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Medico in classe e ore di educazione sanitaria

Inserire l’educazione sanitaria come materia propedeutica nei programmi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e prevedere la presenza del medico di classe, coinvolgendo gli specializzandi o gli studenti dell’ultimo anno di Medicina.

Dare così una risposta alle criticità e ai ritardi che ancora oggi si manifestano in tema di prevenzione nell’infanzia e nell’adolescenza, facendo leva sull’educazione precoce dei ragazzi a stili di vita e comportamenti sanitari corretti.

La proposta arriva dagli esperti, ricercatori e decisori istituzionali che a Roma hanno partecipato al convegno annuale di PreSa - Prevenzione e Salute (www.prevenzione-salute.it), un network cui aderiscono numerose Società scientifiche e Associazioni di pazienti, che ogni anno organizza un incontro-dibattito volto a sensibilizzare l’opinione pubblica e i decisori su tematiche strategiche per il nostro Servizio Sanitario Nazionale. L’appuntamento di quest’anno è dedicato al tema della salute pediatrica e approfondisce questioni quali i progressi della scienza in ambito oncologico, delle malattie rare, l’innovazione farmaceutica e della necessità di sperimentazioni “su misura” per i bambini. Ma la questione fondamentale è quella della prevenzione: i grandi progressi della ricerca raggiunti in quest’ultimo decennio hanno permesso una contrazione della mortalità tra i bambini colpiti da gravi patologie onco-ematologiche, ma, nonostante questi successi, la salute delle future generazioni è minacciata da problemi come la crescita esponenziale dell’obesità infantile che interessa non meno di 41 milioni di bambini nei Paesi avanzati, e il progressivo calo della vaccinazioni in fascia pediatrica che ha investito l’Italia in questi ultimi anni, con coperture vaccinali ormai sotto la soglia di sicurezza. Alle esigenze della prevenzione potrebbero fare fronte la figura del medico di classe e l’inserimento della materia nei programmi didattici.

«Il nostro obiettivo è promuovere la cultura della prevenzione, una prevenzione partecipata dai cittadini – dichiara il Direttore scientifico di PreSa, Marco Trabucco Aurilio – però è importante iniziare sin da giovani: PreSa propone la figura del medico di classe per la quale si potrebbero coinvolgere i medici specializzandi, oltre 7.000 in Italia, che potrebbero dedicare una parte, ovviamente non predominante, del loro tirocinio professionalizzante, a promuovere corretti stili di vita ed adeguate misure di prevenzione nelle scuole italiane; si potrebbero coinvolgere anche gli studenti in Medicina dell’ultimo anno che hanno già una formazione adeguata a questo compito; questi “promotori di salute” non comporterebbero costi ulteriori per il Servizio Sanitario Nazionale ed essendo giovani potrebbero avere un’intesa speciale con i ragazzi». Una opportunità quasi “a costo zero” per le finanze pubbliche dal momento che gli specializzandi sono già titolari di una borsa di studio e di grande rilievo per un Paese come l’Italia che impegna solo l’1,5% della spesa sanitaria in prevenzione, agli ultimi posti tra i Paesi europei.

«Il nostro Paese investe troppo poco in prevenzione e questo per il Servizio Sanitario Nazionale è un boomerang dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista delle malattie dell’infanzia, molte delle quali, come l’obesità e le malattie infettive, potrebbero essere prevenute ed evitate insegnando corretti stili di vita, un’alimentazione adeguata sin da piccoli e l’aderenza ai programmi vaccinali – sottolinea Trabucco Aurilio – assistiamo ad una riduzione della mortalità per le neoplasie infantili proprio grazie ai progressi nella diagnostica e all’adozione di protocolli terapeutici innovativi, molte volte frutto della ricerca italiana». Altro tema di rilievo è quello della necessità di farmaci a misura di bambino. Oggi la maggior parte dei farmaci commercializzati in Europa non è supportata da studi di valutazione del rapporto rischio/beneficio nel bambino. Pertanto, l’uso off-label in età pediatrica è molto diffuso, esponendo questa popolazione fragile ad un rischio elevato di errori terapeutici ed eventi avversi alla luce delle differenze esistenti tra l’organismo in sviluppo e quello adulto.

Per poter disporre di farmaci efficaci e sicuri per il bambino sono quindi necessarie le sperimentazioni cliniche ad hoc in età pediatrica. In questa direzione l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) promuove programmi di implementazione di ricerche cliniche in Pediatria per farmaci già registrati per indicazioni diverse, e richiede l’esecuzione di studi ad hoc per tutti i farmaci con un potenziale uso nei bambini. Questi temi continueranno a essere attentamente monitorati da PreSa attraverso le sue risorse on e offline.

«Il progetto PreSa è nato due anni fa con l’obiettivo di contribuire a promuovere in maniera semplice ma efficace la salute, unendo le competenze di medici e operatori sanitari di tutta Italia – dichiara Trabucco Aurilio – il fulcro è un portale online dove quotidianamente vengono inseriti articoli dedicati ad informare i cittadini su temi di salute e prevenzione. Le attività di informazione si sono allargate dalla piattaforma online alla stampa periodica e alla radio; nel convegno annuale viene approfondito un tema specifico, proponendo una fotografia dello stato dell’arte in termini epidemiologici e di ricerca scientifica. Quest’anno abbiamo voluto dedicare la giornata alla salute dei bambini». A margine del convegno, PreSa ha promosso quest’anno tre mini-maratone simboliche in contemporanea nelle città di Roma, Firenze e Napoli. Per gli atleti, i medici e i volontari in corsa i traguardi sono stati rispettivamente l’Ospedale Bambino Gesù, l’Ospedale Meyer e il Santobono, dove hanno consegnato i doni di Natale per i piccoli ricoverati che quest’anno trascorrono le festività in corsia.

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