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Melanoma: parere positivo del CHMP per encorafenib + binimetinib

Pierre Fabre annuncia che il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha emesso parere positivo raccomandando l’approvazione dell’associazione di encorafenib e binimetinib per il trattamento di pazienti adulti con melanoma inoperabile o metastatico con mutazione BRAFV600.

Il parere si basa sui risultati dello studio di fase III COLUMBUS.1 La raccomandazione del CHMP sarà ora analizzata dalla Commissione Europea (EC), che ha l’autorità di approvare i medicinali nell’ambito dell’Unione Europea. La decisione sarà valida per i 28 Stati membri dell’Unione Europea, per Liechtenstein, Islanda e Norvegia.

“Siamo lieti di aver fatto un passo in avanti nel rendere disponibile l’associazione di encorafenib e binimetinib per i pazienti con melanoma avanzato con mutazione BRAF in Europa” ha affermato Frédéric Duchesne, Presidente e CEO della Divisione Farmaceutica di Pierre Fabre “Se la Commissione Europea approverà encorafenib e binimetinib, questa associazione rappresenterà una nuova opzione di trattamento per i pazienti che attualmente hanno una prognosi difficile”.

Il parere positivo del CHMP si basa sui risultati dello studio di fase III COLUMBUS che ha dimostrato che l’associazione ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana rispetto a vemurafenib in monoterapia (rispettivamente 14,9 mesi vs 7,3 mesi: hazard ratio [HR] 0,54; IC 95%: 0,41–0,71; p<0,0001).1 Presentato a giugno all’ASCO 2018, il trattamento con encorafenib e binimetinib ha raggiunto una sopravvivenza globale (OS) mediana di 33,6 mesi, rispetto ai 16,9 mesi nei pazienti trattati con vemurafenib in monoterapia (HR 0,61, IC 95%: 0,47–0,79; p<0,0001) nell’analisi pianificata di OS prevista nello studio COLUMBUS.2

Eventi avversi, che hanno portato a sospensione del trattamento per sospetta correlazione al trattamento in studio, si sono verificati nel 6% dei pazienti.1 Gli eventi avversi più comuni di Grado 3-4, osservati in più del 5% dei pazienti, sono stati: aumento di gamma-glutamiltransferasi (9%), aumento di creatin-fosfochinasi (7%) e ipertensione (6%).1

Importanti informazioni di sicurezza e raccomandazioni per l’uso di encorafenib e binimetinib saranno fornite nel riassunto delle caratteristiche del prodotto (SmPC), che sarà pubblicato nell’EPAR (European Public Assessment Report) e sarà reso disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione Europea, se l’associazione riceverà l’autorizzazione all’immissione in commercio dalla Commissione Europea.



Il 27 giugno 2018, Array BioPharma, partner di Pierre Fabre, che detiene i diritti esclusivi per questi farmaci negli Stati Uniti, ha annunciato che encorafenib e binimetinib sono stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti per il trattamento del melanoma inoperabile o metastatico con mutazione BRAFV600E o BRAFV600K, determinate con test approvato da FDA.3,4 Encorafenib non è indicato per il trattamento dei pazienti con melanoma BRAF wild-type. Encorafenib e binimetinib sono medicinali in fase di sperimentazione e al momento non sono approvati in nessun altro paese al di fuori degli Stati Uniti. Le richieste di autorizzazione all’immissione in commercio di encorafenib e binimetinib in altri paesi sono attualmente oggetto di revisione.



Melanoma metastatico con mutazione BRAF
Il melanoma si sviluppa quando un danno non riparato del DNA nelle cellule cutanee provoca mutazioni che possono portare alla proliferazione e formazione di tumori maligni. Il melanoma metastatico è il tipo di tumore della pelle più grave e potenzialmente letale ed è associato a tassi di sopravvivenza bassi.5,6 Esiste una varietà di mutazioni genetiche che possono portare al melanoma metastatico. La mutazione genetica più comune nel melanoma metastatico è BRAF. Nel mondo ogni anno vengono diagnosticati circa 200.000 nuovi casi di melanoma, la metà dei quali circa presenta mutazione BRAF, un bersaglio chiave nel trattamento del melanoma metastatico.6–9



Encorafenib e binimetinib
Encorafenib è una piccola molecola per uso orale, inibitore della chinasi BRAF, e binimetinib è una piccola molecola per uso orale MEK inibitore che colpisce enzimi chiave nella via del segnale MAPK (RAS-RAF-MEK-ERK). L’attivazione non appropriata delle proteine di questa via è stata dimostrata in molti tumori tra cui il melanoma, il tumore del colon-retto, del polmone non a piccole cellule, della tiroide e altri.

