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Latte artificiale: 12 pediatri in manette. Lorenzin: "Gravita' inaudita". Rossi: "Comportamenti inaccettabili"

 

Fin dall'alba 110 carabinieri dei Nas e dell'Arma di Livorno e Pisa hanno eseguito in Toscana, Lombardia, Marche e Liguria, 18 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 12 medici pediatri, tra cui due primari ospedalieri, 5 informatori scientifici e un dirigente d'azienda nonché 26 decreti di perquisizione: per tutti l'accusa è di corruzione. Latte in polvere al posto di quello materno, ma non ce n'era bisogno.

Tra i 18 arrestati ci sono un medico livornese, un medico di Piombino, otto di Pisa, uno di Lido di Camaiore, un primario di Empoli e un primario della Spezia, entrambi residenti a Pisa). I pediatri agli arresti domiciliari hanno ambulatori a Cascina, Pontedera, Ponsacco, Pisa, Livorno, La Spezia, Empoli, Lido di Camaiore, Piombino, Capannoli, Peccioli e Volterra.

“Mi chiedo come possano  medici pediatri andare contro l’etica della professione, contro unanimi pareri scientifici e contro le indicazioni del Ministero della Salute per convincere  le mamme ad usare latte artificiale in polvere al posto di quello materno. Il tutto per guadagnare regali di lusso e viaggi gratuiti, sulla pelle di bambini appena nati -afferma il Ministro Beatrice Lorenzin-Non bastano gli aggettivi per descrivere la gravità di questo genere di azioni e ringrazio i Nas di Livorno che, in collaborazione con la Procura di Pisa,  hanno eseguito 18 arresti tra cui due primari e 10 pediatri, dopo una lunga indagine che ha avuto il suo epicentro in Toscana”. 

La truffa è stata scoperta dai Nas che hanno portato alla luce un vasto sistema di corruzione tra Livorno, Pisa, Empoli, Piombino e la Versilia. L'operazione che si è conclusa con l'arresto di 12 pediatri. Agli arresti domiciliari sono finiti anche un dirigente d'azienda e cinque informatori farmaceutici. I medici avrebbero prescritto una gran quantità di latte artificiale, su pressione delle aziende produttrici, in cambio di regali.

L'attività investigativa dei Nas di Livorno ha accertato una consolidata e diffusa pratica corruttiva che alcune note ditte di alimenti per l'infanzia praticavano per indurre numerosi pediatri a prescrivere latte artificiale ai neonati dietro elargizione di tangenti - sottoforma di costosi viaggi e crociere e regali di lusso, da tablet a smartphone e tv - ed aumentarne così le vendite.

L'esecuzione dei provvedimenti restrittivi arriva a conclusione di una lunga e complessa indagine iniziata nel 2013 e condotta dai carabinieri del Nas di Livorno, coordinati dalla Procura di Pisa, con il sostituto procuratore Giovanni Porpora titolare dell'inchiesta, nell'ambito della commercializzazione di latte artificiale per l'infanzia.

Le aziende, è stato accertato dagli investigatori, avevano architettato un complesso sistema per giustificare gli ingenti esborsi di denaro sostenuti per finanziare gli atti corruttivi: gli informatori scientifici dei noti marchi prendevano contatti con i pediatri per 'sollecitarli' a prescrivere latte artificiale ai neonati, contravvenendo così agli unanimi pareri scientifici sulla necessità di promuovere l'uso del latte materno.

Grazie, poi, alla compiacenza di alcune agenzie di viaggio che fatturavano false spese per la partecipazione dei medici a congressi e corsi di aggiornamento anche internazionali, facevano ottenere un 'buono' al singolo pediatra che lo utilizzava per pagare viaggi di piacere per sé ed i propri familiari, spesso e volentieri crociere in mete esotiche.

Nell'inchiesta, oltre ai medici pediatri di base, convenzionati con le rispettive Asl, sono finiti anche due noti primari di ospedali italiani per i quali era più facile convincere le neo mamme in dimissione ad utilizzare latte artificiale per l'alimentazione dei propri bambini. I carabinieri sono riusciti a provare un giro di mazzette per centinaia di migliaia di euro utilizzati per pagare i 'regali' ai medici (smartphone, computer, condizionatori, televisori) e viaggi in rinomate mete turistiche (Sharm el Sheik, India, Stati Uniti, Parigi, Londra, Istanbul e Crociere nel Mediterraneo e nord Europa).

