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Indagine CFIG: Io e la mia Svizzera, l' opinione dei giovani diciassettenni

Nell'autunno 2015 una nuova generazione di cittadine e cittadini svizzeri sarà chiamata a partecipare per la prima volta alle elezioni federali. La Commissione federale per l'infanzia e la gioventù (CFIG) ha voluto tastare il polso a questi giovani, indipendentemente dal fatto che avessero, o meno, il diritto di voto.

Come si posizionano i diciassettenni rispetto alle sfide politiche e sociali attuali? Sostengono opinioni diverse dagli adulti? Formano una generazione omogenea? Queste erano le domande al centro di un'inchiesta nazionale inedita commissionata dalla CFIG. La partecipazione dei giovani al sondaggio è stata massiccia. Al di là di clichés e pregiudizi, le loro risposte rivelano una generazione interessata e pragmatica, ma lungi dall'essere uniforme. Il rapporto di ricerca pubblicato oggi permetterà a chiunque di confrontare la propria immagine della gioventù con quella della realità delle cifre.

Mentre si dice che i giovani sono poco interessati ai temi politici, 1990 ragazze e ragazzi nati nel 1997 hanno risposto all'inchiesta. L'eccezionale tasso di partecipazione del 66 per cento (il primato spetta al Ticino con il 78%) e i numerosi commenti spontanei dimostrano il contrario. I giovani vogliono far sentire la propria voce. E molti di loro sanno esprimersi con cognizione di causa riguardo a un'ampia gamma di questioni politiche d'attualità. Il rapporto di ricerca fornisce un'analisi dettagliata dei risultati del sondaggio. L'opuscolo «Io e la mia Svizzera» riporta una selezione dei risultati più importanti.

Nessuna rottura in vista tra le generazioni

Su numerose questioni gran parte dei giovani la pensa come gli adulti. Non si rileva dunque alcuna rottura tra le generazioni per quanto concerne le scelte politiche e sociali. Il postulato secondo cui le opinioni dei giovani divergerebbero notoriamente da quelle del resto della popolazione è confutato dai fatti. 

Attaccati alla Svizzera a prescindere dalla loro cittadinanza, i giovani diciassettenni dimostrano di avere molta fiducia nelle istituzioni (scuola, Consiglio federale, polizia) e il 91 per cento è fiducioso di ottenere la formazione professionale scelta.  

Oltre l'80 per cento degli interpellati ritiene con pragmatismo che la scuola debba essere anche una scuola di vita dove imparare a gestire i propri i soldi e a conoscere le opportunità e i rischi inerenti ai nuovi media, mentre il 59 per cento appoggia l'educazione sessuale nelle scuole elementari.

Ma la gioventù è lungi dall'essere uniforme

Al di là di questa prima impressione livellata e uniforme, l'analisi evidenzia alcune linee di divisione. Così le ragazze e i ragazzi non sono affatto in sintonia per quanto riguarda la ripartizione dei compiti in famiglia. Mentre il 29 per cento dei ragazzi è ancora attaccato al modello tradizionale (l'uomo lavora a tempo pieno, la donna si occupa dei bambini e della casa), soltanto il 15 per cento delle ragazze condivide questa visione. In generale, le ragazze sono favorevoli al lavoro a tempo parziale per la donna come per l’uomo. È importante tenere conto di queste differenze, sia per quanto riguarda le misure volte a migliorare la conciliabilità tra vita professionale e vita familiare, sia per quanto riguarda gli interventi destinati a contrastare la carenza di manodopera specializzata.

Se per gran parte dei temi (p.es. l'adesione all'UE o l'atteggiamento nei confronti degli stranieri) il cosiddetto «Röstigraben» è scomparso, i giovani ticinesi di distinguono su più di un punto. Mentre per questi ultimi il problema principale della Svizzera è la disoccupazione, per i giovani della Svizzera tedesca e romanda lo sono l'immigrazione e l'asilo. Il 37 per cento dei ticinesi chiede tra l'altro che agli svizzeri vengano concesse opportunità migliori che agli stranieri.

Atteggiamento ambivalente verso l'Europa e moderato nei confronti degli stranieri

Vivere e lavorare in un Paese dell'UE sì, ma entrare a far parte dell'UE, no grazie! Se, da una parte, il 77 per cento dei diciassettenni è contro l'adesione all'UE, il 62 per cento considera la libera circolazione delle persone un bene per la Svizzera. 

Sugli stranieri gli interpellati esprimono opinioni moderate e associano meno l'immigrazione alla criminalità rispetto al resto della popolazione. Ma sono divisi per quel che riguarda le opportunità da offrire agli Svizzeri e agli stranieri. Lo dimostrano le differenze risapute tra le regioni linguistiche, i sessi e le nazionalità. 

Interessati alla politica e aperti verso un servizio civico

Contrariamente a quanto comunemente si crede, il 50 per cento degli interpellati si dichiara interessato alla politica e il 74 per cento ritiene che sia giusto dare spazio alle discussioni su questioni politiche d'attualità a scuola. Mentre l'abbassamento dell'età per il diritto di voto a 16 o 17 anni raccoglie pochi consensi, due terzi dei giovani svizzeri intervistati dichiarano di essere intenzionati a partecipare alle elezioni federali dell'autunno prossimo. È un appuntamento da non perdere per coloro che si impegnano a favore della partecipazione politica dei giovani. Particolare attenzione va tra l'altro prestata alle giovani donne che si dichiarano meno interessate alla politica e si percepiscono come meno competenti in materia dei loro coetanei maschi.

Nonostante attribuiscano grande valore a formazione, lavoro, vita di coppia e di famiglia e tempo libero, i diciassettenni di oggi sono aperti nei confronti dell'impegno civile. Senza mettere in discussione l'obbligo vigente di prestare servizio, il 50 per cento è disposto a sostituirlo con un servizio civico che permetta di scegliere liberamente il settore in cui impegnarsi, che si tratti della difesa nazionale, della salute, del sociale o della tutela dell'ambiente. 

Dare una voce e visibilità ai giovani

La CFIG desidera dare ampia diffusione ai risultati dell'indagine per sensibilizzare gli attori politici e l'opinione pubblica sulle preoccupazioni e sulle posizioni dei giovani prossimi a partecipare alla vita civile. E in questo modo dare loro voce e visibilità nel corso dell'anno elettorale 2015, e oltre. 

Io e la mia Svizzera: l'inchiesta e il rapporto di ricerca in breve

Per realizzare questo sondaggio d'opinione la CFIG ha commissionato due mandati: la messa a punto del questionario e l'analisi dei risultati sono frutto del lavoro di un gruppo di ricerca dell'Università di Berna. La raccolta dei dati mediante questionario online è stata curata dall'istituto M.I.S. Trend. Le rilevazioni sul campo si sono svolte tra il novembre e il dicembre 2014.
Su 2990 interpellati, nati nel 1997, 1990 hanno risposto al questionario, il che corrisponde a un tasso di partecipazione del 66 per cento, un risultato eccezionale che garantisce un'ottima rappresentatività dei risultati.
Il rapporto di ricerca di Michelle Beyeler, Sarah Bütikofer e Isabelle Stadelmann-Steffen è stato pubblicato in tedesco (con riassunto in italiano) con il titolo «Ich und meine Schweiz. Befragung von 17-jährigen Jugendlichen in der Schweiz ». L'opuscolo «Io e la mia Svizzera» mette in rilievo una serie di risultati salienti. Le due pubblicazioni sono disponibili sul sito: www.cfig.ch

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