calabria 40,4% e Molise 39,8%) rispetto alle regioni settentrionali, che mostrano i dati più bassi di prevalenza (obesità: PA di Bolzano 8,1%, PA di Trento 8,3% e Lazio 8,6%; sovrappeso: PA di Bolzano 30,7%, PA di Trento 31,6% e Valle d’Aosta 31,7%). Nel 2016, il Lazio entra a far parte delle regioni più virtuose in termini di prevalenza di persone obese.

Eccesso di peso, un problema che aumenta con l’età: Nel 2016, il sovrappeso passa dal 14,8% della fascia di età 18-24 anni al 45,6% tra i 65-74 anni, mentre l’obesità dal 2,6% al 15,5% per le stesse fasce di età.

Un problema più maschile che femminile: risulta in sovrappeso il 44,5% degli uomini vs 27,2% delle donne e obeso l’11,1% degli uomini vs 9,8% delle donne.

Bambini e ragazzi in lotta con la bilancia: bambini e adolescenti di 6-17 anni in sovrappeso o obesi sono il 24,7% (media 2015-16).

Emergono forti differenze di genere; il fenomeno e più diffuso tra i maschi (28,6% vs 20,5% femmine).

Tali differenze non sussistono tra i bambini di 6-10 anni, mentre si osservano in tutte le altre classi di età e sono più marcate tra gli adolescenti (14-17 anni).

L’eccesso di peso raggiunge la prevalenza più elevata tra i bambini di 6-10 anni dove raggiunge il 34,2%. Al crescere dell’età il sovrappeso e l’obesità vanno diminuendo, fino a raggiungere il valore minimo tra i ragazzi di 14-17 anni.

Si osserva un forte gradiente Nord-Sud e Isole. Le prevalenze di sovrappeso e obesità tra i minori aumentano, significativamente, passando dal Nord al Sud del Paese (33,0% al Sud vs 19,5% del

Nord-Ovest, 22,2% del Nord-Est, 23,2% del Centro e 23,8% delle Isole - dati non presenti in tabella), con percentuali particolarmente elevate in Campania (37,4%), Molise (34,1%), Calabria (30,1%), Abruzzo (30,0%) e Puglia (29,9%).

Analizzando il fenomeno dell’eccesso di peso in relazione ad alcune informazioni che si riferiscono al contesto familiare, si osservano prevalenze più elevate tra i bambini e i ragazzi che vivono in famiglie con risorse economiche scarse o insufficienti, ma soprattutto in cui il livello di istruzione dei genitori è più basso, con una influenza maggiore del titolo di studio della madre rispetto a quello del padre.

Chili di troppo per i bimbi se anche mamma e papà hanno problemi di linea: sono soprattutto i bambini e i ragazzi che vivono in famiglie in cui almeno uno dei genitori è in eccesso di peso a essere, anche loro, in sovrappeso o obesi; se entrambi i genitori sono in eccesso di peso, la percentuale di bambini e adolescenti di età 6-17 anni in sovrappeso o obesi sale al 34,8% rispetto alla percentuale del 26,4%, solo madre in eccesso di peso, e del 23,5%, solo padre in eccesso di peso. La quota di bambini in eccesso di peso con entrambi i genitori normopeso scende al 19,5%.

Leggero aumento degli sportivi – Nel 2016, in Italia, le persone di età 3 anni e oltre che dichiarano di praticare uno o più sport nel tempo libero sono il 34,8% della popolazione, pari a circa 20 milioni e 485 mila. Nel 2015 erano il 33,3% della popolazione, pari a circa 19 milioni e 600 mila.

Il 25,1% si dedica allo sport in modo continuativo (distribuiti in maggioranza nelle regioni settentrionali, in particolare la PA di Bolzano, la PA di Trento, l’Emilia-Romagna, la Lombardia e il Veneto), mentre il 9,7% in modo saltuario. Coloro che, pur non praticando uno sport, svolgono una attività fisica sono il 25,7% della popolazione, mentre i sedentari sono circa 23 milioni e 85 mila, pari al 39,2%.

