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Le priorita' del sistema universitario pubblico. Incontro Comitato Nazionale Universitario (CNU) e Ministro Università e della Ricerca

Martedì 15 settembre il Ministro Manfredi ha ricevuto in viale Trastevere il Comitato Nazionale Universitario (CNU) per un confronto sulle priorità del sistema universitario pubblico. Il Presidente del CNU Andrea Pirni (Università di Genova), la Vice-Presidente Laura Di Renzo (Università di Roma Tor Vergata), le Coordinatrici delle Commissioni sindacale e medicina Paola Sonia Gennaro (Università di Ferrara) e Linda Vignozzi (Università di Firenze) hanno avuto modo di presentare richieste e proposte su tematiche strutturali, sindacali e inerenti l’area medica.

La delegazione del CNU ha evidenziato importanti segnali di un promettente cambio di rotta, quali l’investimento di risorse significative per il reclutamento dei giovani (RTD B) e per le borse di specializzazione medica. Il CNU auspica che ci sia presto un impegno solido e sistematico per elaborare un progetto politico di prospettiva sul ruolo dell’università pubblica in quanto infrastruttura strategica per lo sviluppo del Paese.  Il CNU, inoltre, ha riconfermato l’inscindibilità di didattica e ricerca e ha richiesto la continuità dei finanziamenti alla ricerca di base e la loro attribuzione in modalità non competitiva.

Fra le priorità da affrontare con maggior urgenza le richieste del CNU hanno riguardato:

Diritto allo studio

Semplificare il ricorso all’ISEE corrente per l’assegnazione delle borse di studio, in modo da fornire risorse agli studenti, la cui famiglia abbia subito una reale perdita di reddito nel 2020;

 

Personale docente

 

1.    Effettuare al più presto i passaggi a professore associato dei ricercatori a tempo indeterminato con ASN, con inquadramento nella classe stipendiale immediatamente superiore a quella in godimento nel ruolo di RU, in modo da poter iniziare da subito a maturare gli scatti di progressione economica; 

2.       Rendere omogenei i regolamenti di ateneo per l’attribuzione dello scatto stipendiale;

3.    Finalizzare misure per un piano straordinario relativo ai professori ordinari, a fronte, da un lato delle uscite per pensionamenti e, dall’altro dell’ampliamento significativo della fascia dei professori associati con la immissione dei RTDB già in servizio, dei nuovi RTDB 2020-23 e dei RU abilitati.  

 

Ricerca

Consolidamento del finanziamento per la ricerca di base su base non competitiva.

 

Medicina

 

a) Scuole di specializzazione:

 

1.      Computare nel monte ore dei docenti l’attività assistenziale e l’attività didattica svolta nelle scuole di specializzazione di area biomedica e sanitaria;

2.      Riportare la durata delle scuole di specializzazione a cinque anni, mantenendo all’università un ruolo centrale nell’intero percorso di formazione e prevedendo l’ultimo anno a carico del SSN;

3.      Stilare chiarimenti interpretativi riguardo alle scuole di specializzazione e al percorso formativo degli specializzandi, necessari in seguito all’approvazione dell’art. 12 del D.L. n. 35 del 30 aprile 2019 sulle assunzioni a tempo determinato degli assistenti in formazione;

4.      Garantire un trattamento economico per gli iscritti alle scuole di specializzazione indipendentemente dal titolo di laurea, superando l'attuale differenziazione di trattamento tra medici e non medici.

b) Rapporti con il sistema sanitario nazionale e medicina territoriale

1.      Definire un modello normativo unico nazionale per normare l’orario assistenziale dovuto dal docente universitario in afferenza assistenziale, in modo da garantire la piena autonomia della professionalità del medico universitario indipendente dagli orientamenti gestionali delle strutture di assistenza;

2.      Attivare una programmazione del personale docente “congiunta” tra aziende ospedaliere e università per sostenere le necessità formative delle scuole di specializzazione.

3.      Riportare la formazione dei medici di medicina generale (MMG) nell’ambito universitario; progettare percorsi di formazione comuni tra le specializzazioni di area sanitaria (per medici e non medici) tale che l'università possa fornire gli strumenti didattici e garantire i canoni formativi, fermo restando l'importante contributo formativo "sul campo" dei professionisti MMG.

Da ultimo, il CNU ha richiesto il coinvolgimento della comunità di docenti e ricercatori in un percorso partecipato di aggiornamento del ruolo della docenza universitaria in risposta alle emergenti sfide della società, anche a fronte della sperimentazione di nuovi modelli didattici e della riorganizzazione dei saperi che il CUN sta completando. Molti dei punti sollevati erano già all’attenzione del Ministro e dei tavoli di lavoro da lui stesso avviati. Su alcune soluzioni in via di definizione si è trovata sintonia di vedute e spazi per contribuire costruttivamente alle elaborazioni in corso.Il Presidente esprime soddisfazione e ringrazia il Ministro Manfredi per la disponibilità a considerare nel merito le proposte del CNU.

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