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IN PISTA CON IL DIABETE: LA STRAORDINARIA ESPERIENZA DEL RALLISTA CLAUDIO GOTTI

Oggi a chi gli diceva “non potrai praticare sport agonistici” Gotti potrebbe rispondere elencando le numerose vittorie che l’hanno visto prima protagonista delle gare di kart e poi dei campionati di rally FVG, Triveneto e Cronoscalata Cividale-Castelmonte e oggi nel Rally del Friuli Venezia Giulia, manifestazione che ogni anno raccoglie numerosi partecipanti.

 

Quando a 7 anni mi fu diagnosticato il diabete di tipo 1 per me all’inizio è stato duro accettare la malattia e tutti i limiti che ne derivavano – racconta il rallista Claudio Gotti - Non mi sono arreso. La mia passione per i motori, i kart, i rally mi hanno spinto a provarci lo stesso. A 16 anni ho ottenuto l’idoneità alla pratica sportiva del karting agonistico: un risultato raggiunto con determinazione e, va detto, anche grazie alle innovazioni in campo medico che hanno consentito un notevole perfezionamento della terapia insulinica e quindi della gestione della malattia”.

 

Claudio Gotti debutta a 16 anni nel karting, conseguendo vittorie in 2 campionati regionali, svariati podi e la partecipazione al campionato italiano. A 20 anni prosegue l’attività cimentandosi nei rally e nelle corse in salita, dove ottiene numerose vittorie e podi di categoria, il 3°posto nel campionato Triveneto del 2009, il titolo di vicecampione regionale piloti nel 2010, una vittoria assoluta nella cronoscalata Cividale - Castelmonte nel 2013 e semifinalista del concorso Rally Italia talent del 2015.

 

La pratica sportiva agonistica ha rappresentato per anni una sfida nel paziente diabetico insulino dipendente a causa delle maggiori difficoltà di gestione della terapia insulinica e del contenimento del rischio ipoglicemico. L’automobilismo in particolare è una di quelle pratiche sportive considerate a rischio per il paziente diabetico a causa delle condizioni di gara che non permettono regolazioni manuali della terapia e in cui l’attenzione dell’atleta deve essere massima. Un rally a lunga durata rappresenta perciò un obiettivo ambizioso.

 

Oggi grazie all’impianto di un innovativo sensore per il monitoraggio continuo della glicemia,    dotato di avvisi predittivi di ipo e iperglicemia, abbinato all’utilizzo di un microinfusore per insulina che attraverso il telecomando permette la modulazione delle dosi, mi è possibile sfruttare al massimo le mie potenzialità sportive senza dovermi preoccupare troppo. - continua Gotti - Sono pronto per la prossima sfida: nel 2018 vorrei potermi cimentare in un rally nel deserto, l’Intercontinental Rally. Una competizione Off-road tra Spagna, Marocco, Mauritania e Senegal di oltre 3000 km”.

 

 

La terapia per la gestione del diabete va per molti aspetti ritagliata su misura, tenendo conto dell’unicità di ciascun paziente. L’obiettivo più importante è quello di rimanere in target, ovvero rimanere entro un range di valore della glicemia ottimale: ciò garantisce una migliore qualità della vita e previene eventuali complicanze. Il monitoraggio continuo della glicemia è uno strumento fondamentale per riuscire a rimanere più tempo possibile entro un range corretto.

 

La tecnologia ha fatto passi da gigante e oggi anche gli sportivi, spesso più soggetti ad oscillazioni glicemiche a causa dello stress legato all’attività fisica, in particolare se agonistica, possono contare su dispositivi in grado di aiutarli in questo percorso.  Il sistema Eversense, ad esempio, è il primo sensore impiantabile per il monitoraggio continuo della glicemia (CGM), progettato per la rilevazione dei valori di glucosio interstiziale fino a 90 giorni, senza necessità di sostituzione del sensore ogni settimana. Il sistema invia allarmi, avvisi e notifiche relativi ai valori del glucosio visibili in qualsiasi momento sull’app, segnalando qualora i livelli di glucosio raggiungano valori troppo elevati o troppo bassi. Grazie alla presenza di un algoritmo predittivo avverte il paziente preventivamente di probabili episodi di ipo o iperglicemia.

 

“Roche Diabetes Care lavora costantemente a favore dell’innovazione nel monitoraggio e trattamento del diabete. Questo approccio nasce dall’attenzione che l’azienda pone ai bisogni reali delle persone con diabete nell’intento di ridurre il peso della malattia per le persone che ne soffrono e le loro famiglie – ha dichiarato Elena Acmet, Medical Affair Manager, Roche Diabetes Care Italy.Continueremo in questa direzione perché è nello spirito della nostra azienda: innovare e ricercare soluzioni che aumentino il tempo trascorso nel target ottimale, con l’unico obiettivo di aumentare le aspettative di vita e la qualità della stessa per tutte le persone con diabete. Continueremo a portare innovazione oggi per garantire loro un domani migliore”.

 

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