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MESOTELIOMA: RISULTATI POSITIVI DI NIVOLUMAB IN COMBINAZIONE CON IPILIMUMAB

Bristol Myers Squibb ha annunciato che lo studio di fase 3, CheckMate -743, che ha valutato nivolumab in combinazione con ipilimumab nel mesotelioma pleurico maligno (MPM) non precedentemente trattato, ha raggiunto il suo endpoint primario di sopravvivenza globale (OS).

Sulla base di un’analisi ad interim pre-specificata condotta dall’indipendente Data Monitoring Committee, nivolumab in combinazione con ipilimumab ha portato a un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo della sopravvivenza globale, rispetto alla chemioterapia (pemetrexed e cisplatino o carboplatino).

Il profilo di sicurezza di nivolumab e ipilimumab osservato nello studio riflette quanto già noto sulla combinazione.

“Il mesotelioma pleurico maligno è una malattia devastante che ha visto limitati progressi terapeutici nell’ultimo decennio”, ha affermato Sabine Maier, M.D., Development Lead, Thoracic Cancers, Bristol Myers Squibb. “Gli importanti risultati dello studio CheckMate -743 dimostrano il potenziale di nivolumab e ipilimumab in pazienti con mesotelioma pleurico maligno non precedentemente trattati e sono un altro esempio di efficacia e sicurezza raggiunta dalla duplice combinazione di immunoterapici, già osservata in vari tipi di tumori. Vorremmo ringraziare tutti i pazienti che hanno partecipato a questo studio clinico e i ricercatori e il personale di ogni centro per la loro perseveranza durante la conduzione della ricerca e per aver ottenuto questo importante risultato a vantaggio dei pazienti in un momento così difficile di pandemia da COVID-19. Siamo in attesa di collaborare con i ricercatori per presentare i risultati a un prossimo congresso e di discuterne con le autorità sanitarie".


Lo studio CheckMate -743


CheckMate -743 è uno studio aperto, multicentrico, randomizzato, di fase 3, che ha valutato la combinazione di nivolumab e ipilimumab rispetto alla chemioterapia (pemetrexed e cisplatino o carboplatino) in pazienti con mesotelioma pleurico maligno (MPM) non trattati precedentemente. Nivolumab è somministrato al dosaggio di 3 mg/kg ogni due settimane e ipilimumab al dosaggio di 1 mg/kg ogni sei settimane. L’endpoint primario dello studio era la sopravvivenza globale (OS). Endpoint secondari includevano il tasso di risposta obiettiva (ORR), il tasso di controllo della malattia (DCR), la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e misure di efficacia in relazione al livello di espressione di PD-L1.

Il mesotelioma pleurico maligno


Il mesotelioma pleurico maligno è una forma di cancro rara ma aggressiva, che si sviluppa sulla superficie dei polmoni, ed è molto frequentemente causato da esposizione ad asbesto. La diagnosi è spesso tardiva, con la maggioranza dei pazienti che presenta la malattia in stadio avanzato o metastatico alla prima visita. La prognosi è generalmente sfavorevole: nei pazienti con mesotelioma pleurico maligno avanzato o metastatico, non trattati precedentemente, la sopravvivenza mediana è inferiore a un anno e il tasso di sopravvivenza a cinque anni si ferma a circa il 10%.

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