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Il virus Zika arriva in Europa. Rezza (ISS): "Nessun allarme in Italia. In gravidanza evitare i viaggi in Sud America"

Tre casi nel Regno Unito e due in Spagna. Dopo aver fatto registrare numerose infezioni in Sud America, il virus Zika, trasmesso dalla zanzara Aedes aegypti è arrivato in Europa.

Le persone contagiate sono rientrate in patria da Sud America e Caraibi quindi non c'è al momento 'in forma naturale' nelle nazioni del Vecchio Continente. Il virus non sembra esser contagioso anche se alcuni esperti parlano di un possibile rischio di trasmissione sessuale.

Sono ormai 18 i paesi dell'America Latina e i Caraibi nei quali si sono registrati casi autoctoni di infezione del virus Zika, un'epidemia che comporta anche un'alta percentuale di nascituri affetti da microcefalia e altre gravi malformazioni e rischia di diventare un'emergenza sanitaria a livello globale. Il Brasile è il più colpito dal virus e si sta valutando il possibile legame del virus proprio con la microcefalia fetale che ha fatto registrare ben 3.893 casi e ha ucciso già 5 bambini.

Non esiste per ora una cura per l'infezione da virus Zika, che è trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti, responsabile anche di dengue e chikungunya, il che ha portato il governo brasiliano a raddoppiare gli sforzi alla ricerca di un vaccino. Al momento l'unica via per combattere l'infezione è eliminare i depositi d'acqua stagnanti in cui proliferano le zanzare.

Alla fine della scorsa settimana, i Cdc amercani hanno lanciato un alert invitando le donne in attesa di un figlio a rimandare i viaggi in Brasile, Colombia, El Salvador, Guiana francese, Guatemala, Haiti, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Paraguay, Suriname, Venezuela e Portorico.

Escluso il possibile rischio in gravidanza, il virus causa malasseri simil-influenzali e sfoghi sulla pelle.

In Italia già lo scorso anno sono stati registrati 4 casi, provenienti da da viaggi in Brasile, ma nessuno in gravidanza.

"Nessun allarme in Italia- afferma Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive, Istituto Superiore di Sanità- le uniche preoccupazioni potrebbero esserci eventualmente per donne in attesa di un figlio ma per loro il consiglio è di evitare viaggi in Sud America. Negli altri casi dopo qualche giorno di malessere si risolve spontaneamente".

Antonio Caperna

 

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