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Lombardia: Sviluppare nuovi modelli di cura centrati sulla persona

In Regione Lombardia sono 3,5 milioni i pazienti cronici e sono in aumento con un impegno del 75 per cento del budget. “Sono stati risparmiati in Regione Lombardia 165 milioni di euro grazie alla centrale acquisti”, ha detto l’assessore al Bilancio Massimo Garavaglia a Milano presso Regione Lombardia in un convegno in cui esperti nazionali ed europei si sono confrontati sul tema “La sanità lombarda tra medicina di precisione e gestione delle cronicità” organizzato dalla associazione Motore Sanità.

E’ emerso come la prevenzione sia una colonna portante della sanità.  Il dott. Giovanni Daverio, Direttore Generale Welfare Regione Lombardia ha evidenziato come ci sia una evoluzione del sistema socio-sanitario :” Si punta ad un riequilibrio dell’asse di cura ospedale – territorio; ad una reale integrazione tra sanitario e sociosanitario nella presa in carico della persona; a nuovi modelli per garantire la presa in carico e la continuità assistenziale delle cronicità e delle fragilità con una separazione delle funzioni (programmazione, erogazione, controllo), un superamento della frammentazione dell’organizzazione territoriale e un’incentivazione delle attività di ricerca”.

“E’ inevitabile”, ha detto il dott. Antonio Federici, Dirigente medico della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute,”avere un piano strategico con obiettivi comuni e misurabili, mirato all’equità. La medicina e la prevenzione personalizzata sono il nuovo paradigma. Si possono utilizzare conoscenze e tecnologie genomiche che permettano una stratificazione del rischio di malattia in soggetti apparentemente sani”.

La prevenzione personalizzata non si rivolge solo ad individui ad alto rischio, ma anche a quelli a basso rischio. Si devono evitare la sovra-diagnosi e il sovra-trattamento. Occorre recepire e promuovere l’innovazione. Il dott. Angelo Del Favero, Direttore dell’Istituto Superiore di Sanità e Presidente Federsanità ANCI  ha sottolineato l’importanza di fare rete e di essere efficaci sul territorio. Il nuovo modello organizzativo e l’esperienza CREG in Regione Lombardia stanno puntando su una nuova impostazione per adeguare il sistema sanitario regionale alle esigenze dei cittadini e per dare risposte a temi urgenti quali la gestione della cronicità e la sostenibilità economica. E’ stato ribadito da parte della senatrice Emilia Grazia De Biasi, Presidente della 12° Commissione permanente Igiene sanità come il Piano nazionale della prevenzione impegni le Regioni ad attuare interventi concreti. L’Italia attualmente è sesta in Europa nella classifica dei Paesi comunitari nella spesa destinata alla prevenzione. La precedono la Finlandia (5,9), Paesi Bassi e Belgio (3,2), Germania e Svezia (3,1) secondo i dati The European House – Ambrosetti - 2015. I temi discussi nella giornata sono stati in particolare: la gestione delle malattie croniche, l’importanza delle vaccinazioni, gli screening da attuare, i dati sull’antibiotico-resistenza.

L’Italia è in ritardo su morbillo e  rosolia stando ai dati OMS. Sono stati presentati in una tavola rotonda i dati CREG in Regione Lombardia ed è stato evidenziato che la sperimentazione del Cronic Related Group (CReG) può produrre  risultati positivi di giorno in giorno grazie a come è impostato il nuovo modello di gestione dei pazienti cronici presso gli studi dei medici di famiglia e al proprio domicilio.  Alla fine del 2015 erano coinvolti 5 ASL, 9 Cooperative, 514 medici di medicina generale con un totale arruolati di 88.298; mentre per fine 2016 saranno 194.298 con oltre 1008 medici di medicina di base, 19 cooperative e 10 ASL coinvolte. Ad oggi si è rilevata ad esempio una riduzione degli accessi nei pronto soccorso   e dei ricoveri nei pazienti telemonitorati (scompensati cardiaci e diabetici) rispetto ad altri pazienti della classe CReG non sottoposti a telemonitoraggio. Trai temi che hanno riscosso maggiore interesse anche i dati sullo screening neonatale per malattie metaboliche ereditarie: un diritto per tutti, con la relazione del dott. Luigi Gaetti, membro della 12°Commissione permanente Igiene e Sanità del Senato della Repubblica

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