 "Gli arresti dei pediatri che avrebbero ricevuto benefit pilotando le madri all'acquisto di latte artificiale di certe ditte, così come le accuse rivolte ad alcuni cardiologi di ricevere anch'essi doni e favori in cambio di determinati dispositivi medici, al di là degli sviluppi giudiziari, che ci auguriamo siano tempestivi, rivelano un quadro di comportamenti inaccettabili e denunciano un costume civile e morale che deve essere censurato, contrastato e cambiato". Il presidente Enrico Rossi interviene sulla vicenda dei pediatri arrestati per corruzione e comparaggio perché avrebbero indotto le mamme a utilizzare latte artificiale di note ditte invece del latte materno. 

"Ci aspettiamo - prosegue Rossi - che ognuno faccia la sua parte: i direttori generali delle Asl prendendo provvedimenti adeguati, e altrettanto ci aspettiamo anche da parte degli ordini progfessionali. I cittadini, soprattutto la parte più debole e sofferente e i giovani, aspettano provvedimenti adeguati, propozionati e in tempi brevi. Senza dover necessariamente aspettare gli esiti dei procedimenti giudiziari. In conclusione, da queste vicende emerge è vero un quadro sconfortante, ma proprio per questo, senza scadere nel giustizialismo e nel moralismo, chiedo che vengano assunti provvedimenti amministrativi e precise sanzioni basate sul rispetto della legge e sui poteri attribuiti alla pubblica amministrazione".  
 

Anche l'assessore al diritto alla salute Luigi Marroni fa sentire la sua voce: "Sarà la magistratura a occuparsi della vicenda giudiziaria che vede coinvolti pediatri toscani. Noi diamo la nostra piena collaborazione e seguiamo con grande attenzione lo sviluppo delle indagini. Per quanto ci riguarda, avvieremo indagini interne per verificare i comportamenti organizzativi. Siamo molto dispiaciuti, perché vicende come questa, se confermate, rischiano di vanificare il grande lavoro fatto negli anni dalla Regione Toscana per promuovere l'allattamento al seno. La Toscana ha posto l'allattamento materno tra le proprie strategie prioritarie e vuole continuare a sostenerlo. Rinnovo dunque l'invito a tutte le mamme ad allattare al seno i propri bambini".

La Regione Toscana per l'allattamento materno

Marroni ricorda anche quanto ha fatto la Regione per promuovere l'allattamento al seno: progetti speciali, la creazione della rete toscana di "Ospedali Amici dei Bambini", l'approvazione di una delibera per bandire da tutti i punti nascita i campioni di latte artificiale regalati dalle ditte, la costituzione di un Osservatorio regionale dedicato proprio al coordinamento e alla promozione dell'allattamento al seno nei punti nascita e nel territorio della Toscana.

Tra le iniziative messe in campo dalla Regione, la distribuzione alle neomamme in tutti i punti nascita di una valigetta che contiene un cd con ninnenanne e musica adatta ai piccolissimi, l'opuscolo "Naturalmente mamma", con tutti i consigli pratici su come avviare e proseguire l'allattamento al seno, un body di cotone con il disegno di come mettere a dormire il neonato per una "nanna sicura", dépliant informativi per il corretto utilizzo dei servizi. I testi sono tradotti nelle lingue più rappresentate in Toscana: cinese, albanese, inglese, francese, spagnolo, arabo e rumeno.

"Anche questa delle valigette - commenta l'assessore - è un'iniziativa che testimonia la grande attenzione e sensibilità che la Toscana ha sempre avuto verso il tema della nascita. Quanto all'allattamento, sono tanti gli studi che hanno dimostrato che per i bambini nutriti con latte materno diminuisce la possiiblità di contrarre malattie come diabete giovanile e obesità. Vantaggi che si traducono inevitabilmente anche in un risparmio enorme per la sanità pubblica e la società intera. In Toscana vogliamo dare questa opportunità di salute al maggior numero di bambini possibile, garantendo qualità e sicurezza. Per questo da oltre 40 anni abbiamo in Toscana la Banca del latte, che fornisce latte materno alle mamme che non possono allattare".

