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Mieloma multiplo: nuovi dati promettenti con CAR-T di Janssen #ASH18

Un tasso positivo di risposta generale dell’88%, con una risposta completa ottenuta dal 74% dei pazienti. Sono i due dati ‘chiave’ della terapia CAR-T di Janssen nei pazienti con mieloma multiplo refrattario/recidivato (R/R), che emergono dallo studio Legend-2 presentato ieri all’ASH 2018, il congresso americano di ematologia. 

Dati che mostrano come la terapia genica CAR-T (LCAR-B38M, o, per l’Europa e gli USA con il nome JNJ-68284528) diretta all'antigene di maturazione delle cellule B (BCMA), determina elevati tassi di risposta che si mantengono nel tempo, con un profilo di sicurezza maneggevole ed accettabile in pazienti che hanno fallito una mediana di tre terapie precedenti. Si tratta di uno straordinario progresso in un settore in grande sviluppo.

 

Janssen, insieme a Legend, sta conducendo da tempo lo studio di fase 1b/2 per valutarne efficacia e sicurezza in pazienti adulti con mieloma multiplo avanzato recidivato o refrattario. Lo studio sta attualmente arruolando pazienti dopo il via libera della Food and Drug Administration americana, nel maggio 2018, a testarne l’impiego nell’uomo.

Nell’aggiornamento presentato ieri all’ASH, 57 pazienti con mieloma multiplo avanzato R/R hanno ricevuto la terapia cellulare CAR-T, LCAR-B38M. L'età mediana dei pazienti era di 54 anni (range, 27-72), con una mediana di tre precedenti terapie (range 1-9); il 74% dei pazienti aveva una malattia di stadio III secondo stadiazione di Durie-Salmon (1). 

I risultati dello studio evidenziano un tasso di risposta generale del 88% (95% intervallo di confidenza [CI]: 76-95). La risposta completa (CR) è stata raggiunta dal 74% dei pazienti (95% CI, 60-85); una risposta parziale molto buona ottenuta dal quattro% dei pazienti (95% CI, 0.4-12); una risposta parziale ottenuta dall'11% dei pazienti (95% CI, 4-22). In particolare, tra 42 pazienti con CR, 39 pazienti (68%) mostravano negativizzazione di malattia residua minima (MRD) nel midollo osseo, misurata mediante citofluorimetria a flusso a 8 colori. Al follow-up mediano di 12 mesi, la durata mediana della risposta è stata di 16 mesi (95% CI: 12 non raggiunto), e una mediana di sopravvivenza libera da progressione (PFS) per tutti i pazienti di 15 mesi. Mentre tra i pazienti con CR MRD negativa, la PFS mediana era di 24 mesi (1).

 

“Janssen - ha affermato Catherine Taylor, responsabile dell’Ematologia in Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) di Janssen-Cilag Limited – da sempre ha fatto proprio l’impegno di migliorare le possibilità terapeutiche e la qualità di vita dei pazienti con mieloma multiplo, pertanto i primi dati di questi studi sono incoraggianti per le potenzialità che questi trattamenti sperimentali potrebbero offrire ai pazienti con malattia recidivata o refrattaria. Esploreremo ulteriormente il profilo di sicurezza ed efficacia di questa importante immunoterapia mirata al BCMA con l'obiettivo di capire se potrà essere considerato come nuovo approccio per il trattamento di pazienti con mieloma multiplo”.

 

Nel dicembre del 2017, Janssen ha firmato un accordo con Legend Biotech, USA Inc e Legend Biotech Ireland Limited ("Legend"), filiali internazionali di GenScript Biotech Corporation, per collaborare a livello mondiale allo sviluppo e commercializzazione di LCAR-B38M per il trattamento del mieloma multiplo. Si tratta di una terapia cellulare CAR-T diretta contro due antigeni (epitopi) specifici per BCMA, che migliorano sensibilmente il legame con le cellule che esprimono BCMA. In Cina è in corso uno studio registrativo di fase 2 condotto dal Center for Drug Evaluation per la valutazione dell’efficacia di LCAR-B38M in pazienti con mieloma multiplo avanzato recidivo o refrattario (r/r).

 

Gli eventi avversi più comuni (EA) sono stati piressia (91%), sindrome da rilascio di citochine (CRS) (90%), trombocitopenia (49%) e leucopenia (47%). Le reazioni avverse di Grado ≥3 (65%) più comuni sono state leucopenia (30%), trombocitopenia (23%) e aumento dell'aspartato aminotransferasi (21%). La CRS era principalmente di grado 1 (47%) e 2 (35%), sebbene quattro pazienti (7%) abbiano sperimentato una CRS di Grado 3, con un tempo mediano di comparsa pari a circa 9 giorni (intervallo, 1-19). Tutte le CRS, ad eccezione una, si sono risolte in un periodo mediano di 9 giorni (intervallo, 3-57). La neurotossicità è stata osservata in 1 pazienti che hanno manifestato afasia di grado 1, agitazione e attività simil-convulsiva. Complessivamente, sono deceduti 17 pazienti durante lo studio e il periodo di follow-up a causa di progressione di malattia (PD; n = 14), suicidio dopo PD (n = 1), esofagite (n = 1), embolia polmonare e sindrome coronarica acuta (n = 1) (1).

 

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