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La Svizzera promuove il rafforzamento dei diritti delle donne al Consiglio di sicurezza dell’ONU

Oggi a New York il Consiglio di sicurezza dell’ONU discute delle possibili soluzioni per migliorare la collaborazione in materia di donne, pace e sicurezza tra lo stesso Consiglio di sicurezza e il Comitato per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, con sede a Ginevra. La discussione è frutto di un’iniziativa della Svizzera, che considera prioritario il rafforzamento dei diritti delle donne e intende intensificare la cooperazione tra le istituzioni della Ginevra internazionale e quelle presenti a New York.

Nel quadro di un incontro organizzato con la cosiddetta «formula Arria», ossia una riunione informale del Consiglio di sicurezza, oggi è in programma una discussione sul rafforzamento della collaborazione per attuare la risoluzione1325 del Consiglio di sicurezza dell’ONU dal titolo «Donne, pace e sicurezza». La risoluzione 1325 è la prima a menzionare espressamente le ripercussioni dei conflitti armati su donne e ragazze e a chiedere una maggiore partecipazione delle donne alla promozione della pace e all’elaborazione dei conflitti.  

La discussione odierna al Consiglio di sicurezza dell’ONU è frutto di un’iniziativa della Svizzera che mira a favorire una maggiore collaborazione tra il Comitato per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (Comitato CEDAW), con sede a Ginevra, e il Consiglio di sicurezza a New York.

La Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) conta 189 Stati parte, che devono presentare rapporti periodici sulla sua attuazione a livello nazionale. Il Comitato CEDAW, incaricato di attuare la Convenzione e di vigilare sulla sua applicazione, ha formulato una raccomandazione sulle donne nella prevenzione dei conflitti e nelle situazioni di conflitto e post-conflitto che tocca anche la questione di una migliore attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell’ONU negli Stati parte. Si raccomanda in particolare un maggior coinvolgimento delle donne nei processi di mediazione, nella prevenzione dell’estremismo violento e nel controllo delle armi di piccolo calibro. Le possibili soluzioni per migliorare la collaborazione nell’attuazione della risoluzione 1325 vengono discusse oggi nell’ambito dell’incontro tra i membri del Consiglio di sicurezza e rappresentanti del Comitato CEDAW e della società civile.  

Impiego della Svizzera per la pace e la sicurezza

L’impegno a favore della pace e della sicurezza è una delle priorità della strategia di politica estera della Svizzera 2016-2019 e, come stabilito anche nella Strategia diritti dell’uomo del DFAE, la Svizzera attribuisce una particolare importanza alla tutela, alla promozione e alla realizzazione dei diritti delle donne.

La Svizzera si adopera sia a livello nazionale sia sul piano internazionale per accelerare l’attuazione della risoluzione 1325. A livello interno porta avanti tale impegno con un apposito piano d’azione, mentre nel contesto internazionale promuove l’attuazione di questo importante strumento ad esempio nel quadro del Consiglio dei diritti umani dell’ONU o della cooperazione allo sviluppo. Dal 2012 a oggi la Svizzera ha già elaborato diverse soluzioni per migliorare la collaborazione tra i membri del Consiglio di sicurezza e il Comitato CEDAW nel settore in questione. La possibilità di organizzare una riunione con la «formula Arria» rappresenta un importante traguardo di questo pluriennale impegno a favore dei diritti delle donne e sottolinea la rilevanza di Ginevra come sede di importanti organi dei trattati dell’ONU. 

 

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