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LOTTA LA FUMO: NUOVE REGOLE DAL PARLAMENTO EUROPEO

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Il Parlamento europeo in seduta plenaria vota e approva nuove misure restrittive sul tabacco, per salvaguardare la salute dei cittadini europei.  

 La votazione del 26 febbraio sulla Direttiva dei Prodotti del Tabacco (nota come TPD) stabilisce misure minime che gli stati membri europei devono soddisfare sul controllo del tabacco, in particolare:
  • Obbligo di apporre avvertenze sanitarie illustrate che coprano almeno il 65 % della superficie fronte e retro dei pacchetti di sigarette. I Paesi che lo desiderano, possono spingersi oltre, introducendo anche pacchetti standardizzati.
  • Divieto di utilizzo di aromi e sostanze caratterizzanti.
  • Tracciabilità e reperibilità sui prodotti a base di tabacco e dell’intera filiera di lavorazione.
  • Regolamentazione appropriata per i prodotti contenenti nicotina.

 

Dopo l'adozione formale da parte del Consiglio, i governi dell'Ue avranno due anni per applicare le misure di cui sopra nella propria legislazione nazionale. Beneficeranno invece di una proroga di sei anni per eliminare gradualmente gli aromi al mentolo. Quanto alle sigarette elettroniche, saranno regolamentate come prodotti del tabacco, a meno che non vengano presentate come aventi proprietà curative o preventive e di conseguenza siano regolamentate come medicinali.

Archie Turnbull, presidente della Smoke Free Partnership, ha commentato: “Registriamo una svolta epocale per il controllo del tabacco in Europa e un enorme passo verso un continente libero dalla schiavitù del fumo. Il voto del Parlamento a favore della direttiva sui prodotti del tabacco contribuirà a proteggere i giovani e i bambini dell’Unione, salvando così molte vite. Con questo voto trasmette inoltre un chiaro segnale: l'Europa prende sul serio i suoi obblighi ai sensi della Convenzione dell'OMS sul controllo del tabacco.

Susanne Logstrup, direttore della European Heart Network e membro del Consiglio di Smoke Free Partnership, ha aggiunto: “Incoraggiamo i governi europei ad andare perfino oltre i requisiti minimi previsti dalla direttiva e raccomandiamo di prendere a modello il Regno Unito e l’Irlanda, che hanno proposto pacchetti standardizzati.”

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