Pierre Fabre detiene i diritti esclusivi per lo sviluppo e la commercializzazione di encorafenib e binimetinib a livello mondiale, esclusi Stati Uniti e Canada dove Array BioPharma ne possiede l’esclusiva; Israele dove i diritti esclusivi sono di Medison; Giappone e Corea del Sud dove Ono Pharmaceutical detiene i diritti esclusivi per la commercializzazione di entrambi i prodotti.



Lo studio COLUMBUS
Lo studio COLUMBUS (NCT01909453) è uno studio di fase III, in due parti, internazionale, randomizzato, in aperto che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di encorafenib in associazione con binimetinib rispetto alla monoterapia con vemurafenib ed encorafenib in 921 pazienti con melanoma localmente avanzato inoperabile o metastatico con mutazione BRAFV600.1 Tutte le analisi secondarie di efficacia, compresa OS, sono di natura descrittiva. Più di 200 centri in Nord America, Europa, Sud America, Africa, Asia e Australia hanno partecipato allo studio COLUMBUS.



Il parere positivo del CHMP si basa sui risultati dello studio COLUMBUS di fase 3 che ha dimostrato che l’associazione ha migliorato la PFS mediana rispetto a vemurafenib in monoterapia (rispettivamente 14,9 mesi vs 7,3 mesi: HR 0,54, IC 95%: 0,41–0,71; p<0,0001).1 Presentato a giugno all’ASCO 2018, il trattamento con encorafenib e binimetinib ha raggiunto una OS mediana di 33,6 mesi rispetto a 16,9 mesi nei pazienti trattati con vemurafenib in monoterapia (HR 0,61, IC 95%: 0,47–0,79; p<0,0001) nell’analisi pianificata di OS prevista nello studio COLUMBUS.2 Eventi avversi, che hanno portato alla sospensione del trattamento per sospetta correlazione al trattamento in studio, si sono verificati nel 6% dei pazienti.1 Gli eventi avversi più comuni di Grado 3-4, osservati in più del 5% dei pazienti, sono stati: aumento di gamma-glutamiltransferasi (9%), aumento di creatin-fosfochinasi (7%) e ipertensione (6%).1

Bibliografia
[1] Dummer R, et al. The Lancet 2018;19 (5): 603–615.
[2] Dummer R, et al. J Clin Oncol 2018;36 (suppl): abstr 9504.
[3] BRAFTOVI® Prescribing Information. Array BioPharma Inc., June 2018. Available at: https://www.accessdata.fda.gov/drugsatfda_docs/label/2018/210496lbl.pdf. Accessed July 2018.
[4] MEKTOVI® Prescribing Information. Array BioPharma Inc., June 2018. Available at: https://www.accessdata.fda.gov/drugsatfda_docs/label/2018/210498lbl.pdf. Accessed July 2018.
[5] Melanoma Skin Cancer. American Cancer Society. Available at: https://www.cancer.org/cancer/melanoma-skin-cancer.html. Accessed July 2018.
[6] A Snapshot of Melanoma. National Cancer Institute. Available at: https://seer.cancer.gov/statfacts/html/melan.html. Accessed July 2018.
[7] Globocan 2012: Estimated Cancer Incidence, Mortality and Prevalence Worldwide in 2012. Available at: http://globocan.iarc.fr/Pages/fact_sheets_population.aspx. Accessed July 2018.
[8] Klein O, et al. Eur J Cancer 2013;49(5):1073-9.
[9] American Cancer Society. What Causes Melanoma Skin Cancer? 2016. Available at: https://www.cancer.org/cancer/melanoma-skin-cancer/causes-risks-prevention/what-causes.html. Accessed July 2018.

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