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NASCE 'ALLEANZA PER LA PROFESSIONE MEDICA' UN SUPPORTO PER I CAMICI BIANCHI

Nota Alleanza per la Professione Medica

In questo difficile momento per il nostro Paese, e per il Servizio Sanitario in particolare, le organizzazioni che aderiscono ad ALLEANZA PER LA PROFESSIONE MEDICA avvertono il disagio diffuso fra tutti i medici, la cui gravità è tale da mettere a rischio il corretto svolgimento della loro attività professionale e la loro stessa serenità.

 

Non volendo affrontare passivamente tale disagio, intendiamo avanzare proposte concrete e utili per il suo superamento, al fine di prevenire le possibili ricadute negative, sulla qualità delle cure percepita dagli assistiti, sulla qualità di vita del medico e sui costi aggiunti che indirettamente si vengono a determinare a carico del Servizio Sanitario.

I profondi cambiamenti intervenuti in questi anni nella sanità italiana, in termini di formazione universitaria, di organizzazione aziendale e di rapporti fra le professioni, hanno fortemente contribuito a rendere meno chiaro il ruolo del medico, agli occhi del management e degli assistiti, favorendo in alcune aree del paese delle errate interpretazioni dei ruoli e delle competenze.

L’importanza crescente che ha assunto il contributo di altri professionisti della salute nei processi assistenziali più complessi, che richiedono l’integrazione di competenze diverse all’interno di una equipe, non è stata supportata dalla necessaria chiarezza sui ruoli che ciascun professionista è chiamato a svolgere e sull’identificazione delle rispettive competenze e responsabilità.

Le legittime istanze di risarcimento avanzate dagli assistiti che hanno subito un danno, attivo o omissivo, quando vengono amplificate da irresponsabili speculazioni, esercitano un effetto stressante sul medico e sulla sua attività professionale e lo inducono a seguire dei percorsi diagnostico-terapeutici più lunghi e costosi al fine di evitare umilianti e dispendiosi procedimenti civili e penali.

E’ evidente l’inadeguatezza dei percorsi formativi che, dopo la laurea e gli anni della specializzazione licenziano il medico con una preparazione incompiuta, che dovrà trovare completamento sul campo, dove sarà obbligato a pagare onerose polizze assicurative, già prima di poter esercitare la professione in maniera remunerata.

Il sistema contrattuale, sia del dipendente che del convenzionato, è diventato insoddisfacente dal punto di vista del trattamento economico e del riconoscimento professionale. All’assenza di stimoli di carriera, si aggiunge, infatti, la mancanza di adeguati incentivi economici e professionali. Di converso, per attività libero professionali si assiste ad un continuo incremento dei costi di gestione.

A fronte di tutto questo il medico si trova nella condizione di dover onorare contemporaneamente due contratti, quello con l’assistito e quello con la struttura sanitaria, in un contesto giurisprudenziale e deontologico che privilegia il primo ed uno amministrativo gestionale che privilegia il secondo.

Ciò sinteticamente premesso, ALLEANZA PER LA PROFESSIONE MEDICA si pone come soggetto che elabora, promuove e sostiene unitariamente ogni possibile soluzione al disagio della professione medica, nella interlocuzione con le Istituzioni e con gli altri soggetti del sistema sanitario, in sinergia con gli Ordini professionali, rappresentativi di tutto il mondo medico e odontoiatrico, ai quali chiediamo di farsi parte attiva in questo percorso.

In particolare proponiamo:

  1. 1) di promuovere e difendere nel profilo giuridico di appartenenza (dipendente o convenzionato) l’indispensabile autonomia decisionale del medico, che deve sostanziarsi anche nella possibilità di partecipare concretamente al governo del contesto organizzativo in cui esercita la propria attività professionale;
  2. 2) di sostenere la necessità che il medico, comunque responsabile della strategia diagnostica, terapeutica e riabilitativa del paziente, sia in possesso degli strumenti normativi per verificare e vincolare tutti i professionisti che intervengono nel processo assistenziale di cui è responsabile, anche negoziando i livelli di autonomia e responsabilità degli stessi;
  3. 3) di promuovere una diversa progressione professionale e di carriera nel corso della vita lavorativa che esalti la sfera professionale, anche attraverso una valutazione/certificazione periodica delle abilità professionali individuali, perseguendo una valorizzazione fondata su indicatori di appropriatezza, processo e risultato, in una logica meritocratica;
  4. 4) di promuovere una diversa definizione della responsabilità professionale e la sostituzione in campo sanitario del diritto al risarcimento con quello di indennizzo (salvo che per colpa grave o dolo), perché non si può paragonare il danno colposo da incidente sul lavoro o da incidente stradale con quello che deriva da un trattamento diagnostico o terapeutico. Nell’ambito di ciò si rivendica anche la definizione di specifiche tabelle di indennizzo;
  5. 5) di rivendicare una corretta programmazione delle attività formative universitarie, sia per quanto riguarda i tempi e le modalità di accesso al corso di laurea, alle specialità universitarie e al corso di formazione in medicina generale, sia per quanto riguarda i contenuti e i luoghi di formazione specialistica, propedeutico per la successiva immissione nel mondo del lavoro;
  6. 6) di recuperare l’autonomia e la centralità del proprio ruolo, all’interno del SSN, attraversa un’area di contrattazione specifica per il medico dipendente.
  7. 7) di salvaguardare la libera professione medica ed odontoiatrica dalla sempre più incombente pressione burocratica e fiscale.

 

AAROI EMAC Alessandro Vergallo
ANDI Gianfranco Prada
CIMO            Riccardo Cassi
FESMED        Carmine Gigli
FIMMG            Giacomo Milillo
FIMP            Giampietro Chiamenti
SUMAI            Roberto Lala

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