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Malattie endocrino-metaboliche, la Campania maglia nera in Italia per la “mobilità sanitaria passiva”

Diabete, dislipidemie, osteoporosi e tireopatie: sono malattie molto diffuse e che incidono in maniera importante e gravosa dal punto di vista socio-economico. Ancor più in Campania, oggetto di una imponente “mobilità sanitaria passiva”, che porta la regione ad essere – tra le tredici in “rosso” per la spesa sanitaria – quella che risulta più indebitata in Italia, con un saldo negativo che supera i 281 milioni di euro.

Di contro, proprio la Campania è oggetto di una vivace attività clinica e di ricerca.

Di questo si discuterà martedì 6 e mercoledì 7 dicembre all’hotel Alabardieri di Napoli (via Alabardieri, 38) durante il corso di aggiornamento su Malattie endocrino-metaboliche realizzato dai responsabili scientifici, i medici Pietro Lanzetta, referente Ame per la Campania (associazione medici endocrinologi), Vincenzo Novizio consigliere nazionale Ame  e Francesco Scavuzzo, responsabile unità operativa Endocrinologia AORN A. Cardarelli di Napoli. “Anche quest’anno – spiegano – terremo il congresso nel solco della tradizione tracciata dal compianto Raffaele Volpe, venuto a mancare lo scorso anno e che ha promosso questo incontro. Sarà un’occasione sia di aggiornamento scientifico e di aggregazione e conoscenza dei soci campani dell’associazione medici endocrinologi”.

L’endocrinologia e le malattie metaboliche saranno al centro della due giorni, che parte martedì 6 (dalle 14) con un’introduzione sull’endocrinologia in età adolescenziale e sul deficit di Gh nell’adulto, per poi passare all’osteoporosi e all’ipoparatiroidismo. Il giorno seguente, la mattina (dalle 9) si parlerà prima di endocrinopatie ed autoimmunità e poi a seguire di surrene e ipogonadismo. Nel pomeriggio (dalle 14) spazio a diabete e metabolismo e tiroide.

“Sempre più pressante – proseguono i tre coordinatori scientifici – è l’esigenza di un costante e proficuo aggiornamento di tutti noi che operiamo in questo campo, anche per incrementare non solo quantitativamente ma anche qualitativamente l’offerta in campo endocrino-metabolico, consapevoli che ciò, tutt’uno con la riprogrammazione in modo sostenibile delle reti territoriali, del fare squadra e della stabilizzazione del Servizio Sanitario su standard meritocratici, porterà sicuramente positivi effetti su quella che è una vera e propria piaga per la nostra regione, vale dire la mobilità sanitaria passiva”.

La novità di quest’anno è che l’aggiornamento scientifico nei principali campi endocrino-metabolici, verrà svolto soprattutto mediante tavole rotonde in cui un gruppo di esperti (anche provenienti da categorie professionali diverse) guidati da un moderatore, discuterà e si confronterà su un tema prestabilito. Il tutto in presenza di un uditorio che non si trova in una situazione di tipo recettivo-passivo ma deve intervenire partecipando in modo attivo, anche se coordinato, alla discussione.

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