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In Italia un paziente su 3 ha una multipatologia cronica

Il miglioramento delle cure e l’enorme disponibilità di farmaci combinati con il progressivo invecchiamento della popolazione sta cambiando lo scenario della salute mondiale.

L’esplosione delle malattie croniche, per le quali oggi si spende circa il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale, ha portato alla ribalta una tipologia di malato del tutto inedita: il paziente complesso, nel quale coesistono diverse patologie. La crescente prevalenza di pazienti cronici con multipatologia che nel nostro Paese riguarda 1/3 della popolazione adulta e più di 2/3 della popolazione anziana, pone al Sistema Salute molteplici sfide. In primis, quella di mettere in campo una nuova figura sanitaria, il medico esperto in medicina della complessità.

È questo il tema dell’incontro “Il paziente complesso, un nuovo protagonista sullo scenario della salute: medici competenti e certificati per vincere la sfida”, promosso oggi a Roma da The System Academy con il supporto incondizionato di Alfasigma. The System Academy nella sua mission pone l’accento su un concetto moderno di sanità e welfare, mirato a creare professionisti qualificati e certificati nella competenza della complessità. «The System Academy è un’associazione scientifico-culturale no profit che, tra le diverse attività, organizza percorsi di formazione specifica per preparare gli operatori sanitari a sostenere l’esame di certificazione professionale di medico esperto in medicina della complessità – dichiara Augusto Zaninelli, Presidente The System Academy – Il medico esperto nella complessità è un professionista formato per la gestione, con buon senso, del Paziente cronico con multipatologie, applicando le raccomandazioni nella pratica clinica tenendo conto di tutte le patologie e le variabili che coesistono nello stesso Individuo».

La prevalenza delle malattie croniche aumenta linearmente con l’età, passando da un 10% nella fascia d’età 0-19 anni al 78% nelle persone anziane. Il 10% della popolazione italiana sopra i 65 anni ha più di tre condizioni morbose croniche. Il profilo del nuovo malato complesso è quello di un individuo sopra i 65 anni, che assume contemporaneamente più di 5 farmaci, afflitto da disabilità ma con un’aspettativa media di vita più lunga che in passato. Serve un approccio mirato alla nuova medicina della complessità e una gestione coordinata del paziente “multimorbido” attraverso percorsi diagnostico-terapeutici riabilitativi individualizzati. «Il paziente con una sola malattia non esiste quasi più e la cura esclusivamente specialistica, prima tanto in auge, non è più risolutiva – afferma Claudio Ferri, Presidente della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) – oggi bisogna gestire la complessità clinica ma anche quella sociale ed economica della persona malata. Il medico esperto in medicina della complessità è la figura sanitaria che riesce a inquadrare il malato cronico, a fare una sintesi delle sue problematiche, a coordinare e pianificare il percorso di cura anche nell’acuzie, assicurando una continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Tutto ciò si ripercuote positivamente sulla salute e qualità di vita del paziente e sulla sostenibilità del sistema sanitario».

Le malattie croniche, in particolare quelle cardio-vascolari (48%) e i tumori (28%), oltre a minare la sostenibilità dei Sistemi Sanitari sono responsabili del 92% di tutte le morti nel nostro Paese. Il medico esperto della cronicità è capace di distinguere in un paziente complesso le condizioni morbose più importanti, come una dislipidemia grave, da quelle meno importanti e di attuare strategie terapeutiche personalizzate e preventive. Non esistono linee guida per il paziente con multipatologia ma tante linee guida per singola malattia, perché ancora oggi l’Università insegna ai futuri medici soltanto le singole branche della medicina, con il risultato di un ‘sapere’ frammentato. «Il malato cronico può essere curato ma difficilmente viene guarito – sottolinea Enzo Manzato, Presidente della Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA) – le alterazioni del metabolismo dei lipidi, come le dislipidemie, tanto frequenti, possono portare alla complessità clinica di un paziente. Qui entra in gioco la competenza del medico della complessità, che deve mettere in atto le raccomandazioni dettate dalle più recenti linee guida di ridurre drasticamente e rapidamente il valore del colesterolo cattivo nel sangue. L’obiettivo primario del trattamento è quello di prevenire l’infarto». 

La presenza concomitante di più patologie ha un ruolo critico nei confronti degli outcome sanitari, compresi qualità di vita e disabilità che aumentano il consumo di farmaci, dei costi e un maggiore impiego di risorse sanitarie. È compito del medico esperto e certificato in medicina della complessità la messa a punto di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale e riabilitativo il più possibile individualizzato e di ottimizzare le risorse disponibili. Infine, un ringraziamento sincero va indirizzato all’Azienda Alfasigma, perché al di là del classico supporto incondizionato, va sottolineato come i Vertici Aziendali abbiano riconosciuto questo progetto come innovativo sin dalla sua ideazione, sia nei contenuti e sia nella metodologia, in linea con la propensione, sempre dimostrata, di affiancare la classe medica, nel processo di sviluppo professionale continuo del Medico moderno.

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