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Lupus eritematoso sistemico (LES), terapia sperimentale con CC-220 #EULAR17

Celgene International Sàrl ha annunciato, in occasione del congresso EULAR 2017 in corso a Madrid, i risultati dello studio di fase 2a SLE-001 che ha valutato CC-220, il composto immunomodulatore orale sperimentale prodotto dall’Azienda.

Nei pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico (LES), comunemente noto come lupus, trattati con CC-220, è stata osservata una tendenza ad un miglioramento più marcato rispetto al trattamento con placebo, sulla base di diverse misurazioni dell’attività della malattia attraverso i punteggi standard utilizzati negli studi clinici. “Sebbene, da un lato, le prospettive dei pazienti con lupus siano migliorate negli ultimi 75 anni, le opzioni terapeutiche rimangono limitate”, ha affermato il Dott. Richard Furie, primario di reumatologia presso il centro Northwell Health di New York.

“Le persone che devono affrontare questa condizione autoimmune, spesso invalidante, hanno un enorme bisogno di nuove opzioni terapeutiche”. Nello studio SLE-001 sono stati randomizzati 42 pazienti con diagnosi di lupus, formulata da almeno sei mesi e con punteggio SELENA-SLEDAI al basale ≥ 4. I partecipanti sono stati randomizzati ad una delle quattro dosi incrementali di CC-220 (CC-220 0,3 mg a giorni alterni, 0,3 mg una volta al giorno, 0,3 mg alternati a 0,6 mg una volta al giorno e 0,6 mg una volta al giorno) o placebo per 12 settimane, seguite da 12 settimane di follow-up osservazionale o di estensione a lungo termine. Lo studio ha valutato la sicurezza, la tollerabilità e la farmacocinetica. Gli endpoint di efficacia, incluse le variazioni dell’indice CLASI (Cutaneous Lupus Area and Severity Activity Index) e del punteggio SELENA-SLEDAI, erano esplorativi. Gli eventi avversi più comuni (AE) sono stati nausea, diarrea e rash maculopapulare. Sono stati segnalati AE gravi in due pazienti trattati con la combinazione delle due dosi più elevate di CC-220 (polmonite in entrambi i casi) e in due pazienti nel gruppo placebo. Cinque pazienti nei gruppi trattati con le due dosi più elevate di CC-220 e un paziente nel gruppo placebo hanno interrotto lo studio a causa degli AE. Nessuno dei gruppi trattati con CC-220 ha riferito casi di infezioni opportunistiche o altre infezioni sistemiche. Al giorno 85, le riduzioni dell’attività della malattia a livello cutaneo misurate dall’indice CLASI erano comprese tra -4,3 e -7,8 nei gruppi di trattamento con CC-220, mentre nel gruppo placebo è stato osservato un aumento del punteggio CLASI di 0,4.

Nei gruppi di trattamento con CC-220, le riduzioni medie del punteggio CLASI hanno superato la differenza minima clinicamente importante di -4,0. Inoltre, un numero maggiore di pazienti trattati con CC-220 ha manifestato una riduzione di almeno 4 punti nel punteggio SELENA-SLEDAI, un indice utilizzato per valutare l’attività del lupus tra 24 diversi descrittori della malattia (dal 22,2% al 50,0% per CC-220 rispetto al 12,5% per placebo). Al giorno 85, nei gruppi di trattamento con CC-220 è stata osservata una tendenza ad un miglioramento più marcato nel numero di articolazioni dolenti e nel numero di articolazioni tumefatte rispetto al gruppo placebo. Sempre al giorno 85, è stata osservata una tendenza al miglioramento nel punteggio della valutazione globale del medico (Physician’s Global Assessment) nei gruppi CC-220 (da -0,5 a 0,9) rispetto al gruppo placebo (0,0). Tutti i dati riportati sono come osservati. Il numero esiguo dei pazienti arruolati nello studio e una certa variabilità nelle caratteristiche della malattia al basale tra i gruppi di trattamento limitano l’interpretabilità di una risposta alla dose. “Celgene è impegnata nel trattamento di immunopatologie che presentano necessità mediche non ancora soddisfatte e nello studio di composti che potrebbero potenzialmente di migliorare la vita dei pazienti. È molto incoraggiante apprendere che CC-220 potrebbe offrire un nuovo meccanismo per trattare il lupus, una patologia complessa per la quale esistono poche opzioni terapeutiche efficaci”, ha dichiarato Terrie Curran, Presidente di Celgene Inflammation & Immunology.

“Il nostro lavoro con CC- 220 permetterà inoltre di diversificare e approfondire la nostra franchise per le patologie infiammatorie e immunologiche grazie ai progressi compiuti con CC-220 in ambito clinico”. L’impiego di CC-220 non è approvato per alcuna indicazione in alcun Paese.

 CC-220 è un nuovo composto immunomodulatore orale che si lega a cereblon, un componente del complesso E3 ubiquitina ligasi, modulandolo. CC-220 riduce i livelli dei fattori di trascrizione Ikaros e Aiolos, associati ad un aumento del rischio di lupus. CC-220 è attualmente in fase di valutazione in uno studio di fase 2 di dose-finding per la determinazione della dose nel trattamento del lupus. È inoltre in fase di studio per il mieloma multiplo.

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