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MUTILAZIONI GENITALI. SICPRE, SOLUZIONE CHIRURGICA CON MEDICINA RIGENERATIVA. CONVEGNO A PADOVA

Secondo l'OMS, più di 200 milioni di donne hanno subito mutilazioni genitali e circa 3 milioni di ragazze ogni anno, la maggior parte delle quali prima dei 15 anni, corrono il rischio di essere sottoposte a questa pratica. Sono tante le ragazze e le donne che vivono nelle città italiane con mutilazione.

Nella stragrande maggioranza dei casi, però, queste donne non conoscono le possibilità ricostruttive fornite dalla chirurgia plastica e dalla medicina rigenerativa. Per accendere una luce e creare opinione sul tema la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (SICPRE) ha organizzato il 24 giugno prossimo a Padova, il Summit Itinerante sulle Mutilazioni Genitali Femminili giunto alla sua seconda edizione. L'agenzia di stampa Dire per approfondire il tema ha raggiunto telefonicamente il professor Franco Bassetto, Consigliere SICPRE e Direttore della Clinica di Chirurgia Plastica Azienda Ospedale - Universita` di Padova.

IL SUMMIT DI PADOVA -Il 24 giugno a Padova si terrà il secondo Summit sulle mutilazioni genitali femminili, sembrerebbe qualcosa che non ci riguarda, forse non è così. Quali sono i numeri del fenomeno nel mondo e in Italia? Qual è l'obiettivo del Summit? "Questo è un fenomeno che ci appartiene. Solo due settimane fa all'EURAPS, il congresso che riunisce tutti i più importanti centri di chirurgia plastica d'Europa, è stato lanciato l'allarme che il numero di donne che hanno subito mutilazioni genitali nel mondo non sia 250 milioni, ma molto più elevato se si considera il sommerso. Infatti sommando i casi misconosciuti si arriverebbe al doppio. Sarebbero circa 80-90 mila le donne in Italia affette da mutilazioni, ma anche in questo caso si tratta di numeri imprecisi perché manca un'analisi puntuale. Di questi temi si parla troppo poco per pudore o per ignoranza, inoltre le vittime non hanno consapevolezza che in molti casi può esserci una soluzione chirurgica per risolvere i problemi e il dolore associati a questa terribile condizione. Proprio per questo abbiamo fortemente voluto organizzare questo Summit che chiama a raccolta qui a Padova molti esperti sul tema e che è aperto a chiunque voglia partecipare. Non è pensato per gli addetti ai lavori, ma è divulgativo e vuole promuovere la cultura e la sensibilità necessarie per affrontare correttamente il fenomeno. Basta iscriversi al link sul sito oppure recarsi in presenza presso l'Aula Magna di Palazzo Bo, a Padova il 24 giugno dalle ore 17 alle 20". 

Quali sono i paesi in cui questa pratica è svolta e qual è l'età delle donne mutilate? "Questa pratica cruenta fa parte della 'cultura' tradizionale di molte aree del mondo, dall'Africa all'Indonesia. Tali mutilazioni genitali femminili possono avvenire nelle prime settimane di vita, durante l'infanzia o all'inizio della pubertà. Queste procedure possono differire fra loro per modalità ed esiti, ma tutte possono compromettere gravemente la salute e rendere impossibile una vita sessuale soddisfacente. Spesso queste donne, quando arrivano nel nostro Paese soprattutto come immigrate all'età di 18-25 anni, chiedono aiuto al ginecologo o all'urologo che poi le mettono in contatto con il chirurgo plastico. Il messaggio che come SICPRE vogliamo raggiunga queste donne è che quasi sempre si può trovare una soluzione chirurgica alla mutilazione". 

