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Invecchiamento, progetto SPRINTT: l' Italia guida il primo studio europeo per contrastare la fragilita' fisica. 49 milioni € di finanziamento

Prof. Roberto Bernabei

Combattere la non autosufficienza e la disabilità, contrastando la fragilità fisica, che che dell’invecchiamento è il primo campanello di allarme.

E’ l’obiettivo del progetto SPRINTT (Sarcopenia and Physical fRailty IN older people: multi-componenT Treatment strategies), disegnato da un gruppo di ricercatori europei a guida italiana, che si è aggiudicato un finanziamento di 49 milioni di euro, stanziati dall’IMI (Innovative Medicines Initiative), la partnership pubblico-privato promossa dalla Direzione Generale ‘Ricerca’ della Commissione Europea in collaborazione con la Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche (Efpia). Elemento centrale di questo grande progetto europeo è un trial clinico randomizzato controllato di Fase III, con al centro tre punti chiave : esercizio fisico, adeguata nutrizione, ausili tecnologici.

Ben 1.500 over70 europei, definibili “fragili” mediante appositi test, saranno divisi in due gruppi. Il primo gruppo, di 750 soggetti, sarà trattato con 45 minuti di esercizio fisico specifico tre volte a settimana, con una valutazione mensile dello stato nutrizionale e con il monitoraggio continuo, garantito da uno speciale orologio da polso, che registra l’attività fisica giornaliera e le eventuali cadute. I restati 750 ultrasettantenni saranno il “gruppo di controllo”, e avranno consigli ripetuti sul corretto stile di vita, mentre saranno semplicemente suggeriti alcuni esercizi per la mobilità degli arti superiori. Nell’arco di due anni, i ricercatori misureranno con precisione l’evoluzione delle condizioni fisiche dei due gruppi, valutandone le capacità di camminare e di spostarsi autonomamente, di non cadere, di non ammalarsi frequentemente e di non essere ricoverati presso strutture sanitarie o assistenziali in genere. Le metodologie utilizzate e i risultati clinici saranno presentati all’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) al fine di ottenere un parere regolatorio.

L’identificazione di un trattamento per la fragilità fisica e per la sua base biologica, sarcopenia o perdita di massa muscolare, è imprescindibile per ritardare o prevenire il suo effetto più temibile: la disabilità motoria. La fotografia tipica della vecchiaia è veder una persona rallentare nel suo incedere, avere necessità di accompagnarsi a qualcuno per camminare, appoggiarsi ogni tanto. La capacità di camminare alla consueta velocità e senza assistenza, fondamentale per una vita indipendente, è spesso la prima abilità che si perde con la senescenza. «Attraverso il progetto SPRINTT, per la prima volta e con un finanziamento così cospicuo, l’Europa scommette sulle concrete possibilità della scienza di contrastare la conseguenza principale e più impattante dell’invecchiamento, e di garantire agli anziani più autonomia e una qualità di vita superiore», afferma il prof. Roberto Bernabei, direttore del dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nonché responsabile della Managing Entity di SPRINTT, presentato oggi a Roma.

«Il progetto rappresenta un cambio di paradigma –aggiunge l’esperto- perchè non cerchiamo di trattare le patologie di anziani già malati ma puntiamo a prendere in carico, in senso forte, persone fragili, che si avviano alla terza età. Testiamo quindi con loro un approccio multicomponente, che garantisca il mantenimento di un vigore fisico sufficiente a rimanere autonomi e indipendenti. C’è poi l’orgoglio per un grande successo della ricerca italiana. Il progetto SPRINTT coinvolge oltre 80 ricercatori di 11 Paesi europei, ed è guidato dal gruppo italiano dell’Università Cattolica, da me diretto in collaborazione con Susanna Del Signore di Sanofi Aventis, che insieme a GSK, Novartis, Eli-Lilly e Servier costituisce il pilastro privato di questa impresa».

“La fragilità fisica legata alla sarcopenia è una condizione geriatrica per eccellenza, cioè specificamente legata all’invecchiamento : «Grazie a un consorzio pubblico-privato come SPRINTT è possibile realizzare  in Europa uno studio clinico a lungo termine per le persone anziane che ne soffrono –conclude Susanna Del Signore, Ass. Vice-President Global Regulatory Affairs di Sanofi R&D- Ci aspettiamo inoltre una  discussione costruttiva con gli enti regolatori, durante e alla fine di questo programma, che apra la strada a trattamenti farmacologici innovativi».

ANTONIO CAPERNA

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