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LINFOMA NON-HODGKIN: A GENOVA OROLOGI INDIETRO DI 2 ORE PER LA CAMPAGNA “RITORNIAMO AL FUTURO”

In Liguria un terzo della popolazione non ha mai tempo e il 40% ne vorrebbe di più per sé. Oggi il tempo è denaro ed è considerato, soprattutto in Liguria e nel Nord-Ovest, come un vero “bene di lusso”:

per avere 2 ore in più in una giornata il 46% delle persone rinuncerebbe a un’automobile (al primo posto per l’8,5% del campione), a uno smartphone di ultima generazione (3,6%) e perfino a un bel viaggio (38%), desiderio che è invece messo al primo posto nel resto del Paese[1]. Si parla proprio del valore del tempo, soprattutto per chi conosce da vicino il linfoma non-Hodgkin, nella tappa di Genova di “Ritorniamo al Futuro - Più tempo contro il linfoma” (Palazzo della Meridiana, martedì 26 maggio - ore 18, talk show a ingresso libero): la campagna informativa itinerante che, promossa dall’Associazione Nazionale Banche del Tempo con il supporto di Roche, vuole aumentare la consapevolezza della popolazione sulla forma più diffusa di linfoma, con cui oggi convivono circa 130 mila persone in Italia[2] e 3.800 in Liguria, con quasi 350 nuovi casi all’anno diagnosticati in tutta la Regione[3].  

 

“I linfomi sono una patologia oncologica importante - afferma Manlio Ferrarini, Direttore Scientifico IRCCS San Martino - IST di Genova - con un’incidenza che si colloca al quinto posto fra le patologie neoplastiche. Una campagna informativa come ‘Ritorniamo al Futuro’ è molto importante e opportuna per illustrare i continui progressi scientifici, che si traducono nella disponibilità di nuovi farmaci, capaci di offrire lunghi periodi di remissione o anche di guarigione a molti pazienti. Sono particolarmente contento che questa manifestazione si tenga a Genova. Infatti, il San Martino-IST ha una lunga tradizione sia clinica che di ricerca nel campo e Angelo Michele Carella, che ha contribuito ad organizzare questa manifestazione, è certamente uno dei protagonisti di questa attività”.

                                                          

“Oggi la mortalità del linfoma non-Hodgkin si è notevolmente ridotta - spiegaAngelo Michele Carella, Direttore di Ematologia IRCCS San Martino - IST di Genova - grazie a terapie moderne, sempre più efficaci e meno tossiche, che hanno cambiato la prognosi di questo tumore e aumentato sensibilmente il numero di guarigioni. Soprattutto nelle forme più aggressive, però, il trattamento standard prevede una chemioterapia con il protocollo CHOP o bendamustina associato all’infusione di rituximab della durata di circa 4-6 ore, con un notevole impatto sulla qualità di vita del paziente, che deve essere in ospedale per periodi prolungati a scapito della vita di relazione. Proprio grazie alla ricerca scientifica, però, è oggi disponibile la formulazione sottocutanea di un anticorpo monoclonale che, a parità di efficacia, richiede un tempo di somministrazione di pochi minuti, riducendo notevolmente le attese e il tempo che il paziente trascorre in ospedale”.


“Il linfoma non-Hodgkin è una malattia tumorale del sistema linfatico - dichiara Marco Gobbi, Professore Ordinario di Ematologia Università degli Studi di Genova - che si sviluppa per un’alterazione delle cellule contenute all’interno di organi come i linfonodi, la milza e il midollo osseo. Con un’incidenza che è notevolmente aumentata negli ultimi decenni, il linfoma non-Hodgkin rappresenta oggi il principale tumore ematologico per frequenza, il sesto nel mondo occidentale e il quinto in Europa. In particolare, l’Italia è uno dei Paesi con il più alto tasso di incidenza standardizzato per età: le stime più recenti parlano di circa 130.000 italiani e di 3.800 persone in Liguria che convivono con la malattia, con quasi 350 nuovi casi all’anno riscontrati in tutta la Regione”.

 

“Il tempo è forse oggi l’unica forma di democrazia assoluta - commenta Grazia Pratella, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Banche del Tempo - poiché il tempo è uguale per tutti. Eppure un terzo della popolazione, in Italia e in Liguria, dice di non avere mai tempo e di volerne di più per sé. Proprio da questo principio e dalla consapevolezza del valore del tempo è nata la Banca del Tempo: un istituto di credito particolare dove i correntisti si scambiano attività pagando con la moneta-tempo. Sul sito www.associazionenazionalebdt.it è possibile scambiare 2 ore del proprio tempo per sostenere la campagna di informazione ‘Ritorniamo al Futuro’, contribuendo così a sensibilizzare gli italiani sul linfoma non-Hodgkin e su come il tempo influisca direttamente sulla qualità di vita delle persone, ancor di più per i pazienti”.

 

La campagna “Ritorniamo al Futuro - Più tempo contro il linfoma” vuole spostare indietro di 2 ore le lancette degli orologi, in Liguria e in tutta Italia, per guadagnare simbolicamente un po’ di tempo: è il gestoche caratterizza il progetto e che vuole sottolineare quanto sia prezioso il tempo e quanto sia importante non sprecarlo, soprattutto per chi ha il linfoma non-Hodgkin.

 

Proprio la mancanza e l’ossessione del tempo, il desiderio di un paio di ore in più per andare al parco con i propri cari o anche semplicemente per fare una colazione senza troppa fretta sono al centro delle quasi 700 foto caricate su Instagram - il famoso social network per la condivisione delle immagini - con l’hashtag #ritorniamoalfuturo, per partecipare alla sfida fotografica promossa in collaborazione con gli Instagramers Italia. A Genova vengono presentate le prime 10 foto selezionate, ma il challenge prosegue nei prossimi mesi: gli italiani possono continuarea rappresentare con una foto il valore del tempo e che cosa significano per loro “2 ore in più”.

 

Partita a dicembre da Milano, la campagna “Ritorniamo al Futuro - Più tempo contro il linfoma” fa ora tappa a Genovae proseguirà in altre città italiane, tra cui Bologna e Bari.

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