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JAMA Oncology: partecipazione ai trial clinici e livello di reddito negli USA

I pazienti oncologici a basso reddito sono molto meno propensi a partecipare agli studi clinici rispetto a quelli più abbienti, secondo uno studio statunitense pubblicato su JAMA Oncology.

Joseph M. Unger, del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle e colleghi hanno utilizzato i dati di un sondaggio realizzato su pazienti adulti con nuove diagnosi di cancro (mammella, polmone e del colon-retto). Tutti i pazienti sono stati arruolati prima che venisse presa una decisione in merito al trattamento e quindi seguiti per sei mesi per valutare se avessero partecipato o meno ad uno studio clinico.

Dei 1.581 pazienti ammissibili, 1.262 (l’80 per cento) i cui dati sul reddito annuale erano disponibili, sono stati coinvolti nell’analisi. Il campione ha incluso persone prevalentemente di età inferiore ai 65 anni, di sesso femminile e non afroamericane.

Tenendo in conto queste caratteristiche e altre, come la distanza rispetto ai luoghi in cui veniva effettuato il trattamento oltre ad aspetti specifici della loro diagnosi, per i pazienti con reddito familiare inferiore ai 50.000 dollari l'anno è stato evidenziato un 32 per cento in meno di probabilità di arruolamento negli studi rispetto a quelli con un reddito superiore.

Questo divario si è dimostrato ancora più ampio nel caso dei pazienti con reddito familiare inferiore ai 20.000 dollari annuali, che, secondo gli autori, presentavano il 75 per cento in meno di probabilità di aderire a trial clinici oncologici rispetto a pazienti con un migliore status socio-economico.

L’arruolamento nei trial clinici, hanno osservato gli autori, faceva registrare un calo direttamente proporzionale alla diminuzione del reddito familiare annuo, passando dalla fascia “50.000 dollari annui” a quella compresa tra i 20.000 e i 49.999 dollari, sino a quella “meno di 20.000 dollari annui” (17% vs 13% vs 11%, rispettivamente; OR 0,75; 95% CI, 0,58-0,96; P = .02). I pazienti a basso reddito sono risultati essere costantemente meno propensi a partecipare alle sperimentazioni cliniche.

"I pazienti a basso reddito sono probabilmente più sensibili per quanto riguarda il costo delle cure connesse alla sperimentazione clinica, compresi i costi diretti come la compartecipazione alle spese, o costi indiretti o addirittura nascosti come la necessità di assentarsi dal lavoro per effettuare delle visite" ha affermato Joseph Unger, biostatistico presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center.

Nelle conclusioni gli autori hanno voluto sintetizzare la rilevanza dello studio evidenziando come “l'identificazione del livello di reddito del paziente come predittore indipendente della partecipazione alla sperimentazione è importante per diverse ragioni. Se il reddito è associato con lo stato di salute, di conseguenza migliorare la rappresentatività dei pazienti a basso reddito all’interno degli studi migliorerebbe la possibilità di generalizzare i risultati”.

“Inoltre” concludono gli autori “una maggiore partecipazione di pazienti a basso reddito consentirebbe di effettuare più rapidamente i trials, accelerando lo sviluppo di nuovi trattamenti. Fondamentalmente, dal momento che i trattamenti in sperimentazione clinica rappresentano i trattamenti disponibili più recenti, l'accesso a questa risorsa vitale dovrebbe essere disponibile per gli individui appartenenti a tutte le fasce di reddito".

Leggi lo studio su JAMA Oncology

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