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Indagine contraccezione: le 'millennial' fanno le stesse scelte delle mamme 'baby boomer'

Una nuova ricerca di mercato internazionale “Women and contraception: From baby boomers to millennials – has anything really changed?” è stata commissionata da Bayer per confrontare le aspirazioni, lo stile di vita e le scelte contraccettive delle millennial (di età compresa fra i 21 e i 29 anni) con gli stessi parametri delle loro madri, le baby boomer (oggi fra i 50 e i 65 anni), alla stessa età. 

L’obiettivo era valutare quanto fosse realmente cambiata la situazione fra le due generazioni. Il sondaggio, in Italia realizzato tra novembre 2016 e gennaio 2017, ha rivelato che, nonostante i notevoli progressi compiuti nel mondo della contraccezione femminile rispetto agli ultimi decenni, la “pillola” rimane il contraccettivo più conosciuto tra le ragazze di età compresa fra i 20 e i 29 anni, insieme al profilattico che è utilizzato solo dal 22% di esse. Oltre la metà delle millennial riporta inoltre che il preservativo è il metodo contraccettivo di cui si parla di più, seguito dalla pillola. 

Secondo i dati raccolti, ciò è da imputare alla carenza di informazioni sull’ampia gamma di opzioni contraccettive disponibili ai giorni nostri, dovuta a sua volta a un dialogo insufficiente fra le donne e i rispettivi operatori sanitari. Un ulteriore dato da segnalare, fornito dal Ministero della Salute, è il rapido aumento della contraccezione di emergenza, decuplicata nell’ultimo anno quasi a testimoniare un ricorso a questo metodo come alternativa di contraccezione. La ricerca dimostra che, quando si tratta di scegliere un metodo contraccettivo, poco è cambiato da una generazione all’altra. Il 51% delle baby boomer riteneva di non possedere le informazioni necessarie per intraprendere una scelta consapevole e lo stesso problema viene riferito dal 35% delle millennial, malgrado queste ultime abbiano accesso a più informazioni rispetto al passato. Inoltre, anche le preoccupazioni riguardo ai metodi contraccettivi sono simili per entrambe le generazioni: dimenticarsi di prendere la pillola ed esporre il corpo a ormoni sintetici rappresentano infatti le prime due fonti di apprensione. Il 41% delle millennial ha riportato la paura di esposizione ad ormoni sintetici come prima barriera all’utilizzo della pillola e il 26% il timore della dimenticanza di assunzione quotidiana; dato simile registrato per le baby boomers, anche se rivelano una maggiore preoccupazione per la dimenticanza rispetto all’assunzione di ormoni sintetici. 

Proprio come le loro mamme, il 24% delle millennial, cioè una donna su quattro, ha riferito che a influenzare maggiormente la scelta del primo metodo contraccettivo è soprattutto il dialogo poco proficuo con gli operatori sanitari che, non prendendo in considerazione tutte le opzioni disponibili, alimenta la percezione di non possedere tutte le informazioni necessarie per una decisione consapevole sulla scelta più adatta alle proprie esigenze. Analogamente, il 27% delle baby boomer dichiara che, all’epoca dei loro 20 anni, non si trovava a proprio agio a discutere con il medico le varie opzioni. Non aver mai discusso con il proprio medico le possibili opzioni contraccettive (17%), subire le convinzioni dei medici riguardo ai contraccettivi da utilizzare (17%), non aver trovato sufficienti fonti di informazioni sul tema (15%) sono le altre ragioni esplicitate dalle millennial. La ricerca sottolinea inoltre come oggi, più che nel passato, appaia rilevante nella scelta del metodo contraccettivo l’influenza della madre e sempre meno quella del partner. 

La dottoressa Rossella Nappi, Professore Associato della Sezione di Clinica Ostetrica & Ginecologica, Dipartimento di Scienze Cliniche; Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche dell'Università degli Studi di Pavia commenta: “Le millennial sono fortunate perché hanno molte più possibilità di scelta rispetto alla generazione delle loro mamme. Senza tralasciare i numerosi contraccettivi ad azione prolungata, ovvero metodi per i quali non è necessario ricordarsene l’assunzione . Gli operatori sanitari hanno un’enorme responsabilità: devono garantire una condivisione attiva delle informazioni sulle varie opzioni disponibili e aiutare le donne a identificare quella più adeguata al loro stile di vita”. Le millennial affermano di sapere poco riguardo al funzionamento dei contraccettivi ad azione prolungata (LAC). Il 70% circa di quelle che utilizza o non utilizza i LAC afferma di non averne compreso il funzionamento, mentre il 50% delle baby boomer ha dichiarato di conoscere bene come funziona la spirale al rame. Oggi le conoscenze riguardo al funzionamento della pillola sono più elevate, tanto che solo una piccola percentuale, pari all’8% delle millennial che la assume e non la assume, dichiara di non sapere come agisce.

La professoressa Nappi aggiunge: “Le millennial sono dinamiche e ambiziose. Hanno il pieno controllo della propria vita e amano mettersi alla prova. Ma quando si parla di contraccezione si affidano completamente al medico e fanno ancora fatica ad avere le informazioni corrette per un vero dialogo contraccettivo. E’ importante dunque per noi medici impegnarci per promuovere una confronto positivo con le pazienti d una scelta contraccettiva consapevole." Analizzando le priorità di vita in generale, la classifica delle millennial è pressochè allineata a quella delle baby boomer: Fra gli obiettivi più importanti per entrambe le generazioni figura infatti la sicurezza economica. Oltre a questo, per le millennial sono prioritari il proseguimento degli studi e la carriera, mentre per le baby boomer erano il matrimonio e la famiglia.

Il sondaggio “‘Women and contraception: From baby boomers to millennials – has anything really changed”

E'stato condotto da Opinion Health fra novembre 2016 e gennaio 2017 tramite un questionario online di cinque minuti distribuito in nove paesi: Francia, Germania, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Messico, Brasile e Stati Uniti. Hanno partecipato alla survey circa 9.000 donne, ovvero 1.000 per paese, così ripartite: 500 con età compresa fra i 21 e i 29 anni e 500 con età compresa fra i 50 e i 65 anni.

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