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Medicina narrativa, Ospedale San Carlo di Potenza in prima linea: spazio alle storie dei pazienti con Viverla Tutta

L’umanizzazione e la personalizzazione della medicina è da tutti riconosciuta come la strada per migliorare l’esperienza di malattia e la cura del paziente. Una rivoluzione alla quale partecipano sempre più numerosi medici, ricercatori, operatori sanitari, amministrativi e che coinvolge diverse importanti strutture sanitarie italiane. 

Uno dei protagonisti di questa vera e propria trasformazione culturale è l’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, struttura sanitaria di riferimento per tutto il Sud Italia. Al San Carlo è in atto da alcuni anni un grande progetto di personalizzazione delle cure intitolato “Prendersi cura: verso un incontro di saperi”, che integra la narrazione alla pratica clinica dando spazio al vissuto del paziente, ma anche a quello del medico e dell’infermiere. Nell’ambito del percorso di personalizzazione delle cure, portato avanti grazie al contributo incondizionato di Pfizer, arriva a Potenza la grande campagna di comunicazione e impegno sociale Viverla Tutta, promossa da Pfizer dal 2011 per dare voce alle storie dei pazienti: l’AOR San Carlo sarà la prima azienda ospedaliera del Sud Italia a far parte di questa importante iniziativa nazionale. 

«Oggi veniamo ancora una volta positivamente coinvolti nella campagna Viverla Tutta promossa da Pfizer, che ospitiamo nei nostri spazi, per mostrare a tutti il percorso che il nostro progetto ha seguito in questi anni e i risultati che abbiamo ottenuto fino ad oggi – dichiara Angela Pia Bellettieri, Responsabile SSD Qualità, Risk Management e Accreditamento dell’AOR San Carlo – il nostro obiettivo era e resta quello di creare dentro l’ospedale un ambiente favorevole alla comunicazione e alla relazione con l’altro. La personalizzazione delle cure è una trasformazione culturale a cui tutti, pazienti e operatori sanitari, devono partecipare, ognuno con la sua storia che va raccontata, ascoltata, compresa e valorizzata. Si tratta di una sfida formativa che prevede anche il monitoraggio delle attività e dei percorsi formativi. Gli strumenti informatici di cui ci avvaliamo, come la network analysis, servono a valutare quanto la formazione narrativa è in grado di modificare i comportamenti del personale e dei pazienti e favorire il dialogo». 

In un’area dedicata della struttura ospedaliera, saranno posizionati due grandi pannelli e una lavagna a disposizione dei pazienti, sui quali raccontare la propria storia con una frase, un disegno, una parola. I messaggi dei pazienti saranno poi condivisi attraverso il sito web viverlatutta.it e la pagina Facebook della campagna. Viverla Tutta si propone di dare voce alle storie di malattia e ai loro protagonisti e dare un valore sociale e terapeutico a queste testimonianze grazie all’aiuto della Medicina Narrativa, strumento capace di trasformare un evento negativo come quello di una malattia in un vissuto costruttivo e condiviso. 

«I pannelli che qui esponiamo offrono un’ulteriore piattaforma alla raccolta delle voci di pazienti, operatori e caregiver – spiega Fanny La Monica, Responsabile Comunicazione di Pfizer Italia – il San Carlo è il primo ospedale con cui la nostra campagna Viverla Tutta torna sul territorio a testimonianza del percorso compiuto da questa struttura ospedaliera nell'ambito della personalizzazione delle cure. Pfizer continua a promuovere la valorizzazione dei vissuti di malattia come leva importante nel percorso diagnostico-terapeutico e assistenziale, come evidenziato dalle raccomandazioni dell'Istituto Superiore di Sanità, e per questo vogliamo portare la nostra nuova iniziativa in altri ospedali italiani».

Il percorso di personalizzazione delle cure dell’Ospedale San Carlo è stato avviato nel 2013, con una delibera del Direttore Generale in cui si nominava un Gruppo di lavoro aziendale con il compito di portare avanti le attività del nascente Laboratorio di Medicina Narrativa. Ad oggi la sperimentazione sul campo ha raggiunto una produzione di tutto rispetto: i diari del paziente, del caregiver e del medico; la raccolta e l’analisi tramite un apposito software di oltre 250 storie di pazienti delle Unità Operative di Oncologia medica, Ematologia e Reumatologia; la cartella narrativa che raccoglie emozioni e riflessioni del paziente, del medico e dell’infermiere; i Convegni e i Corsi formativi che, in diversi step hanno permesso ai docenti esperti, alcuni dei quali membri dell’Associazione Italiana di Medicina e Sanità Sistemica di cui il San Carlo è socio sostenitore, di incontrare in due anni quasi 200 operatori sanitari e amministrativi, proseguiranno per l’intero 2017 con un Corso articolato in moduli di due giornate ciascuno, al quale parteciperanno 250 operatori di tutte le professioni sanitarie dell’Azienda ospedaliera Regionale San Carlo. Tutte le attività realizzate nell’ambito del progetto sono state inoltre monitorate dall’Università degli Studi della Basilicata.

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