Le regioni che registrano la più bassa quota di praticanti sportivi sono la Campania (20,0%), la Sicilia (24,0%), la Calabria (24,2%), il Molise (25,1%) e la Basilicata (26,1%). Nella maggior parte delle regioni meridionali, più della metà della popolazione non pratica sport né attività fisica, in particolare in Sicilia (58,4%), Campania (56,9), Calabria (53,4%) e Molise (52,5%), dove ben oltre la metà delle persone di età 3 anni e oltre è sedentaria

I dati di lungo periodo evidenziano un aumento della propensione alla pratica sportiva in modo continuativo (dal 19,1% del 2001 al 25,1% del 2016). Rispetto al 2015, si registra un aumento nel 2016 della quota di quanti praticano attività sportiva in modo continuativo, mentre risulta stabile la quota di coloro che dichiarano di svolgere sport in modo saltuario. Inoltre, rispetto all’anno precedente, nel 2016 si riscontra una lieve, ma significativa, riduzione sia delle persone che praticano qualche attività fisica (-0,8 punti percentuali) che della popolazione sedentaria (-0,7 punti percentuali).

L’aumento dello sport continuativo e la riduzione della pratica di qualche attività fisica si osserva in

entrambi i generi, mentre la riduzione della quota di chi non svolge né sport né attività fisica si osserva maggiormente tra le donne.

Alcolici, continuano a diminuire i non consumatori – Si riduce ancora, anche se di poco, la percentuale dei non consumatori (astemi e astinenti negli ultimi 12 mesi), pari al 34,4% (nel 2014 era il 35,6%, nel 2015 34,8%) degli individui di età >11 anni. A livello territoriale, si rileva un importante incremento dei non consumatori in Abruzzo, Calabria e Piemonte; la percentuale è, invece, diminuita in Puglia (-4,8 punti percentuali), Valle d’Aosta (-4,7 punti percentuali) e Friuli Venezia Giulia (-3,5 punti percentuali) dove, tra il 2014 e il 2015, si era registrato un incremento significativo. Le variazioni segnalate sono confermate anche tra gli astemi in Abruzzo (+4,6 punti percentuali) e in Puglia (-4,7 punti percentuali), oltre alla Calabria in cui si registra un incremento di individui che non hanno mai consumato bevande alcoliche nella vita pari a +4,5 punti percentuali.

Consumatori a rischio - La prevalenza di consumatori a rischio, nel 2016, è pari al 23,2% per gli uomini e a 9,1% per le donne. Il dato è rimasto pressoché stabile rispetto al 2015 sia a livello nazionale che regionale, ad eccezione della PA di Bolzano dove i valori dei consumatori a rischio sono aumentati di 4,7 punti percentuali nelle donne.

Nel 2016, le regioni con i valori di prevalenza di consumatori a rischio inferiore al valore nazionale sono state, per entrambi i generi, come l’anno precedente, la Sicilia (M=13,9%; F=4,5%) e la Campania (M=17,1%; F=6,6%), oltre al Lazio (20,2%) e alla Puglia (20,5%) per i soli uomini e alla Basilicata (6,5%) e alla Calabria (4,7%) per le sole donne. Valori superiori al dato nazionale, invece, sono stati rilevati, per entrambi i generi, nella PA di Bolzano (M=38,6%; F=16,6%) e in Friuli Venezia Giulia (M=32,8%; F=13,2%), a cui si aggiungono per i soli uomini il Molise (29,3%), la PA di Trento (31,4%), la Sardegna (32,0%) e la Valle d’Aosta (34,3%) e per le sole donne la Lombardia (11,4%), la Liguria (12,3%), la Valle d’Aosta (15,6%) e l’Emilia-Romagna (13,7%).

Considerando i giovani (11-17 anni) consumatori a rischio va rilevato per la Campania un aumento notevole per entrambi i sessi, +78,2% rispetto al 2015.

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