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Medicina di genere, ancora troppe le disparita'. Convegno a Matera

Donne e salute, le differenze di genere sono ancora attuali. Molto è stato fatto per quanto riguarda le osservazioni relative alle diverse risposte tra uomo e donna nei confronti di numerose patologie, a cominciare dalle cardiopatie.

Da diverso tempo, infatti, è noto che l'infarto si presenta con sintomi diversi tra uomo e donna. Molto meno, invece, si è fatto per quanto riguarda le differenze di genere nel trattamento delle patologie. Le donne sono poco rappresentate negli studi clinici e i farmaci sono testati in misura insufficiente nelle donne, di conseguenza diverse terapie sono meno efficaci nelle donne e maggiori sono gli effetti collaterali rispetto a quelli riscontrati negli uomini.

Sono questi i temi principali del Congresso “Gender and life style: from puberty to elderly frailty” organizzato a Matera da Regione Basilicata, Dipartimento di Scienze Università della Basilicata, Dipartimento di Scienze Biomediche Università di Sassari, Dipartimento di Medicina sperimentale Università Sapienza di Roma, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Un tema affrontato durante il congresso riguarda le differenze di genere nelle dipendenze e in particolare per quanto riguarda l'alcolismo.

«Innanzitutto si dispone di pochi dati rispetto all'epidemiologia dell'alcolismo nelle donne, eppure il problema dell’abuso di alcol riguarda sempre più da vicino il mondo giovanile e in particolare le ragazze» avverte Flavia Franconi, Docente di Farmacologia cellulare e molecolare all'Università di Sassari e co-presidente del congresso. «Atteggiamenti e stereotipi sociali possono creare ostacoli alla rilevazione e al trattamento dell'abuso di alcool, specialmente nelle donne. La paura della stigmatizzazione sociale può portare le donne a negare di essere affette da una condizione medica e le può portare a bere in solitudine. Questo fatto, a sua volta, porta la famiglia e i medici a essere meno propensi a sospettare che una donna sia alcolizzata». Appare necessario, quindi, promuovere iniziative di informazione, prevenzione e promozione della salute da rivolgere al sesso femminile, che risulta essere fisiologicamente più predisposto agli effetti nocivi prodotti dal consumo di bevande alcoliche. «Le donne differiscono dagli uomini in molti aspetti relativi all’alcolismo» spiega Franconi.

«Per esempio, questa condizione è due volte più frequente negli uomini, tuttavia le donne sono più vulnerabili agli effetti negativi del consumo di alcol. La maggiore vulnerabilità è in parte dovuta alle differenze nella farmacocinetica dell’alcol. Il rischio di sviluppare una conseguenza medica alcol-correlata è strettamente collegato al BAC (blood alchohol concetration, ovvero la concentrazione di alcol nel sangue) e le donne raggiungono BAC superiori a quelle raggiunte dagli uomini in seguito al consumo di equivalenti quantità di alcol. Secondo una ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, oltre alla struttura fisica, il differente assetto ormonale e il peculiare corredo enzimatico rendono meno efficace il metabolismo dell’alcol, favorendo l’aumento della sostanza nei livelli ematici femminili. La presenza di un minor quantitativo di acqua e una maggiore massa adiposa, fanno sì che il corpo della donna sia meno efficiente nello smaltimento della sostanza e presenti quindi un tasso alcolemico più elevato.

Inoltre, l’attività enzimatica gastrica dell’ADH (enzima alcol deidrogenasi) femminile è più bassa, e ciò contribuisce ulteriormente a un aumento dei livelli di alcolemia. E la dotazione dell’ADH, che trasforma e “neutralizza” l’alcol, oltre ad essere quasi la metà rispetto all’uomo, nella donna diminuisce con l’avanzare dell’età. Questa carenza promuove, inoltre, il transito diretto della sostanza al fegato, aumentando le probabilità di danni epatici». La blood alchohol concentration è influenzata anche dai cambiamenti ormonali che la donna attraversa durante le varie fasi del ciclo mestruale. Si ipotizza che le fluttuazioni dei livelli di estrogeni e progesterone possano influenzare l’attività dell’ADH, rendendo la donna più suscettibile agli effetti dell’alcol in differenti momenti del ciclo. Le differenze di genere riguardano anche la diversa risposta tra uomo e donna ai farmaci, e questo avviene per diverse patologie. «Per esempio, è stato osservato che le donne eliminano alcuni farmaci più lentamente degli uomini e pertanto è stato suggerito di utilizzare per le pazienti di sesso femminile dosi inferiori di quelle necessarie per i pazienti di sesso maschile» prosegue Franconi.

«In modo analogo, le donne potrebbero differire dagli uomini anche nella risposta ai farmaci per l’alcolismo e per la crisi d’astinenza da alcol». Purtroppo però, negli studi condotti per stabilire l’efficacia di questi farmaci non è stato incluso un numero sufficiente di donne per valutare possibili differenze di genere nella risposta ottenuta. «La proporzione di donne incluse nelle ricerche sulle terapie farmacologiche contro l’alcolismo è in media molto minore. Ciò rappresenta un limite notevole, tenuto conto che la ricerca sull’alcolismo ha mostrato interessanti differenze di genere» conclude Franconi.

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