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“MOVE UP”, PREVENIRE LA VIOLENZA TRA I GIOVANI E CONOSCERE I RISCHI DI INTERNET

MOVE UP

I genitori degli studenti torinesi conoscono davvero le abitudini dei propri figli, a scuola e nel tempo libero, e sono informati sui rischi a cui potrebbero essere esposti con un utilizzo inconsapevole o superficiale di internet e dei social network? E i ragazzi sanno che uno scherzo maldestro o violento potrebbe trasformarsi in un reato?

 

Martedì 11 febbraio, dalle ore 17.30, al Centro incontri della Regione Piemonte (Corso Stati Uniti, 23) saranno affrontati, nell’incontro dal titolo “Educare tra reale e virtuale”, questi e altri temi di grande attualità nel mondo scolastico. A fornire un sostegno concreto alle famiglie torinesi ci saranno i rappresentanti di Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia Postale, che hanno aderito al progetto della Regione Piemonte “MOVE UP Destinazioni Alternative”. Oltre ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine interverranno anche Giammaria De Paulis, autore di “Facebook genitori alla riscossa” e Federica Masarin, Ordine degli Psicologi di Torino.

 

“Move up” ha coinvolto 240 scuole piemontesi; in Provincia di Torino hanno aderito al progetto complessivamente 5 Agenzie Formative e 113 scuole: 41 Scuole Primarie, 41 Scuole Secondarie di I grado e 31 Istituti superiori.

 

La partecipazione delle famiglie a questo incontro - spiega l’assessore regionale alle Pari opportunità, Giovanna Quaglia - è molto importante, perché Move Up approfondisce con particolare attenzione tre temi: il rispetto della diversità, la prevenzione della violenza e l’uso consapevole delle nuove tecnologie. Si rivolge alle scuole primarie, alle secondarie e alle agenzie formative e si realizza con l’utilizzo di specifici kit didattici per gli insegnanti, con  animazioni teatrali che coinvolgono in prima persona gli studenti e con 16 incontri territoriali per i genitori che vedono il coinvolgimento dalla Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri sull’educazione alla legalità, sui reati che conseguono il bullismo e la violenza, sui pericoli della navigazione in rete e sull’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie”.

 

“La risposta alle diverse forme di violenza che oggi caratterizzano il mondo giovanile - aggiunge  l’assessore - può venire dall’attivazione del dialogo, dallo scambio di sinergie e della sensibilizzazione tra alunni, famiglie e docenti per acquisire una consapevolezza comune delle proprie azioni, fornire maggiore informazione, in particolare sugli  strumenti di difesa”.

 

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