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Ischemia e infarto, i nuovi test per prevenire il rischio. Simposio a Roma

L’ischemia cardiaca e il conseguente infarto rappresentano la principale causa di morte nel mondo. Negli ultimi decenni i progressi della scienza hanno consentito di ridurre la mortalità cardiovascolare, ma si può fare ancora molto per il futuro.

È con questi presupposti che a Roma dal 5 al 7 luglio 2017 di svolge in simposio internazionale dal titolo “Ischemic heart disease: the main cause of morbidity and mortality worldwide. What can we improve?” organizzato dal Dipartimento di Cardiologia dell’Ospedale A. Gemelli-Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.

«Ricercatori e cardiologi di fama internazionale e provenienti da tutto il mondo affronteranno diversi temi, a iniziare dai recenti progressi per diagnosticare tempestivamente i problemi cardiaci» spiega Filippo Crea, Direttore dell’Istituto di Cardiologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Presidente del simposio. «Si parlerà, tra l’altro, delle nuove tecniche di imaging non invasive per individuare le placche trombotiche che possono provocare l’infarto, ma anche delle indagini sull'RNA (l’acido nucleico coinvolto nei processi di codifica, decodifica, regolazione ed espressione dei geni) presente nel sangue per individuare malattie coronariche in pazienti con angina. E ancora, parleremo delle disfunzioni del microcircolo coronarico, i vasi sanguigni più piccoli che non sono visibili alla coronarografia e che scorrono all’interno della parete del cuore stesso. Disfunzioni che spesso non sono visibili alla coronarografia ma che possono precedere la malattia coronarica “classica”». Sono questi alcuni tra i temi in discussione durante tre giorni di relazioni, letture e tavole rotonde. Sede del simposio è Villa Aurelia, Largo di Porta S. Pancrazio 2 a Roma.

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