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MALATTIE CRONICHE, 350MILA LOMBARDI GIA’ ASSISTITI DAL MEDICO DI FAMIGLIA

Tutti i pazienti cronici lombardi devono essere presi in carico e assistiti da un medico di medicina generale che può diventare così il “regista” della loro assistenza. Attualmente in Regione già 350mila malati e il 50% dei medici di famiglia hanno intrapreso questo percorso.

L’auspicio è che nei prossimi 4-5 anni si arrivi, in modo definitivo ed organizzato, ad una totale gestione di questa particolare categoria di pazienti da parte delle cure primarie territoriali. E’ quanto afferma la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) in occasione del suo 14° Congresso Regionale lombardo. L’evento si apre oggi e vede riuniti, fino a sabato, a Varese oltre 200 camici bianchi. Al centro del meeting c’è la discussione dei primi effetti determinati dalla riforma sanitaria della Regione Lombardia del 2017.

Il Pirellone, per attuare il Piano Nazionale Cronicità del 2016 del Ministero della Salute, ha inviato a tutti i pazienti con una o più malattie croniche una lettera. Nella missiva è stato chiesto di indicare chi fornirà assistenza sanitaria tra il proprio medico di medicina generale o uno specialista che lavora all’interno di strutture sanitarie pubbliche o accreditate.

“Come Società Scientifica siamo convinti che le cure primarie siano il “luogo ideale” dove curare e gestire le cronicità - afferma il dott. Aurelio Sessa, presidente regionale SIMG Lombardia -. La Lombardia ha legittimamente ritenuto di coinvolgere anche le strutture ospedaliere ma, a nostro avviso, il medico di medicina generale deve essere il principale protagonista delle cure e più in generale dell’assistenza. E’, infatti, il professionista sanitario che meglio conosce il malato, le sue condizioni nonché il contesto in cui vive”.

“Le patologie croniche sono un aspetto sempre più rilevante della sanità pubblica - aggiunge il dott. Claudio Cricelli, Presidente Nazionale SIMG -. Interessano quattro italiani su dieci e rappresentano una parte preponderante delle nostre attività. La riforma sanitaria della Lombardia ha lanciato una s?da alla quale abbiamo saputo rispondere. E’ ancora troppo presto per tracciare un bilancio sui risultati ottenuti in quella che è la regione più popolosa della Penisola. Esistono delle fragilità e delle criticità che abbiamo già segnalato alle autorità competenti. Possiamo inoltre contribuire alla formazione e ricerca nonché alla creazione percorsi di assistenza condivisi, appropriati e armonizzati”.

“La Lombardia è stata una delle prime Regioni della Penisola a mettere in pratica il piano nazionale per le patologie croniche - conclude il dott. Ovidio Brignoli, Vice Presidente nazionale SIMG -. Ha creato un modello che vuole mettere al centro le scelte del paziente. Può essere preso da esempio dalle altre Istituzioni locali che non hanno ancora elaborato dei propri piani. Come Società Scientifica guardiamo con curiosità e attenzione agli esiti che potrà dare in termini sia di migliore assistenza che di risparmi di risorse. Siamo però convinti che la piena riuscita della riforma potrà avvenire solo grazie ad un sempre maggiore coinvolgimento del medico di medicina generale”.

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