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IMMUNOTERAPIA: AL VIA LA PRIMA SCUOLA ITALIANA DI IMMUNO ONCOLOGIA TORACICA

Tumore del polmone: conoscere meglio per curare al meglio. E' con questo spirito che gli oncologi italiani si aggiornano, per garantire al paziente la migliore gestione dell'immunoterapia, la nuova frontiera nella lotta al 'big killer'.

E lo strumento per aggiornarsi viene fornito dall'Associazione Italiana di Oncologia Toracica (AIOT) che, in collaborazione con la Fondazione Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori (NIBIT), apre le porte della prima Scuola Italiana di Immuno Oncologia Toracica (SIOT). Milano, Napoli e Siena (sotto la guida rispettivamente di Filippo de Marinis, Cesare Gridelli e Michele Maio) per incominciare, ma non è che il primo passo. Duecento esperti in oncologia toracica tornano sui 'banchi di scuola' per conoscere di più, e quindi saper meglio applicare, le nuove terapie immunologiche che hanno stravolto la lotta al tumore del polmone e che richiedono un approccio profondamente diverso dalle terapie tradizionali, ad iniziare dalla chemioterapia.

Abbiamo contribuito a dare al paziente le migliori cure. Adesso gli specialisti più preparati.

Parla Cesare Gridelli

«Anche in Italia l'immunoterapia è arrivata al letto del paziente - dice Cesare Gridelli, presidente dell'AIOT e Direttore dell’U.O. di Oncologia Medica dell'Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale S.G. Moscati di Avellino - e questo grazie alla collaborazione tra AIOT e AIFA. Abbiamo contribuito a far sì che i pazienti potessero avere le migliori terapie possibili a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ora vogliamo fare in modo di assicurare ai pazienti la migliore gestione possibile di queste terapie grazie a specialisti altamente formati.

Lo scorso luglio l'EMA (European Medicines Agency) ha approvato il nivolumab per il tumore del polmone non a piccole cellule squamoso in fase avanzata, già trattato con chemioterapia. A settembre, a seguito delle richieste dell'AIOT, l'AIFA ha incluso il farmaco nella lista della legge 648/96 in modo che, in attesa della rimborsabilità in Italia, ottenuta lo scorso 24 Marzo, potessero accedervi a carico del SSN anche i pazienti non inclusi nel programma dell'uso compassionevole. Un traguardo importante se si pensa che ad oggi la sopravvivenza a 18 mesi dei pazienti con questo cancro al polmone in fase avanzata è del 39% contro il 23% di quelli trattati con chemioterapia. Un successo soprattutto negli alti fumatori o negli ex tabagisti rispetto ai non fumatori.

Ma una terapia per quanto efficace ha bisogno di operatori in grado di saperla gestire e 'sfruttare' al massimo: da qui la decisione di aprire la prima Scuola Italiana di Immuno Oncologia Toracica destinata ad oncologi e specialisti in malattie dell'apparato respiratorio. Si inizia il 1 aprile a Milano, poi il 22 aprile a Napoli e il 20 maggio a Siena. Una prima assoluta in Italia ma anche a livello internazionale visto che non sono a conoscenza di iniziative simili».

Il futuro è già iniziato. Facciamoci trovare pronti.

Parla Filippo de Marinis

«La Ricerca corre velocemente, per fortuna, e se vogliamo che i pazienti siano curati al meglio è necessario prendere atto che a volte occorre tornare 'sui banchi' - dice Filippo de Marinis, past president AIOT e direttore della Divisione di Oncologia Toracica all’IEO di Milano- perché l'immunoterapia, pur disciplina basata su antichi concetti, sì è recentemente arricchita di nuove  possibilità pratiche  e del tutto innovative in oncologia toracica.   E non si possono nemmeno mettere in atto le conoscenze acquisite perché si tratta di un approccio che rivoluziona completamente ciò che abbiamo fatto fino ad oggi. Inoltre, è chiaro a tutti che non si tratta di un futuro lontano ma di un presente che sarà sempre più allargato. Ci sono già risultati rilevanti sia nella forma metastatica non a piccole cellule squamosa che nell’adenocarcinoma, soprattutto nei pazienti già trattati.

Oggi l'immunoncologia è una terapia di seconda linea nel polmone ma si sta sperimentando questa terapia anche in prima linea e in fase post-operatoria. Ci stiamo avvicinando a grandi passi alla concreta possibilità di abbandonare la chemioterapia nel trattamento del tumore al polmone. Dobbiamo farci trovare pronti. D'altra parte l'AIOT ha ripreso la lezione appresa , con grande successo, quando furono introdotti i farmaci a bersaglio molecolare: anche in quell'occasione riportammo gli esperti a scuola. A tutto vantaggio della pratica clinica e, quindi, del paziente».

Il paziente al centro della terapia.

Parla Michele Maio

«L'immunoncologia ha rivoluzionato l'approccio alla lotta ai tumori - spiega Michele Maio, Direttore Immunoterapia Oncologica Azienda Ospedaliera Universitaria di Siena e presidente della Fondazione NIBIT (Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori)- affiancando ed in alcuni casi sostituendosi del tutto alle terapie tradizionali ma cambiando prospettiva d'attacco. Infatti, obiettivo dell'immunoncologia è quello di combattere il tumore stimolando il sistema immunitario del paziente. Questo pone il paziente al centro della terapia, che non viene più passivamente 'subita' ma ne diventa protagonista attivo.

E' fondamentale per questo che oltre al medico anche il paziente impari a gestire la terapia. Nella Scuola Italiana di Immuno Oncologia Toracica porteremo tutta l'esperienza clinica ed educazionale del NIBIT nel campo dell'immunoncologia applicata al melanoma e ad altre neoplasie solide che stiamo attivamente studiando. Soprattutto dal punto di vista educazionale del medico, degli operatori sanitari e dello stesso paziente. E' una strada completamente nuova, con nuove risposte dell'organismo, nuovi effetti collaterali, nuovi modo di leggere i risultati. Formiamo i medici a una nuova disciplina anche perché formino a loro volta i pazienti: un punto cruciale questo per il successo della terapia».

 

Tumore del polmone e Immunoterapia: le cifre

In Italia si registrano circa 40 mila nuove diagnosi ogni anno e 34 mila decessi per cancro del polmone. Nel 20 per cento dei casi il tumore è legato ad una mutazione genetica e quindi la terapia si può avvalere dei farmaci a bersaglio molecolare. Nell'85 per cento dei casi, invece, il tumore è provocato dal fumo di sigaretta: per questi pazienti - fino ad oggi - l'unica arma a disposizione era la chemioterapia, tossica e poco efficace. L'introduzione dell'immunoterapia ha cambiato lo scenario. Efficace soprattutto nei grandi fumatori e negli ex fumatori: grazie al nivolumab, un paziente su cinque a tre anni dalla diagnosi è vivo. Con la chemioterapia la sopravvivenza in fase avanzata, invece, non supera i 10 mesi.

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