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La robotica diventa soft e presenta i nuovi progetti per “accarezzare” gli alimenti e far esercitare i medici,

Le nuove frontiere della ricerca in robotica e in biorobotica sono morbide e, fino al 17 aprile, l’Italia (la città toscana di Livorno in particolare) si candida a diventarne la capitale internazionale grazie alla “Soft robotics week”, settimana ricca di eventi scientifici e culturali internazionali, dedicati alla robotica “soft”, durante la quale avvenimenti di carattere scientifico di alterneranno a “Summer School” per studenti di dottorato.

   La “Soft robotics week” arriva in Italia grazie all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con il supporto del Comune di Livorno. Sul lungomare labronico, allo “Scoglio della Regina” si trova il laboratorio del Sant’Anna dove la “soft robotics” ha iniziato a svilupparsi, a livello internazionale, grazie ai progetti di ricerca finanziati dalla Commissione Europea e dalla Fondazione Livorno, rispettivamente “Octopus” e “Poseidrone”, i primi esempi di robot “morbidi”, ispirati dalla destrezza e dall’agilità dei tentacoli del polpo, la prima “creatura marina” a essere replicata come robot. “Octopus”, il robot polpo, e “Poseidrone”, il drone sottomarinodai tentacoli agili e sinuosi, sono stati coordinati da Cecilia Laschi, ordinario di bioingegneria alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e accreditata come una delle maggiori esperte a livello internazionale in “robotica soft”, nonché organizzatrice della “Soft robotics Week”. Ai primi progetti di “robotica morbida” se ne sono aggiunti altri, che saranno presentati in anteprima durante la “Soft Robotics Week”. Nuovi robot e prototipi saranno esposti al Grand Hotel Palazzo (una delle location, con il laboratorio dell’ateneo pisano allo “Scoglio della Regina”) insieme a video che documenteranno i più recenti risultati della ricerca, proprio mentre “Octopus”, il “polpo robot” si prepara a rappresentare la Toscana ad Expò 2015. 

  Come eventi più rilevanti, si segnalano il meeting plenario annuale di “RoboSoft”, la “Coordination Action” finanziata dall’Unione Europea nel prestigioso programma “Fet Open”, “Fet” è acronimo di “Future and Emerging Technologies2, in programma il 15 e il 16 aprile; la scuola per studenti di dottorato dedicata alle “Applicazioni e frontiere per la Soft Robotics”, che si concluderà proprio il 17 aprile, co-organizzata da “RoboSoft” e da “SMART-E”, programma internazionale di dottorato, finanziato dall’Unione Europea nel programma “Marie-Curie”. Gli artefici di questi eventi saranno i membri della comunità scientifica mondiale della soft robotics. Sul legame tra “soft robotics” e animazione interverranno Paul Beardsley and Moritz Bächer della Disney Research, di Zurigo.

 

  Tra i più recenti risultati della robotica soft “made in Italy”, si segnalano quelli raggiunti da alcuni progetti coordinati dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. “Fastt” è un soft robot quadrupede, che sfrutta la morfologia del corpo e delle zampe “morbide” per camminare  in maniera effica su ogni tipo di terreno, adattandosi attraverso cambiamenti morfologici. Il progetto è stato sviluppato da allievi Ph.D. della Scuola Superiore Sant’Anna. Anche il “soft gripper” è stato ideato da allievi Ph.D. del Sant’Anna, si tratta di una “pinza” soft, in cui le proprietà meccaniche progettate permettono prese stabili e adattabili all'oggetto. Le applicazioni di questa “pinza soft” sono potenzialmente ampie e trasferibili perfino all’industria alimentare. Una pinza del genere, ad esempio, potrebbe rivelarsi utile per maneggiare la frutta o altri prodotti “morbidi” e deperibili.

 

  La “robotica morbida” si apre anche ad applicazioni chirurgiche, come dimostra il progetto “Stiff-flop” (acronimo di STIFFness controllable Flexible and Learn-able Manipulator for surgical OPerations), al cui interno il ricercatore Matteo Cianchetti e la prof.ssa Arianna Menciassi, entrambi del Sant’Anna, hanno realizzato un “endoscopio a rigidezza variabile”. Ampi i campi di applicazione, ad esempio per far “esercitare” in tutta sicurezza i medici, simulando la “morbidezza” di parti del corpo umano come la laringe.

 

  “Leader ed esperti di tutto il mondo – sottolinea Cecilia Laschi - discuteranno in sessioni plenarie e con lavori di gruppo le maggiori sfide scientifiche e tecnologiche e le applicazioni per il futuro della ‘soft robotics’, per fornire anche indicazioni alla Commissione Europea. Protagonisti saranno anche e soprattutto gli studenti che partecipano alla scuola di dottorato – prosegue Cecilia Laschi – i quali impareranno le principali tecnologie della ‘soft robotics’ e allo ‘Scoglio della Regina’ costruiranno i loro primi robot soft, per la gara conclusiva che si terrà il 17 al Grand Hotel Palazzo. Giovani ricercatori e studenti, attraverso le lezioni frontali e pratiche, e partecipando alle discussioni con gli stessi leader, avranno l’opportunità di essere formati come la nuova generazione di robotici. La ‘Soft Robotics Week’ – conclude la ricercatrice - porta l’Italia e Livorno al centro del palcoscenico della robotica mondiale, guardando al futuro della soft robotics come strumento di innovazione e sviluppo.

 

  Il programma dettagliato della “Soft Robotics Week” è disponibile su http://www.robosoftca.eu/information/events/soft-robotics-week .

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