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Melanoma, la prevenzione comincia dalla scuola: intervista alla prof.ssa Paola Queirolo (IMI)

Intervista alla prof.ssa Paola Queirolo, Presidente IMI - Intergruppo Melanoma Italiano e Responsabile DMT Melanoma e Tumori cutanei, IRCCS-AOU San Martino-IST di Genova

Perché il melanoma è considerato uno dei tumori più aggressivi e temuti? Qual è la sua incidenza, in particolare nella popolazione giovanile?

Il melanoma è una delle neoplasie più temute perché molto aggressivo, spesso asintomatico nelle fasi iniziali e diagnosticato quando già in fase avanzata. Si tratta di un tumore della pelle che origina dai melanociti, le cellule dello strato basale dell’epidermide che si rinvengono in alcune mucose e nell’occhio, e che sono deputate a difendere la cute. La storia naturale del melanoma, se non trattato, ha un’evoluzione fatale. Sebbene sia meno frequente rispetto ai tumori cutanei quali il carcinoma squamocellulare e il carcinoma basocellulare, il melanoma è più pericoloso e colpisce le fasce d’età giovanili con un tasso di mortalità pari al 20%; oltre un terzo dei soggetti colpiti ha meno di 50 anni. L’incidenza del melanoma è più che raddoppiata negli ultimi 15 anni ovunque nel mondo: in Australia e in Nuova Zelanda si trova la percentuale più alta di nuovi casi, dovuta in parte al fototipo chiaro dei residenti. In Italia, il melanoma cutaneo ha rappresentato tra il 2003 e il 2005 il 2,1% di tutti i tumori diagnosticati negli uomini e il 2,6% di tutti i tumori diagnosticati nelle donne e attualmente nel nostro Paese almeno 100.000 persone convivono con una diagnosi di melanoma, mentre sono circa 10.000 le nuove diagnosi ogni anno. Nel mondo i nuovi casi sono 232.000 l’anno, con oltre 70.000 decessi.

 

Negli ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti sul fronte della diagnosi e delle terapie per il melanoma. Quali sono oggi le principali novità terapeutiche nel trattamento di questa patologia?

In anni recenti le possibilità di trattamento del melanoma sono molto cambiate, abbiamo farmaci che rispetto ai tradizionali chemioterapici sono in grado di prolungare la sopravvivenza in modo significativo. Mi riferisco alle terapie a bersaglio molecolare che inibiscono specifiche mutazioni geniche del tumore, come la mutazione BRAF che si trova nel 50% dei melanomi in stadio avanzato. Da qualche anno la ricerca oncologica si è orientata verso la cosiddetta immuno-terapia oncologica che sfrutta le difese immunitarie dell’organismo per combattere le cellule tumorali. La novità più importante è rappresentata da una nuova classe di farmaci, gli anticorpi immunomodulanti anti-PD-1. Questi immunoterapici agiscono sul sistema immunitario rinforzando e sbloccando i check point immunologici, veri e propri freni sulle cellule linfocitarie che impediscono al linfocita di svolgere la sua attività difensiva.

 

Nell’ambito della campagna “Il Sole per amico” l’IMI promuove adesso un importante progetto nazionale di prevenzione primaria del melanoma rivolto alle scuole primarie. Ci racconta come nasce questa campagna? Perché l’IMI ha deciso di dispiegare un impegno di informazione e sensibilizzazione di questa portata?

Pochi altri tumori possono essere contrastati efficacemente come il melanoma attraverso la prevenzione primaria, basata sulla corretta esposizione al sole, e la prevenzione secondaria, con l’autoesame della pelle per diagnosticare precocemente la malattia. L’informazione e la consapevolezza dei cittadini non sono cresciute di pari passo con i numeri del melanoma: per questo motivo l’IMI ha deciso di promuovere la campagna “Il Sole per amico” realizzata con il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e resa possibile grazie ad un’erogazione di Merck & Co. L’obiettivo della campagna è far crescere l’attenzione dell’opinione pubblica sul melanoma e sui rischi legati ad una non corretta esposizione coinvolgendo in particolare i bambini in età scolare e le loro famiglie. Secondo le evidenze di uno studio condotto nel 2000-2002 in Italia, i nostri bambini sono molto esposti al sole e sono anche poco protetti, con la conseguenza che spesso riportano scottature. Dopo aver coinvolto nel corso dell’estate la popolazione attraverso il web, nelle stazioni, sulle spiagge, adesso la campagna “Il Sole per amico” entra nelle scuole elementari di sette Regioni italiane con un progetto educazionale che vedrà coinvolti insegnanti, psicologi, dermatologi e avrà come protagonisti i bambini e le loro famiglie: in un linguaggio semplice e diretto, con l’aiuto di materiali cartacei e multimediali, spiegheremo ai ragazzi come esporsi al sole proteggendo la pelle e a non mettere a rischio la salute e la vita. I buoni comportamenti, come quelli di imparare a esporsi ai raggi solari nel modo giusto, proteggendo la pelle ed evitando rischi per la salute, si apprendono sin da piccoli, anche se l’esempio degli adulti può essere molto utile. Questa campagna oltre che sui contenuti scientifici, punta molto sul linguaggio e la creatività: ci siamo inventati dei personaggi di fantasia come l’alieno Rey e i ragazzi Geo e Gea, abbiamo studiato lo stile più efficace, diretto e attuale per coinvolgere i ragazzi, veicolare in modo duraturo i messaggi, fare di questa iniziativa un vero e proprio punto di svolta nell’awareness sulla prevenzione del melanoma.

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