ITER DI CURA E UNIT OSPEDALIERE - Qual è oggi in Italia l'iter di cura di una donna con mutilazioni genitali femminili? "Le mutilazioni genitali femminili impongono necessariamente una presa in carico della paziente da parte di un team multidisciplinare. E' molto importante e sarà valorizzato nel Summit il compito degli psicologi e sessuologi, che affiancano le altre figure mediche e chirurgiche dedite alla cura della paziente come il chirurgo plastico, al quale spetta il compito di correggere l'esito cicatriziale che non permette la penetrazione durante l'atto sessuale o rende difficoltoso un parto. Naturalmente concorrono al percorso di cura anche i ginecologi e gli urologi, perché la mutilazione genitale femminile interessa il clitoride, l'uretra e la vagina, dunque viene colpita un'area anatomica estremamente complessa e fondamentale per la vita della donna. Al momento dell'intervento quindi sono presenti più figure professionali. Ad oggi purtroppo non c'è un percorso di cura strutturato, perciò le pazienti sono spesso disorientate e non sanno a quale specialista rivolgersi. Il primo contatto spesso avviene tramite il ginecologo o il sessuologo. Spero che il Summit possa stimolare un dibattito non più differibile su una tematica così importante". 

Quindi non esistono in Italia Unit o ambulatori dedicati? "Negli ospedali italiani non esistono né Unit né ambulatori dedicati alle donne con mutilazioni genitali. Esiste a Milano un centro che si è particolarmente concentrato su queste problematiche ed un loro esperto sarà presente in una delle tavole rotonde. Esiste poi un centro in Toscana, ma la situazione a livello nazionale è molto frammentata e gli esperti del settore non sono in diretto contatto fra loro. La strada da intraprendere è proprio quella di creare centri di riferimento e le Istituzioni e la politica devono essere stimolati su questo tema. Non a caso nel nostro Summit saranno presenti giuristi e avremo l'onore di avere in collegamento la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Se si arrivasse ad una legge che istituisse le Unit dedicate a queste donne mutilate per restituire loro salute, benessere mentale e una vita sessuale soddisfacente e che prevedessero nel loro organico figure quali il ginecologo, lo psicologo, il mediatore culturale, l'urologo e il chirurgo plastico sarebbe una conquista incredibile. Vogliamo dare voce a queste donne creando opinione sul tema e ricordare che attivare dei percorsi assistenziali dedicati è possibile. E' stato fatto questo ad esempio nel caso del tumore della mammella istituendo le Breast Unit, che oggi sono una realtà ubiquitaria in Italia, allora si può e si deve fare anche in questo caso. Grazie alla chirurgia plastica si può fare molto, è un insegnamento che ci proviene dal nord Europa, in particolare dalla cultura scandinava da molti anni attenta e sensibile a questo tema, ed è bene che arrivi presto anche nel nostro Paese". 

COSA PUO' FARE IL CHIRURGO PLASTICO - In che modo entrano in campo il chirurgo plastico e il ginecologo, nel trattamento di questi pazienti? "Il chirurgo plastico ha un ruolo preponderante perché la mutilazione genitale femminile va dalla decapitazione del clitoride all'infibulazione delle piccole labbra. Si tratta di veri e propri atti cruenti spesso eseguiti con lamette da barba o altri rudimentali utensili che portano a gravi sanguinamenti e a infezioni. Le mutilazioni possono avere gradi diversi di entità ed è per questo che vengono classificate in stadi a seconda della gravità. Dal punto di vista anatomico si tratta di una ferita cruenta che esita in una cicatrizzazione non controllata. Un obiettivo è quello di 'sbrigliare' il clitoride dalla cicatrice e così facendo ripristinare la sensibilità della parte. Ci sono poi le tecniche 'classiche' di chirurgia plastica che entrano in gioco in queste correzioni per allungare le cicatrici retratte, ma la grande novità è rappresentata dalla medicina rigenerativa. Cioè la possibilità di iniettare del tessuto adiposo nelle piccole e grandi labbra e intorno al clitoride perché, essendo ricco di cellule staminali, è in grado di correggere l'esito cicatriziale restituendo morbidezza ed elasticità alla cute. Gli 'outcomes' in questo senso sono molto incoraggianti. 

L'obiettivo è riportare l'area anatomica ad una situazione non più patologica che favorisca il rapporto sessuale e la dilatazione al momento del parto. Per moltissime di queste donne una mutilazione di questo tipo significa non avere una vita normale. L'uso del tessuto adiposo utilizzato, comprovata tecnica di ringiovanimento genitale soprattutto nel paziente 'sano', si è dimostrato efficace anche nei casi di esiti di mutilazioni genitali femminili. E direi che in più ha uno scopo nobile". 

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