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LSD: mostra alla Biblioteca nazionale svizzera

Albert Hofmann con un modello molecolare dell’LSD, 1943, Archivio aziendale della Novartis AG, © Novartis

Nel 1943 il chimico Albert Hofmann scopre l’allucinogeno chiamato LSD. Ispirandosi al suo libro «LSD – Il mio bambino difficile», diventato un best seller, la Biblioteca nazionale svizzera ripercorre la storia di questa sostanza sospesa fra droga miracolosa e opera diabolica. La mostra resterà aperta dal 7 settembre 2018 all’11 gennaio 2019.

Il 16 aprile 1943, conducendo ricerche su un fungo chiamato segale cornuta, il chimico svizzero Albert Hofmann diventa il primo essere umano a sperimentare allucinazioni dovute all’LSD. Inspiegabilmente, mentre si trova nel suo laboratorio di Basilea, il suo organismo assimila una piccola quantità di questa sostanza sconosciuta. Con la scoperta dei suoi enormi effetti psichedelici inizia la movimentata storia dell’LSD. A 75 anni di distanza, la mostra alla Biblioteca nazionale svizzera illustra i molteplici cambiamenti sociali e culturali provocati dall’LSD e che hanno visto coinvolta questa sostanza.

Tre giorni dopo la scoperta, nel famoso esperimento su sé stesso, Albert Hofmann assume nuovamente LSD e torna a casa in bicicletta in preda a forti allucinazioni. Il rapporto di cinque pagine sulla vicenda è esposto nella mostra insieme al contributo nel diario di laboratorio.

Dopo la rapida diffusione nella ricerca e nella psichiatria, dagli anni Cinquanta la sostanza acquista popolarità anche al di fuori della medicina. Viene sempre più utilizzata come allucinogeno, specialmente da artisti e scrittori. Vi ricorre anche l’artista Serge Stauffer, alla ricerca di ispirazioni, che racconta con uno stile personale le sue esperienze con l’LSD in un’opera di cui la mostra presenta alcuni estratti.

Anche l’autore e psichiatra svizzero Walter Vogt sperimenta l’LSD. Nella mostra sono presenti estratti della corrispondenza fra quest’ultimo e Albert Hofmann che rivelano l’interesse comune per l’ornitologia, la letteratura e l’LSD. I loro contatti durano fino alla morte di Vogt nel 1988.

Negli anni Sessanta, con i figli dei fiori l’LSD abbandona definitivamente gli ambienti clinici della psichiatria trasformandosi da medicamento in droga della cultura pop. Alla mostra si possono ascoltare canzoni di Krokodil e di altre band svizzere con influenze psy. Nel 1968, anno simbolo del movimento hippie, a seguito di resoconti su gravi incidenti e sui danni psichici permanenti provocati dagli stati di estasi, la Svizzera emana il primo divieto parziale dell’LSD. 

Oltre dieci anni più tardi esce «LSD – Il mio bambino difficile», libro che sta particolarmente a cuore a Hofmann, perennemente legato alla sostanza da lui scoperta. Con la pubblicazione cerca di intervenire nel dibattito pubblico, ma quando la casa editrice Klett-Cotta di Stoccarda lo presenta nel 1979, l’interesse che suscita è modesto e aumenterà solo nel corso del tempo. Considerato uno dei libri svizzeri a carattere scientifico e divulgativo più conosciuti, è l’elemento chiave dell’intera mostra. 

La speranza di Hofmann che il suo bambino difficile possa diventare un giorno un bambino prodigio sembra quindi farsi nuovamente più concreta: in Svizzera e negli Stati Uniti all’LSD sono attribuite peculiarità terapeutiche nel trattamento di depressioni e come cura di supporto per malati terminali. 

Orari di apertura
Vernice: 6 settembre, ore 18.30

7 settembre 2018 – 11 gennaio 2019
Dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18
Ingresso libero

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