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LA CARDIOLOGIA ITALIANA, UNA DISCIPLINA SEMPRE PIU’ INNOVATIVA

Dove sta andando la cardiologia italiana? Quali saranno le malattie del prossimo futuro? Come possiamo mantenere il nostro cuore in salute? Queste, alcune delle questioni su cui la XXXIII° del Congresso “Conoscere e Curare il Cuore” focalizzera? la propria attenzione.

Come ogni anno l’evento e? organizzato dal Centro Lotta contro l’Infarto – Fondazione Onlus a Firenze dall’11 al 13 marzo.

L’edizione 2016 e? ancora piu? ricca di spunti di riflessione. A cominciare con l’approfondimento sul futuro e sulle performances della cardiologia italiana. Essa e? ora in grado di individuare in anticipo e con apprezzabile certezza il manifestarsi di eventi cardiaci, grazie alle innovative tecniche di imaging applicate allo studio dell’aterosclerosi.

L’aterosclerosi predice gli eventi cardiaci. Ed ora ne abbiamo tutta la certezza commenta Francesco Prati, Presidente della Fondazione “Centro Lotta contro l’InfartoGrazie alla tecnica dell’OCT nella indagine sull’aterosclerosi infatti si e? in grado di predire il rischio di re - infarto o morte cardiaca in pazienti che hanno gia? avuto eventi cardiovascolari. I risultati dello Studio Clima sono estremamente confortanti. Lo studio prospettico, condotto su 500 pazienti e 786 placche aterosclerotiche, ha evidenziato importanti eventi cardiovascolari in 17 soggetti, colpiti da morte cardiaca o infarto miocardico ad un follow up di 12 mesi. I dati indicano che una valutazione attenta dell’aterosclerosi coronarica con l’OCT, ed in particolare la ricerca dei soggetti con placche aterosclerotiche a rischio, permette di individuare i pazienti con un rischio di morte o infarto 24 volte superiore rispetto ai pazienti che non presentano placche a rischio. Grazie a questa tecnica siamo quindi diventati molto piu? precisi nella capacita? di predire gli eventi cardiaci in pazienti che mostrano determinate caratteristiche di rischio”.

La cardiologia ha inoltre compiuto un grande salto di qualita? nella messa a punto di processi di diagnosi di precisione sempre piu? raffinati. E’ infatti in grado costruire strategie di trattamento mirate sui bisogni di cura individuali, determinati dalle caratteristiche genomiche della persona. E’ questo il futuro: la “precision and personalised medicine”.

“Grazie al completamento del sequenziamento umano – conferma Eloisa Arbustini, Centre for Inherited Cardiovascular Diseases – IRCCS, Foundation - e la disponibilita? dei nuovi strumenti della biotecnologia, la caratterizzazione molecolare delle malattie a livello individuale e? ora possibile e sostenibile. In questo senso, la “recision medicine” intende identificare la precisa eziologia e target per ciascuna patologia con l’obiettivo di sviluppare trattamenti specifici relativi, tailorizzati su profili biomolecolari individuali. E questa e? la medicina personalizzata. I due termini spesso sono utilizzati in modo intercambiabile e/o combina. Precision and personalized medicine: un sogno che diventa realta?”. In un prossimo futuro ciascuno di noi sara? curato in base ad aspetti individuali: sintomi, indagini, ed infine al proprio corredo genetico”.

Un altro aspetto rilevante del Congresso e? relativo alla cardiologia interventistica, che sta dimostrando in questo momento una grande vitalita?: la ricerca scientifica e tecnologica infatti ha messo a punto nuovi approcci meno invasivi per il paziente che soffre di insufficienza tricuspidale. L’Insufficienza Tricuspidale (IT) di tipo funzionale e? la piu? frequente forma di patologia della valvola tricuspide nei paesi occidentali. Ad oggi si stima che la prevalenza dell’IT di grado moderato-severo sia estremamente elevata, interessando ad esermpio circa 1.6 milioni di pazienti negli Stati Uniti. Tuttavia, solo una piccola quota di questi pazienti viene trattata, nonostante sia ben nota la forte associazione tra insufficienza tricuspidale e mortalita?, a causa dell’alto rischio di questo tipo di intervento. L’approccio percutaneo, quindi attraverso catetere, rappresenta l’ultimo livello di innovazione per la cura di una patologia cosi? grave e mortale.

L’approccio percutaneo sta prendendo il sopravvento sulla chirurgia tradizionale. Il trattamento delle malattie arteriose periferiche e? una nuova importante frontiera e si prevede un aumento degli interventi periferici dell’8% all’anno nei prossimi 4 anni.

Il Congresso rappresenta un’occasione per fare il punto e comprendere quali saranno le malattie emergenti per le societa? del prossimo futuro. I piu? recenti studi confermano che in crescita sono ad esempio le cardiopatie congenite, le apnee notturne e le cardiomiopatie da stress, queste ultime prevalentemente femminili. 