 

rresti domiciliari nei confronti di 12 medici pediatri, tra cui due primari ospedalieri, 5 informatori scientifici e un dirigente d'azienda nonché 26 decreti di perquisizione: per tutti l'accusa è di corruzione. Latte in polvere al posto di quello materno, ma non ce n'era bisogno.

Tra i 18 arrestati ci sono un medico livornese, un medico di Piombino, otto di Pisa, uno di Lido di Camaiore, un primario di Empoli e un primario della Spezia, entrambi residenti a Pisa). I pediatri agli arresti domiciliari hanno ambulatori a Cascina, Pontedera, Ponsacco, Pisa, Livorno, La Spezia, Empoli, Lido di Camaiore, Piombino, Capannoli, Peccioli e Volterra.

“Mi chiedo come possano medici pediatri andare contro l’etica della professione, contro unanimi pareri scientifici e contro le indicazioni del Ministero della Salute per convincere  le mamme ad usare latte artificiale in polvere al posto di quello materno. Il tutto per guadagnare regali di lusso e viaggi gratuiti, sulla pelle di bambini appena nati -afferma il Ministro Beatrice Lorenzin-Non bastano gli aggettivi per descrivere la gravità di questo genere di azioni e ringrazio i Nas di Livorno che, in collaborazione con la Procura di Pisa,  hanno eseguito 18 arresti tra cui due primari e 10 pediatri, dopo una lunga indagine che ha avuto il suo epicentro in Toscana”. 

La truffa è stata scoperta dai Nas che hanno portato alla luce un vasto sistema di corruzione tra Livorno, Pisa, Empoli, Piombino e la Versilia. L'operazione che si è conclusa con l'arresto di 12 pediatri. Agli arresti domiciliari sono finiti anche un dirigente d'azienda e cinque informatori farmaceutici. I medici avrebbero prescritto una gran quantità di latte artificiale, su pressione delle aziende produttrici, in cambio di regali.

L'attività investigativa dei Nas di Livorno ha accertato una consolidata e diffusa pratica corruttiva che alcune note ditte di alimenti per l'infanzia praticavano per indurre numerosi pediatri a prescrivere latte artificiale ai neonati dietro elargizione di tangenti - sottoforma di costosi viaggi e crociere e regali di lusso, da tablet a smartphone e tv - ed aumentarne così le vendite.

L'esecuzione dei provvedimenti restrittivi arriva a conclusione di una lunga e complessa indagine iniziata nel 2013 e condotta dai carabinieri del Nas di Livorno, coordinati dalla Procura di Pisa, con il sostituto procuratore Giovanni Porpora titolare dell'inchiesta, nell'ambito della commercializzazione di latte artificiale per l'infanzia.

Le aziende, è stato accertato dagli investigatori, avevano architettato un complesso sistema per giustificare gli ingenti esborsi di denaro sostenuti per finanziare gli atti corruttivi: gli informatori scientifici dei noti marchi prendevano contatti con i pediatri per 'sollecitarli' a prescrivere latte artificiale ai neonati, contravvenendo così agli unanimi pareri scientifici sulla necessità di promuovere l'uso del latte materno.

Grazie, poi, alla compiacenza di alcune agenzie di viaggio che fatturavano false spese per la partecipazione dei medici a congressi e corsi di aggiornamento anche internazionali, facevano ottenere un 'buono' al singolo pediatra che lo utilizzava per pagare viaggi di piacere per sé ed i propri familiari, spesso e volentieri crociere in mete esotiche.

Nell'inchiesta, oltre ai medici pediatri di base, convenzionati con le rispettive Asl, sono finiti anche due noti primari di ospedali italiani per i quali era più facile convincere le neo mamme in dimissione ad utilizzare latte artificiale per l'alimentazione dei propri bambini. I carabinieri sono riusciti a provare un giro di mazzette per centinaia di migliaia di euro utilizzati per pagare i 'regali' ai medici (smartphone, computer, condizionatori, televisori) e viaggi in rinomate mete turistiche (Sharm el Sheik, India, Stati Uniti, Parigi, Londra, Istanbul e Crociere nel Mediterraneo e nord Europa).

 

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