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Menarini: addio al Cav. Alberto Sergio Aleotti

Aleotti menarini

E' scomparso Alberto Sergio Aleotti, in Menarini dal 1964, aveva lasciato da qualche anno la guida del Gruppo ai figli, Lucia, Presidente, ed Alberto Giovanni, Vice Presidente.

 

Aleotti nacque a Quattro Castella di Reggio Emilia il 4 marzo 1923 da famiglia povera e all’età di otto anni perse il padre. Con il sostegno della madre e grazie ad un’eccellente media voti si diplomò ragioniere all’età di 19 anni. Il coronamento della brillante carriera scolastica gli fruttò vari premi, tra cui uno ambitissimo della Banca Agricola Commerciale che non veniva assegnato da diversi anni ed infine l’assunzione immediata nell’azienda municipalizzata “Farmacie Comunali Riunite” di Reggio Emilia. Si laureò, lavorando, in soli 4 anni in Economia e Commercio presso l’Università di Bologna, a 23 anni.

Molto presto gli venne offerta la carica di Direttore Generale della Azienda Comunale. Ben presto dissipò ogni dubbio sulla sua giovane età ed inesperienza e fu capace di orientare l’Azienda alla produzione di un profitto che consentì al Comune di Reggio Emilia di fornire l’assistenza farmaceutica gratuita a ventimila poveri su centoventicinquemila abitanti, e questo trent’anni prima dell’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. Nacque così a Reggio Emilia l’idea di diffondere nel Paese le farmacie comunali e Aleotti divenne l’esperto per la costituzione di numerose farmacie comunali in varie città: a Milano, a Bologna per incarico conferitogli dal popolarissimo Sindaco Dozza, a Firenze per incarico del “Sindaco Santo” Giorgio La Pira. A seguito di questi successi divenne presto conteso tra le maggiori industrie del comparto farmaceutico. Non ebbe dubbi, nel 1964, a preferire l’offerta del Commendatore Mario Menarini, che gli chiese di assumere la Direzione Generale della propria azienda. La grande autonomia e fiducia con cui potè operare gli consentì, infatti, di compiere con maggiore rapidità e decisione tutte le azioni necessarie a modernizzare l’Azienda ed a prepararla alle due maggiori sfide che avrebbe dovuto superare: l’internazionalizzazione e la nascita di una Ricerca & Sviluppo solida ed efficace. Le due chiavi per il successo in un mercato farmaceutico sempre più competitivo. Anno dopo anno, raggiunse, così, notevoli successi fino a portare l’azienda dalla 352esima posizione al primo posto nella classifica dei fatturati delle industrie farmaceutiche italiane.

Fu promotore della necessità del brevetto sui farmaci ed al termine di una dura contesa, che sfociò nella famosa sentenza con cui la Corte Costituzionale nel 1978 dichiarò incostituzionale il divieto di brevetto dei farmaci, vinse la battaglia più importante per l’intera industria farmaceutica italiana. Questo successo e il riconoscimento delle sue capacità di grande visione lo portarono nel 1978 alla Presidenza della Farmindustria.

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