I pazienti adulti con cardiopatia congenita – conferma Giancarlo Piovaccari, Cardiologia Ospedale Infermi, Rimini – e? un target di pazienti che ha bisogno di un management e terapie assolutamente dedicati e mirati che permetta loro di affrontare le diverse fasi della vita: la gravidanza, oppure un’attivita? sportiva moderata. Questo e? un problema di presa in carico che inizia a profilarsi ora. Infatti il prolungamento della sopravvivenza media e? il risultato piu? evidente nei pazienti affetti da cardiopatie congenite complesse e maggiormente nella popolazione adulta (+85%) rispetto a quella in eta? infantile (+22%). Nonostante questi progressi, il tasso di mortalita? di questi pazienti di eta? compresa tra 20 e 70 anni puo? essere da 2 a 7 volte superiore rispetto alla popolazione di pari eta?. Si puo? stimare che fra il 2005 ed il 2031, la popolazione di cardiopatici congeniti adulti residente in Italia incrementera? di 93.977 soggetti, supponendo pertanto che nell’arco dei prossimi 15 anni la prevalenza risultera? raddoppiata”.

I disturbi del respiro durante il sonno, le cosiddette apnee notturne, invece (SDB: Sleep Disordered Breathing) rappresentano una comorbilita? tra le piu? frequenti nei pazienti con scompenso cardiaco, ma sono anche correlati sia sul piano epidemiologico, che fisiopatologico alla cardiopatia ischemica, all’ipertensione arteriosa, alla sindrome metabolica, al diabete mellito, alla fibrillazione atriale, alla morte improvvisa e all’ictus. La prevalenza delle apnee notturne e? in progressivo

aumento, in relazione alla crescente diffusione dell’obesita?. I sintomi e i segni clinici comprendono, per la notte: apnee notturne testimoniate; russamento rumoroso, frequente e intermittente; bocca asciutta e sete notturna; diuresi notturna; soffocamento e dispnea; sonno disturbato; sudorazione; congestione nasale prevalentemente notturna; storia familiare di russamento e apnee nel sonno; per il giorno: spiccata sonnolenza, stanchezza, difficolta? di concentrazione, faringodinia di mattina, cefalea nelle ore della mattina. Il profilo del paziente: sesso maschile, donne post-menopausa; eccesso ponderale, obesita? centrale (BMI >30 kg/mq, circonferenza del collo superiore a 43 cm nei maschi e 41 nelle femmine); storia di cardiopatia ischemica, ictus o scompenso cardiaco; anomalie anatomiche delle vie aeree superiori.

La miocardiopatia da stress e? una condizione clinica complessa osservata con maggiore prevalenza nel genere femminile, che spesso determina una sindrome da insufficienza ventricolare sinistra acuta. Un recente studio clinico evidenzia che la cardiomiopatia da stress e la sindrome coronarica acuta hanno di fatto un rischio clinico sovrapponibile nello sviluppare complicanze maggiori, paragonato per eta? e sesso persino con un uguale tasso di mortalita? intraospedaliera. Sono state descritte alcune temibili complicanze della cardiomiopatia da stress. Lo scompenso cardiaco si sviluppa acutamente nella prima fase della malattia ed e? responsabile di potenziali e pericolose complicanze che potrebbero anche essere fatali. In particolare, lo shock cardiogeno e? presente nel 6.5% dei casi, cosi? come forme avanzate di scompenso cardiaco di tipo congestizio sono descritte nel 3.8%, le aritmie complesse nell’1.6%, la transitoria ostruzione al tratto di efflusso ventricolare sinistro nel 20-25%, la fibrillazione atriale nel 10-26% e la morte improvvisa nel 3.2% dei casi. L’incidenza di gravi complicanze che accompagnano la malattia risulta oggi sottostimata, al punto da farci dubitare sulla sua benignita?. Del resto, i tassi di mortalita? per anno sono pari al 5.6%: si tratta di dati che fanno riflettere, perche? paragonabili a quelli dell’infarto del miocardio.

Nuove patologie sempre piu? rilevanti epidemiologicamente, nuovi farmaci. Come ad esempio quelli per abbassare la colesterolemia e ridurre gli eventi cardioascolari. La classe di nuovi farmaci ipocolesterolemizzanti piu? promettente ed in fase avanzata di studio sull’uomo e? rappresentata dagli anticorpi monoclonali contro la proteina PCSK9 (Proproteina Convertasi Subtilisin/Kexin tipo 9). La proteina PCSK9 e? essenziale nel determinare il destino biologico del recettore del colesterolo cattivo, determinante fattore di rischio di eventi cardiovascolari. Esiste infatti la necessita? clinica di nuovi farmaci per la gestione delle ipercolesterolemie severe nell’ambito del rischio cardiovascolare perche? esistono pazienti con difetti genetici del metabolismo del colesterolo. Per tutti questi soggetti, che rappresentano tradizionalmente una quota rilevante della percentuale di insuccesso terapeutico delle statine, gli inibitori di PCSK9 che sono in grado di agire tramite meccanismi d’azione diversi rispetto a quelli delle statine.

Quanto a nuovi farmaci, recenti studi classificano lo sport proprio come un farmaco, grazie ai risultati comparabili con quelli determinati dalle cure farmacologiche. Di conseguenza, negli ultimi decenni si e? assistito ad una rivoluzione culturale tant’e? che una regolare attivita? fisica “moderata” viene ora prescritta non solo per la prevenzione della cardiopatia ischemica ma anche come componente fondamentale della terapia dopo infarto miocardico, angioplastica, by-pass aorto- coronarico e addirittura scompenso cardiaco stabile

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